Narrativa

I libri da avere nella propria libreria

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December 19, 2018

1) Cose che nessuno sa (A. D’Avenia)

Letteratura italiana contemporanea, scritto da un professore di liceo, già autore di Bianca come il latte, rossa come il sangue.

Viene raccontata la storia dell’abbandono vissuto da una ragazzina di appena quattordici anni, della paura di amare da parte di un professore, e dell’amore puro e ingenuo di due adolescenti. Con lo stile inconfondibile di D’Avenia, maturato e approfondito rispetto al primo romanzo, vengono affrontate diverse tematiche in modo mai superficiale, e talvolta innovativo.

Un libro che permette di comprendere situazioni abituali, di rispecchiarci in esse e di scoprire qualcosa in più sulla realtà di tutti i giorni.

Ciò che maggiormente colpisce è lo stile di D’Avenia e la sua capacità di descrivere eventi normali in modo anormale. È un libro che si presta alla riflessione, e nonostante la trama sia di per sè esigua, gli spunti sono molteplici.

2) Madame Bovary (G. Flaubert)

Il personaggio di Emma Bovary viene spesso utilizzato come l’emblema dell’innamoramento romantico, e viene paragonato ad altri personaggi della letteratura ottocentesca. Ma perchè il personaggio di Emma Bovary è diventato un archetipo di tutta la letteratura successiva?

Innanzitutto viene mostrata la condizione della donna in una società chiusa e conservatrice, e dei tentativi di una donna all’avanguardia di evaderne.

In secondo luogo possiamo vedere come il personaggio di Emma sia il classico esempio della ragazza innamorata non di un uomo, ma dell’idea dell’amore. E sarà questo a causare la sua eterna infelicità. Proprio per questa ragione trovo che Madame Bovary sia un romanzo molto moderno, perchè nella società contemporanea siamo cresciuti con degli stereotipi dell’amore ben precisi (il Principe Azzurro, le rose rosse a San Valentino, la dichiarazione d’amore sotto la pioggia ecc), stereotipi che si smontano da soli man mano che si cresce, ma che rimangono sempre degli archetipi nella nostra mente.

È una lettura scorrevole, con un linguaggio semplice e una trama interessante.

3) Il signore degli anelli (J. Tolkien)

Classico fantasy, conosciuto da tre quarti della popolazione, sta alla base di tutto il fantasy dal ‘900 in avanti.

Pochi fan si sono dedicati tuttavia alla lettura dei romanzi, limitandosi alla trasposizione cinematrografica di Peter Jackson: è un fenomeno ricorrente, soprattutto nelle generazioni più giovani.

Per quanto Peter Jackson sia stato in grado di rendere giustizia alla saga, i libri hanno qualcosa in più che ci permette di apprezzare maggiormente la storia. Nei libri troviamo innanzitutto personaggi nuovi (come Tom Bombadil), scene nuove (come la parte dedicata a Saruman e a Vermilinguo verso la fine) e scene in cui gli avvenimenti differiscono da libro a film (ad esempio, come Aragorn entra in possesso di Anduril, la spada).

Tuttavia la lettura può risultare un po’ ostica, specialmente se non si è degli assidui lettori. Vi sono intere parti dedicate alla descrizione, innumerevoli canzoni, per non parlare della parte dedicata al soggiorno a Gran Burrone, che rischia di essere più lungo dell’intera storia. Ma nonostante questo, se si è amanti del fantasy in generale, e del Signore degli anelli in particolare, la lettura di questo capolavoro non può mancare.

4) Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino (Christiane F)

I ragazzi dello zoo di Berlino è un romanzo che potremmodefinire tosto , non tanto per la narrazione, (in prima persona sottoforma di intervista, in cui mancano quasi totalmente i dialoghi) a cui si fa subito abitudine, quanto per la storia.

Che sia un romanzo incentrato sulla droga non è una novità, ma il modo in cui questa realtà viene descritta, e la leggerezza con cui Christiane spesso racconta i fatti (come la prostituzione) scuote qualcosa dentro di noi, e ci mostra quanto cruda può essere la vita. Per chi si è limitato alla visione del film, sappia che si perde molto: il film non è in grado di rappresentare appieno questa realtà, e soprattutto buona parte del film è incentrato sulla storia tra Christiane e il fidanzato, mentre nel libro non è un evento così essenziale, anzi talvolta non viene nemmeno menzionato.

5) Anna Karenina (L. Tolstoj)

Anna Karenina viene spesso snobbata per via dello spessore del libro, che tende a scoraggiare il lettore. Tuttavia bastano poche pagine per innamorarsi della storia e divorare il romanzo pagina dopo pagina, fino a dispiacersi per la sua conclusione.

Una trama complessa, un alto numero di personaggi e una molteplicità di scene ed eventi paragonabili ad una serie tv.

La narrazione procede spedita, senza intoppi, senza un linguaggio altisonante e con una trama fitta.

Un classico della letteratura russa che racconta non solo la storia d’amore proibita tra Anna e Vronskij, ma anche una serie di narrazioni collaterali che ci fanno entrare a contatto con questa cultura così distante da noi, e ci permettono di comprenderla appieno.

E’ essenziale prestare attenzione ai nomi dei personaggi durante la lettura: non vi sono solo nomi e patronimici, ma anche soprannomi, vezzeggiativi e diminutivi… state attenti!

6) Mille splendidi soli (K. Hosseini)

Un tema che viene spesso discusso in questi anni è il ruolo della donna nella società; Mille splendidi soli offre un ulteriore

approccio a questa tematica fornendoci il punto di vista di due ragazze nella Kabul musulmana.

Due ragazze, cresciute in modi completamente opposti, con visioni della vita differenti, finiscono spose dello stesso uomo, violento e possessivo.

