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28 giugno 1914: L’assassinio dell’Arciduca Francesco Ferdinando

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December 20, 2018

1914. Siamo in una sera di inizi Giugno, in un bar di Belgrado. Un ragazzo con in mano un pacchetto entra e siede ad un tavolo cui attorno sono seduti altri suoi coetanei. Il contenitore viene scartato e aperto. All’interno vi è solo un pezzo di carta di giornale. Il giovane corriere si appresta a leggere alla presenza dei compagni: “L’arciduca Ferdinando visita Sarajevo”.

Alcune settimane dopo, 28 Giugno, Sarajevo. Un uomo e una donna splendidamente vestiti si apprestano ad entrare in una Gräf & Stift, un’auto austriaca priva di tettuccio. Lui è vestito in un blu sfolgorante, il petto è coperto di medaglie e la testa decorata da un bellissimo cappello di crine di cavallo. Lei indossa un fluente vestito bianco. Sono l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono d’Austria e sua moglie Sofia, duchessa di Hohenberg. Ufficialmente sono nella città per supervisionare le manovre delle truppe austriache, ma è una scusa: sono a Sarajevo per il proprio anniversario e per allontanarsi dalla corte d’Austria, che non accetta il matrimonio di Ferdinando con una donna di umili origini. La situazione è tesa: i nazionalisti radicali si sono mossi con sempre maggiore determinazione per rendersi indipendenti dall’Austria. Il 28 Giugno è per i patriottici del paese un motivo di orgoglio nazionale: è il giorno della battaglia di Kosovo, motivo di orgoglio nazionale. Per i locali è un insulto inaccettabile che l’arciduca, simbolo dell’oppressione austriaca, sia venuto a Sarajevo proprio quel giorno. Se Ferdinando sapesse o no di questa data è ignoto.

È mattina. La Gräf & Stift parte, scortata da altre cinque auto. È una parata: la folla attende per le strade, il percorso da seguire è pubblicamente noto e di conseguenza tutti sanno esattamente dove l’arciduca e sua moglie saranno. Lo sanno anche i giovani del bar di Belgrado, che sono tra la folla. Sono nazionalisti e terroristi, si fanno chiamare Giovani Serbi e fanno parte di un’organizzazione più potente operante in Serbia: la Mano Nera. L’obiettivo è uccidere l’arciduca. Ognuno sceglie una parte del percorso e attende. La Gräf & Stift passa uno per uno i potenziali assassini, ma nulla accade: due perdono coraggio nel momento cruciale, uno non riesce a sparare perché ha pietà della duchessa, un altro ha un guasto all’arma. E così Ferdinando continua a stare bene in vista mentre saluta la folla. Ma all’improvviso, sul ponte di Cuprija, un terrorista si fa avanti e lancia una bomba. L’arciduca la vede appena in tempo e si abbassa, questa va oltre e colpisce la folla e alcune auto di scorta.

Francesco Ferdinando

Sofia  di  Hohenberg

L’attentatore salta giù dal ponte ma non ha calcolato il livello del fiume: solo pochi centimetri. Si frattura una gamba nella caduta. In un ultimo atto di giovanile coraggio prende la sua pillola di cianuro e al grido di “Bosnia libera!” la ingerisce. Tuttavia la pillola, acquistata a basso prezzo, è scaduta: il giovane vomita a ripetizione mentre la polizia procede a raggiungerlo per arrestarlo. Nel frattempo la Gräf & Stift fa inversione di marcia e la città viene messa in sicurezza. Uno dei giovani attentatori, un diciannovenne di nome Gavrilo Princip, guarda con sconforto l’arciduca dileguarsi e realizza che l’assassinio è fallito, quindi si allontana dalla zona. Il tempo passa: è pomeriggio e sono quasi le sei. Il sindaco propone all’arciduca di continuare la parata come previsto, ma quest’ultimo decide invece di andare a visitare l’ospedale per confortare le vittime dell’esplosione. L’autista, non esperto delle vie di Sarajevo, svolta per errore verso Via Francesco Giuseppe. Per puro caso Gavrilo Princip è sulla stessa strada. La Gräf & Stift gli passa davanti, si ferma e stalla dopo un tentativo di ripartenza. Il giovane non crede ai suoi occhi: l’arciduca è proprio davanti a lui, riesce perfino a sentire cosa dice. Gavrilo Princip prende la pistola e spara due volte. Sono colpiti sia l’arciduca che la duchessa, che muoiono poco dopo. I due proiettili sparati sono la prima tessera del domino, l’inizio della Prima Guerra Mondiale.

Stefano De Gioia

La giacca di Francesco Ferdinando dopo l’attentato

Bibliografia

-World War I: The Seminal Tragedy – II: One Fateful Day in June – Extra History

-First World War: Reports of the assassination of the archduke Franz Ferdinand in Sarajevo, World News, The Guardian

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