Biologia

Il rapporto animale – uomo

on
December 19, 2018

Il rapporto uomo-animale è sempre stato oggetto di indagini antropologiche e di ricerche scientifiche. Oggi questo tema richiama la nostra attenzione grazie all’affermarsi di una sensibilità animalista ed ecologista.

La concezione del rapporto uomo animale è cambiata nei secoli. Nella cultura dell’antico Egitto, per esempio, uomo e animale venivano visti come la manifestazione della medesima sostanza divina e si pensava che dopo la morte l’anima immortale dell’uomo si sarebbe reincarnata in tutti gli esseri viventi. Successivamente durante l’epoca ellenistica Aristotele sottolineò l’idea di superiorità dell’uomo sugli animali, affermando che quest’ultimi presentano dal punto di vista biologico e anatomico delle somiglianze con la specie umana, pur rimanendo comunque esseri inferiori in quanto gli uomini riescono a porli al proprio servizio e ad usarli per la loro utilità.

La concezione monoteista nelle Sacre Scritture generò invece una frattura, traducibile in un antagonismo, tra uomo e animale imponendo una scala gerarchica che vide l’assoluta sottomissione da parte degli animali nei confronti dell’uomo. Solamente grazie al concetto ebraico dell’uomo creato a immagine e somiglianza di Dio venne giustificata per la prima volta, dal punto di vista religioso e razionale, l’uccisione degli animali a scopo alimentare. Così per motivare l’atto l’uomo non dovette più servirsi di rituali, tipici invece delle primitive religioni panteiste.

Anche l’affermarsi del cristianesimo non portò alcun riscatto per gli animali, poiché chiunque avesse osato difenderne i diritti sarebbe stato considerato influenzato dal demonio, tanto che si dovette attendere l’intervento di San Francesco e del suo Cantico delle Creature, nel quale dialoga con la natura, per ottenere qualche forma di il rispetto verso la vita degli animali.

Nei secoli successivi fu soltanto grazie alla teoria dell’evoluzionismo di Darwin che venne infine riconosciuta la stretta parentela tra uomo e animale. Mentre il successivo sviluppo di nuove discipline come l’antropologia, la psicologia e l’etologia, modificarono ulteriormente la visione dell’animale mostrandolo non più come un essere irragionevole e senz’anima, ma come il soggetto di una ricerca che può aiutare a comprendere gli stessi comportamenti umani.

L’etologia per esempio, disciplina che studia il comportamento degli animali mediante l’osservazione dei determinanti ambientali e fisiologici, ha dimostrato l’esistenza fra le specie animali di forme di apprendimento, linguaggi e comportamenti simbolici. Uno dei fondatori dell’etologia come disciplina scientifica fu Konrad Lorenz, il quale riteneva che l’animale fosse indispensabile per l’uomo. Esso infatti rappresenterebbe una fonte di attrazione e ispirazione fondamentale per l’uomo dato che questi pensa e ordina sé stesso prendendo come esempio gli animali stessi.

​Negli anni ’60 gli animali ottennero per la prima volta il riscatto tanto atteso. Nel 1961 lo psichiatra Boris Levinson parlò per la prima volta di Pet therapy nel suo lavoro “II cane come coterapeuta”. Lo stesso Levinson si rese poi conto, nel 1969, che quando riceveva nel suo studio un bambino con disturbi psichici, questi si dirigeva verso il suo cane, dimostrandosi più spontaneo e più disponibile all’interazione. Levinson arrivò così a dedurre che l’animale fosse un mediatore utile a ristabilire i contatti sociali e lo usò in maniera sistematica nella relazione psicoterapeutica con i suoi piccoli pazienti, ottenendo dei buoni risultati. Aveva notato infatti che un bambino spesso è intimorito nella comunicazione diretta con il terapeuta e la presenza dell’animale facilitava l’espressione delle proprie difficoltà comunicando in maniera indiretta attraverso l’animale. Tutti questi processi avvenivano attraverso scambi affettivi e giocosi tra bambino e animale rendendo l’incontro terapeutico più sereno.

Le continue ricerche hanno anche dimostrato che questa terapia porta benefici che alleviano lo stres, l’ansia, il dolore dei pazienti negli ospedali, che favoriscono la riabilitazione dei disturbi cognitivi, dall’Alzheimer all’autismo e che facilitano la vita di persone con handicap (per esempio i cani guida affiancati a persone non vedenti).

Terapie spesso consigliate sono la delfinoterapia e l’ippoterapia.

