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29 Luglio 1954: Il Signore degli Anelli

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December 20, 2018

La casa editrice Allen & Unwin pubblica per la prima volta la trilogia de Il signore degli anelli, di J.R.R. Tolkien.

La trilogia si sviluppa come sequel di Lo Hobbit, che vede la luce nel 1937: Bilbo, ora padrone dell’Anello, incontra dopo tanti anni il compagno d’avventura Gandalf, e decide di compiere un nuovo viaggio per ritrovare le emozioni di un tempo. L’anello, ora nelle mani di Frodo, va portato a Mordor e distrutto, e mentre orchi, uomini, elfi e nani combattono per la Terra di Mezzo, due hobbit affrontano il viaggio che li porterà al Monte Fato.
Il signore degli anelli non è frutto della sola fantasia di Tolkien, ma 
trae origine da miti, leggende e folklore inglese che lo scrittore rielabora e adatta alla trama, aprendo così una nuova strada al genere fantasy. Con le sue canzoni, le descrizioni minuziose dei costumi delle varie razze e la lingua elfica creata ex novo dallo stesso Tolkien, Il signore degli anelli condiziona ogni romanzo fantasy che viene scritto in seguito. Nell’anello possiamo trovare gli Horcrux di Harry Potter, in Arwen si riconosce Arya di Eragon, e così via…

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Ma lo stesso Gandalf è riconducibile a Mago Merlino, e le terre descritte si rifanno a quelle del Beowulf… riprendendo antichi testi anglosassoni e celtici Tolkien ha legato a doppio filo passato e presente, unendo antiche epopee a nuove storie.
Il signore degli anelli segue lo schema classico della tradizione fantasy: lo scontro epocale tra Bene e Male. Due eserciti contrapposti, due visioni del mondo opposte (sete di potere contro il sogno di pace) e nessun contatto tra i due schieramenti se non per le battaglie. Ogni personaggio appartiene al Bene o al Male, e non esistono vie di mezzo. Tuttavia, anche all’interno del Bene esistono i puri e coloro che invece si lasciano trascinare dal desiderio di gloria e potere. Per questo motivo il portatore dell’Anello non può che essere Frodo: puro di cuore ma deciso e determinato a salvare la Terra di Mezzo.
E la fama della trilogia deve molto alla trasposizione di Peter Jackson: tre film che riescono perfettamente nell’intento di portare sul grande schermo una storia fino a quel momento presente solo nero su bianco.

Michela Bianco

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