Narrativa

I libri famosi che nessuno ha mai letto

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December 20, 2018

L’idea di questo articolo nasce in seguito alla visione al cinema del trailer di “La corazzata Potiomkin”, il cui slogan era “Il film più famoso che nessuno ha mai visto”.

Pertanto in questo articolo analizzeremo i libri più famosi ma che in pochi hanno letto.

1) Il nome della rosa (U. Eco)

Mattone della letteratura moderna, è l’incubo di tutti gli studenti, perchè in cinque anni di superiori prima o poi arriva la fatidica frase “Per le vacanze leggere Il nome della rosa”.

La maggior parte abbandona la lettura dopo il primo capitolo e decide di affidarsi al film. Solo i più coraggiosi riescono ad arrivare alla fine del romanzo e leggere con soddisfazione la famosa frase latina Stat rosa pristine nomine. Nomina nuda tenemus.

Eppure la storia è davvero avvincente, con una serie di colpi di scena e una trama che, se scritta da autori thriller come Dan Brown, terrebbe incollato il naso alle pagine. Ma l’autore è Umberto Eco e lo stile è un altro, quello di un colto letterato.

Spesso si sente dire da chi ha già letto il romanzo “Supera le prime cento pagine e poi è tutto in discesa”. Sfatiamo questo mito: il romanzo mantiene il suo stile altisonante e ricco di termini aulici per tutta la sua durata, l’unico cambiamento che riscontriamo dopo le prime pagine puramente descrittive è l’inizio della “parte thriller”, che quindi incuriosisce e invoglia a proseguire.

È un libro impegnativo, unico nel suo genere, che va letto non solo per la trama ma proprio per la capacità di Eco di ricostruire l’atmosfera del 1200, sia dal punto di vista storico che da quello culturale. È un romanzo che richiede un grande sforzo da parte del lettore, ma che in cambio regala un arricchimento culturale e lessicale notevole.

2) La coscienza di Zeno (I. Svevo)

Vale lo stesso principio de Il nome della rosa: un classico contemporaneo assegnato per le letture estive. Che sia l’obbligo scolastico a farci indietreggiare di fronte alla lettura?

La storia è conosciuta, il personaggio di Zeno anche, e più di tutto è famosa la “profezia” finale sulla modernità. Quindi che senso ha leggerlo se ormai sappiamo tutto?

Innanzitutto per le descrizioni introspettive di Zeno, che ci permettono di avvicinarci al protagonista e di provare una sorta di empatia per lui. Infatti, se nei secoli precedenti i protagonisti dei romanzi erano eroi forti e valorosi, qui troviamo un uomo normale, con una vita normale e dei pensieri normali.

In secondo luogo, i capitoli in cui viene diviso il romanzo presentano le parti di vita di Zeno, e ogni lettore non può fare a meno di ritrovare uno scorcio della propria storia in quella sezione (il desiderio di smettere di fumare, il tentativo fallito di corteggiamento…).

Infine, anche se il romanzo a prima vista può sembrarci monotono e noioso, leggendolo con più attenzione possiamo notare anche il lato comico, che ci strappa anche qualche risata nel corso della storia.

Vi ho convinti abbastanza?

3) Guerra e pace (L. Tolstoj)

Questa parte è dedicata gli appassionati. Non è possibile tergiversare dicendo che nonostante la mole il romanzo è avvincente, scorrevole e piacevole. È un romanzo ostico, e bisogna essere interessati sia di letteratura russa che del periodo storico in cui si svolge la storia per poter terminare la lettura.

Guerra e pace è un romanzo storico, e in quanto tale si sofferma sulla narrazione storica, sulla descrizione di battaglie, di vicende politiche, e solo tra tutti questi avvenimenti possiamo trovare i personaggi e seguire le loro vite.

Perciò, se non siete degli appassionati di letteratura russa, o avete iniziato da poco ad approcciarvi a questo mondo, sono consigliabili delle letture più leggere (Anna Karenina, sempre di Tolstoj, Oblomov, di Goncarov, la produzione di Gogol, tanto per citarne alcuni), in modo da non scoraggiarvi e perdere subito l’interesse per questa parte di letteratura.

Se invece siete già amanti della letteratura russa, Guerra e pace non può certamente mancare nel vostro bagaglio culturale.