La delfinoterapia consiste esattamente nel far interagire i bambini con i delfini, e viene usata per molte patologie fra le quali l’autismo; l’ippoterapia, che comporta invece l’interazione con i cavalli, viene anch’essa utilizzata nei bambini affetti da autismo o da sindrome di Down, oltre che per le patologie acquisite a seguito di traumi correlati all’infortunistica stradale e di lavoro.

Molti ricercatori sostengono che gli animali, in alcune occasioni, riescono a essere “migliori di una medicina”. Nel 2002 Karen Allen, ricercatrice della State University of New York a Buffalo, ha sottoposto un difficile test di matematica sia a persone che possedevano cani o gatti che a persone che non ne avevano. Durante l’esecuzione del test misurò frequenza cardiaca e pressione arteriosa, constatando che i proprietari di animali erano in grado di mantenere la propria pressione sanguigna costante e senza picchi di ipertensione, al contrario di chi non ne possedeva.

Una ricerca pubblicata da Parminder Raina, epidemiologo canadese, sostiene che i cani e i gatti mantengono attivi soprattutto gli anziani e che chi convive con un animale è più efficiente nelle attività quotidiane, dal salire le scale al cucinare fino al mantenimento dell’igiene personale. Anche la ricercatrice italiana Francesca Cirulli afferma che la presenza di un animale in casa ha effetti positivi sul sistema immunitario della famiglia, infatti numerose ricerche affermano che i bambini cresciuti con i cani e con gatti tendono a contrarre meno allergie e ad avere meno infezioni intestinali rispetto ai bambini che crescono in ambienti asettici.

Questi studi potrebbero indurci a pensare che per stare bene è necessario, o quasi obbligatorio, possedere un animale, ma non è così. La convivenza di un uomo con un animale infatti è possibile che abbia risvolti positivi, ma non è necessariamente vero. A smentire l’infallibilità della convivenza uomo-animale ci pensa lo psicologo statunitense Harold Herzog, studioso dell’interpretazione uomo-animale, il quale si è interrogato più volte su quanto fosse reale l’effetto degli animali sul benessere delle persone. Durante i suoi studi rilevò che l’effetto degli animali sul benessere delle persone in alcuni casi era effettivamente reale, ma constatò anche che in altri non vi era alcun impatto su tale benessere. Questo non vuol dire che i benefici non esistano veramente, ma solo che non sempre sono riscontrabili o determinanti. Lo psicologo sconsiglia quindi a chiunque di prendere un animale solamente per ragioni di salute; gli animali devono essere presi soltanto perché si ha voglia di stare in loro compagnia. Questo comporta da parte dei proprietari il dovere di assicurare ai loro animali un tenore di vita che rispetti le loro esigenze.

 

Non bisogna mai dimenticare che gli animali sono esseri viventi e in quanto tali hanno delle esigenze. Per questo motivo è importante, ogni volta che vogliamo prendere un animale, domandarci:” Sarò in grado di garantirgli un’esistenza adeguata e garantire i sui bisogni fisiologici, ambientali e sociali?”. Successivamente è nostro dovere reperire le informazioni su tali bisogni e se non dovessimo essere in grado di garantirli, rinunciare all’animale. Gli animali possono avere un effetto benefico per l’uomo, ma deve essere un effetto reciproco.

Barbara Rossi

SITOGRAFIA E BIBLIOGRAFIA:

http://arlian.media.unisi.it/DOCUMENTI/Priolo-margine-effimero.pdf

http://www.psicologiaitinerante.it/22.PET.THERAPY/22_1_pet_terapy.htm

Focus Extra (70), NOI E LORO, Milano, 2016

Fonti Immagini

http://www.abilitychannel.tv/ippoterapia-per-disabili/?cn-reloaded=1

http://www.lintellettualedissidente.it/cultura/uomo-vs-mondo-animale/

http://www.justdog.it/blog/224/l-etologia-applicata-agli-animali-domestici.aspx

https://it.blog.bepuppy.com/gatti/curiosita-sui-gatti/storia-del-gatto-antico-egitto/

https://pixabay.com/it/ragazza-cane-bellezza-giovane-1561943/

https://pixabay.com/it/cavallo-pony-ragazza-2858776/

TAGS
RELATED POSTS
Corna o palchi?

June 4, 2019

Il Coccodrillo

April 26, 2019

Airone Cenerino

March 14, 2019

LEAVE A COMMENT