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6 Giugno 1944 – D-DAY: il giorno più lungo

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December 20, 2018

All’alba del 6 giugno 1944, travolte dall’incessante tiro delle mitragliatrici tedesche, le prime truppe americane sbarcarono a Utah e Omaha Beach dando inizio allo sbarco in Normandia.
In verità, lo sbarco era solo una delle fasi più delicate dell’operazione denominata Overlord, che racchiudeva tutti i passaggi di uno dei piani militari più complessi e ambiziosi ideati dall’uomo. Era infatti trascorso quasi un anno da quando l’Alto comando alleato aveva deciso di invadere il continente europeo. Le modalità dell’attacco però non furono subito chiare: gli Alleati erano d’accordo sul fatto che lo sbarco dovesse avvenire nel nord della Francia, ma non sul luogo preciso. Gli americani premevano per un’azione contro il Passo di Calais, mentre la scelta degli inglesi ricadeva sulle coste della Normandia, nello specifico quelle del Calvados, dove un attacco degli Alleati avrebbe colto di sorpresa i tedeschi.

Il fattore sorpresa era un elemento imprescindibile nella tattica britannica, figlio del disastroso sbarco, in maggioranza di anglo-canadesi, a Dieppe nel 1942; questo attacco aveva mostrato i rischi di un’operazione anfibia contro un settore costiero ben fortificato. A ragione di ciò le coste della Normandia diventavano il luogo dove si sarebbe aperto il terzo fronte di guerra in Europa. La pianificazione dell’operazione Overlord seguì principalmente tre direttive: il depistaggio a danno dei tedeschi che, sotto il nome di operazione Fortitude, doveva far credere che gli Alleati puntassero principalmente al Passo di Calais; la costituzione e l’organizzazione di una forza d’attacco che contava circa 160˙000 uomini, oltre 5˙000 navi e 10˙400 aerei; la scelta del giorno e dell’ora perfetta, dopo aver calcolato l’azione delle maree e i fattori meteorologici.

Nella notte del 6 giugno alcune divisioni aviotrasportate si paracadutarono nell’entroterra della penisola del Cotentin e intorno a Caen, dando inizio al D-Day. In serata, dopo una battaglia durissima, gli alleati si ritrovarono con delle solide teste di ponte per attaccare l’entroterra e iniziare la liberazione della Francia.

Per quanto riguarda il fronte opposto, è difficile immaginare quali pensieri balenassero nella mente dei tedeschi dopo lo sbarco in Normandia. Che fossero consapevoli della disfatta, o sicuri di poter respingere il nemico, i soldati continuarono a combattere e le infermiere a prendersi cura dei loro feriti come era loro dovere fare.

Jacopo Giovannini – Emanuele Bacigalupo

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