4) La Bibbia

Assurdo inserire la Bibbia in un articolo del genere. Eppure la nostra tradizione e la nostra cultura si basano sugli eventi del Nuovo e dell’Antico Testamento, quindi perchè limitarsi a conoscere superficialmente la tradizione cristiana quando si può approfondire la nostra cultura in modo diretto? Ovviamente non leggendola come se fosse un romanzo, ma consultandola di tanto in tanto quando si hanno dei dubbi, delle curiosità, oppure si è sentito parlare di un determinato passo e si vuole approfondire. È una lettura che non deve essere fatta per forza dal punto di vista religioso, perchè è molto interessante a prescindere che siate credenti o no.

Per esempio, quasi tutti da piccoli abbiamo visto Il principe d’Egitto, ma quanti di noi sanno cosa succede dopo che il mare si chiude dietro a Mosè? Quanti sanno perchè Sodoma e Gomorra sono diventati termini di uso comune? Cosa succede dopo che Gesù è risorto? Cosa significa l’espressione “Come San Paolo sulla via di Damasco”?

5) Romeo e Giulietta (W. Shakespeare)

Una delle più grandi tragedie d’amore, viene studiata in qualsiasi corso di letteratura inglese, ha reso famosa la città di Verona e ha creato un modello di storia d’amore per la letteratura successiva. Ecco perchè è importante leggerlo, perchè questa coppia di star cross’d lovers fa ormai parte della nostra tradizione. Romeo è diventato sinonimo di innamorato perso, ed essere una coppia come Romeo e Giulietta significa essere completamente innamorati, quindi è fondamentale conoscere da dove derivi tutto ciò.

La lettura dell’opera non vi sottrarrà più di qualche ora: è un testo scorrevole, ricco di avvenimenti, di dialoghi artificiosi ma che nel corso della narrazione risultano perfettamente appropriati, e se si ha l’animo romantico non si può fare a meno di innamorarsene.

Molti avranno probabilmente visto la versione cinematografica di Zeffirelli, un’ottima versione bisogna ammettere. Da menzionare è anche la versione di Luhrmann Romeo + Giulietta: su questa trasposizione è interessante spendere qualche parola. Nonostante sia ambientata ai giorni nostri Luhrmann ha mantenuto quasi sempre fedele la trama e il testo, e anzi ha aggiunto alcune scene che Zeffirelli aveva tralasciato. Nonostante ci siano le auto al posto dei cavalli, e il vestito da angelo al posto di quello da ballo, il film rende giustizia all’opera sia per drammaticità che per contenuti.

Ci sono altre trasposizioni, ma queste sono le più complete. Anche se nessuna delle due menziona la morte di Paride… motivo in più per leggerlo, non trovate?

6) Ulisse (J. Joyce)

Non sono molte le persone che hanno cominciato la lettura dell’Ulisse, e ancora meno sono quelle che sono riuscite a raggiungerne la fine. Eppure tutti conoscono la trama, lo stile, le ambientazioni, i personaggi: se almeno una volta nella vita si è seguito un corso di letteratura inglese (superiori, università, curiosità personale) l’Ulisse di Joyce è stato oggetto di studi.

Joyce apre la strada ad una nuova corrente letteraria, che verrà ripresa e ridimensionata da Virginia Woolf, grazie allo stream of consciousness, ovvero il flusso di coscienza. Ed è proprio quest’ultimo che rende ostica la lettura per intero del romanzo.

La trama di per sè è inconsistente: si segue una giornata di vita del protagonista, Leopold Bloom, per le vie di Dublino. Ma durante questa giornata del tutto tranquilla e normale, attraverso lo stream of consciousness, il lettore entra a contatto con la realtà attorno a Leopold e allo stesso tempo con i suoi pensieri, da quello più stupido a quello più riflessivo.

Il titolo del romanzo lascia intendere che la giornata di Leopold è il corrispondente moderno del viaggio di Ulisse per tornare ad Itaca, e vi sono corrispondenze nei singoli personaggi. Tuttavia, mentre nel poema classico alla fine Ulisse riabbraccia la moglie fedele che attendeva il suo ritorno da anni, alla fine del romanzo di Joyce troviamo Leopold che torna dalla moglie, la quale ha trascorso l’intera giornata con l’amante. Questi due finali opposti rappresentano la differenza tra i valori e le virtù della società antica, e il naufragio di quella contemporanea: Joyce non ha fiducia nell’uomo moderno.

Michela Bianco

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