Curiosità Geologia Rubriche

Un super vulcano attivo in Italia? Dove?

on
December 19, 2018

Sono giorni ormai che stiamo assistendo all’intensa attività eruttiva del vulcano Kilauea presso le isole Hawaii, ma mentre osserviamo i video e le immagini, da un lato spettacolari ma dall’altro terribili visti i danni che stanno causando alla popolazione, è bene ricordare che anche l’Italia deve fronteggiare questo tipo di pericoli. Se parliamo di vulcani sul nostro territorio i primi nomi che ci saltano alla mente sono sicuramente Etna, Vesuvio, Stromboli…ma esiste un vulcano, o meglio, un super-vulcano, non così visibile e maestoso come gli altri ma forse più pericoloso: i Campi Flegrei la cui pericolosità è d

ata dal fatto che la caldera è fra le più densamente popolate al mondo e che le precedenti eruzioni hanno interessato aree molto vaste.

Questo campo vulcanico a Ovest di Napoli è caratterizzato da numerosi centri eruttivi che durante gli ultimi 39.000 anni hanno avuto diverse fasi di attività. Dopo l’ultima eruzione, avvenuta nel 1538 e prima della quale per 100 anni si sono registrati innalzamenti del li

vello del suolo fino a 17 metri, i Campi Flegrei sono rimasti quiescenti fino al 1950 quando si è riattivato il sollevamento del terreno. Da quel momento l’area è stata sottoposta a monitoraggi sempre più accurati che hanno come obiettivo il controllo dell’attività sismica, delle temperature del terreno e del chimismo dei gas e dei fluidi emessi dalle fumarole (v. Solfatara di Pozzuoli). Questi parametri, considerati precursori di eruzioni vulcaniche, hanno subìto variazioni importanti negli ultimi anni e ciò ha portato le autorità a spostare il livello di allerta dell’area da verde a giallo, ovvero da una situazione di quiete a una di attenzione scientifica.

Un studio condotto dall’INGV (Istituto Nazione di Geofisica e Vulcanologia) e pubblicato su Nature nel 2015 mostra che uno dei parametri che può portare al risveglio di un vulcano è la pressione che il magma in risalita può avere, passato un certo valore limite infatti il magma incrementa la quantità di gas e liquidi espulsi. Questo ha due risvolti importanti: i fluidi rilasciati da un lato diminuiscono la resistenza meccanica delle rocce soprastanti e dall’altro rendono il magma più viscoso e quindi più pericoloso durante un’eventuale eruzione. Gli autori ricollegano il raggiungimento della pressione limite del magma in risalita proprio al sollevamento del terreno che si sta registrando e auspicano un incremento dell’attività di ricerca.

Attualmente i vulcanologi non si aspettano eruzioni imminenti ma una sempre maggiore conoscenza dell’area e dei processi connessi all’attività vulcanica è vitale per poter garantire allerte anche di alcuni giorni e permettere così l’attivazione di piani di evacuazione.

Attualmente i vulcanologi non si aspettano eruzioni imminenti ma una sempre maggiore conoscenza dell’area e dei processi connessi all’attività vulcanica è vitale per poter garantire allerte anche di alcuni giorni e permettere così l’attivazione di piani di evacuazione.

Evandro Balbi

TAGS
RELATED POSTS
1 Comment
  1. Reply

    Leatha

    March 15, 2019

    Hi there! Such a great short article, thanks!

LEAVE A COMMENT