Il tema affrontato fa riflettere molto, sia per il finale, che lascia un senso di amaro e tristezza, sia per l’immobilità delle due donne e per le ingiustizie da loro subìte. Una società chiusa, profondamente maschilista, in cui la donna non ha alcun diritto nè autonomia, è quella descritta da Hosseini. Il cacciatore di aquiloni è forse il romanzo più famoso di Hosseini: anch’esso mostra la società musulmana in modo diretto e veritiero, soffermandosi sui risvolti altrettanto crudi e agghiaccianti. Tuttavia, se si vuole approfondire il ruolo della donna nella società contemporanea, Mille splendidi soli si rivela idoneo perchè mostra, senza toni melanconici o lagnosi, la condizione della donna in una cultura così predominante nel mondo odierno.

7) La fattoria degli animali (G. Orwell)

Conosciuto principalmente per 1984, Orwell narra in modo satirico la Russia staliniana. La vicenda si svolge in una fattoria, dove gli animali decidono di prendere il controllo e iniziare a governarla per conto proprio.

Quella che inizialmente sembra un’iniziativa logica e democratica diventa via via la stessa situazione originaria, in cui il governo è dei pochi, che amministrano in modo dispotico e autoritario.

Non è un segreto che la figura dei maiali, coloro che diverranno i tiranni della fattoria, si ispiri a Stalin e alla sua dittatura.

E’ interessante vedere come un progetto democratico e se vogliamo comunista degradi lentamente fino a raggiungere il polo opposto: un processo che non si limita a Stalin ma a tutta l’umanità e a tutta la storia.

8) Il grande Gatsby (F. Fitzgerald)

Questo romanzo è stato trasferito su numerose pellicole cinematrografiche, una delle più note in questi anni è quella con protagonista DiCaprio, che è in grado di rendere giustizia al racconto originario.

La storia rappresenta in modo chiaro la società americana degli anni ’20, e i protagonisti sono alcuni individui dell’alta borghesia newyorkese, che non hanno altra occupazione che divertirsi, andare alle feste e ballare. Ed è in questo contesto che troviamo Gatsby, un uomo che ha raggiunto il suo potere e la sua ricchezza solo per conquistare la donna da lui amata. Il finale mostrerà come uno dei grandi

proverbi sia tragicamente vero: i soldi non fanno la felicità. È questo che colpisce leggendo il romanzo: non le dettagliate descrizioni di feste e ricevimenti e nemmeno la storia d’amore, ma la solitudine dei due personaggi, che nonostante la ricchezza non sono in grado di essere felici. È anche importante sottolineare come sia evidente qui che un amore del genere, soffocante, ossessivo, messo al primo posto, è solamente nocivo. Sono senz’altro due grandi lezione di vita.

9) Addio alle armi (E. Hemingway)

In Italia abbiamo numerosi romanzi ambientati durante la prima guerra mondiale, ma Addio alle armi se ne distingue perchè è scritto da un americano e ambientato nel nord Italia, e quindi offre un punto di vista diverso.

La tipica storia tra soldato e infermiera viene sviluppata in un modo quasi scontato, fino al colpo di scena finale che causa uno shock al lettore. Giunto alla fine del romanzo, il lettore inizia a cercare tra le note e i commenti in finale nascosto che annulli quello che ha appena letto. Ma non c’è, e si deve scendere a patti con questo.

Si rivela molto scorrevole, mai noioso, con un linguaggio fluido e comprensibile, e una storia narrata da un punto di vista insolito.

Se cattura l’interesse, si legge in poco tempo.

10) Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte (M.Haddon)

La storia viene narrata attraverso gli occhi di un ragazzo autistico, che decide di scoprire chi è stato ad uccidere il cane della vicina.

Stupefacente la capacità dell’autore di immedesimarsi nei panni di un ragazzino autistico ed essere in grado di descriverne le più piccole particolarità, ed è questo che, al di là della trama, rende il libro degno di essere letto.

Vediamo come il ragazzino tenti di spiegare come riesce a risolvere calcoli complessi a mente, o perchè abbia bisogno di mangiare sempre qualcosa di rosso: giunto a metà del romanzo il lettore inizia ad immedesimarsi nel protagonista e a vedere gli altri personaggi con gli occhi di Christopher. Noto è il film Rain Man, con Dustin Hoffman e Tom Cruise, chenarra il viaggio di due fratelli di cui uno autistico; questo libro è

molto simile per via dell’approccio con cui viene trattato l’autismo, ma più interessante proprio perchè la malattia viene vissuta, e non descritta.

11) Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve (J.Johnasson)

Dal titolo pare uno di quei libri che troviamo alle casse della libreria e che guardiamo inorriditi. Ma il titolo inganna. La sottile ironia di Johnasson, gli strabilianti intrecci narrativi e i bizzarri personaggi rendono il tutto un’avvincente e appagante lettura, che tiene l’attenzione fino alla fine e suscita la risata nei momenti più inaspettati.

La storia è divisa in due parti: il presente, in cui Allan è appunto un centenario e vive tutte le mirabolanti avventure, e il passato, ovvero la vita di Allan prima che venisse portato in un ospizio. Si incontrano personaggi storici e personaggi fittizi (Stalin e il fratello di Einstein), situazioni reali e inventate (come i campi di prigionia in Siberia) che rendono la trama ancora più assurda e intrigante.

12) Questo spazio è dedicato non a un libro in particolare, ma ad un libro che tu, lettore, hai trovato importante. Un libro emozionante, che ti ha tenuto incollato alle pagine fino alla fine, che ti ha permesso di vedere la realtà che ti circonda in modo diverso, che ti ha fatto riflettere, e ti ha cambiato, almeno un po’.

Michela Bianco

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