Musica

Intervista agli Alogon

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December 20, 2018
1. Cosa significa il nome Alogon?

Questa è una domanda alla quale si potrebbe rispondere in più modi. Principalmente il nome trae origine dalla parola greca Logos, che può significare “parola” o “discorso”, a seconda delle interpretazioni.  Da parte nostra, la α (alfa) che abbiamo aggiunto come iniziale serve ad ampliare il “discorso”, a farci andare oltre ad esso e ottenere così una notevole libertà compositiva. Simultaneamente però, nel nostro liberarci dai limiti, concediamo la stessa possibilità anche al pubblico, che riteniamo libero di dare la propria interpretazione al nostro nome.

  2. Quali sono le vostre ispirazioni?

A livello di gruppo, le nostre ispirazioni seguono l’andamento compositivo di tutta la scena progressive metal odierna. Però ci affidiamo anche a tracce di quel progressive che potremmo definire “storico”, del quale seguiamo più il modo di comporre, piuttosto che i contenuti. Apprezziamo molto il gruppo italiano Area, per fare un esempio. Mentre a livello singolo, ognuno di noi è libero di seguire le ispirazioni nate dalla propria cultura musicale, che non devono limitarsi per forza solo al progressive. Alcuni membri del gruppo hanno militato nella scena rock/metal genovese o sono legati alla Fusion, al Funk, allo swing.

Per esempio Giacomo nutre un grande attaccamento compositivo verso i Tool. Francesco deve molto a quel grande batterista che è Gavin Harrison e prova un grande affetto per l’heavy metal, genere col quale è cresciuto, nonostante adesso sia improntato verso altri generi.

Alla fine ci riserviamo il diritto di seguire le nostre influenze personali, ma quando componiamo la nostra musica quello che ci piace lo utilizziamo senza esitazioni, indipendentemente da chi ci ispiriamo.

3. Qualche settimana fa, prima ancora che fosse in programma quest’intervista, uno dei nostri redattori ha avuto modo di sentirvi suonare a Genova. Ha detto di essere rimasto subito rapito dalla vostra musica pur non avendo mai ascoltato prog, perché molto particolare e coinvolgente. Qual è l’idea di base che si nasconde dietro alle vostre composizioni e al vostro primo album?

Prima di tutto ringraziamo per i complimenti. Apprezziamo molto ricevere simili apprezzamenti, considerando che siamo un gruppo underground nato da poco. Per rispondere alla domanda… possiamo dire che il “gruppo” sia nato da tre persone: Giacomo, Francesco e Alberto. L’idea iniziale era molto semplice: vederci per fare musica insieme, con l’intenzione di divertirci e senza covare troppe aspettative. Tenevamo a sperimentare e improvvisare in piena libertà. Però col tempo, grazie anche all’entrata di Andrea e Damiano, le cose si sono evolute con naturalezza e trovando un nostro modo stabile di comporre e  collaborare abbiamo deciso di lanciarci in un progetto più concreto, smettendo di creare musica destinata a nascere e morire in sala prove.

Fortunatamente possiamo dire di essere cinque teste in perfetta sintonia. Ci troviamo facilmente d’accordo su quello che facciamo, sul palco abbiamo la giusta intesa e questo ci rende molto positivi per i progetti futuri.

Riguardo alle tematiche, hanno trovato il loro punto di partenza con Alberto, che ha sempre collezionato la passione per il Tarocchi. Soggetto sul quale abbiamo riflettuto molto, prima di deciderci ad adoperarlo, perché non potevamo comporre musica su qualcosa che non conoscevamo come si deve.

   4. “The Fool” è un pezzo accattivante in cui strumentale e voce concorrono alla realizzazione di una melodia variegata e mai noiosa, trascinando l’ascoltatore all’interno di un’atmosfera misteriosa e talvolta notturna. Ma in che modo il testo si lega alla melodia? Chi è il fool?

Occorre forse una piccola premessa. Scrivendo le nostre canzoni usiamo i tarocchi in due modi, come metafora e come pretesto. Se dovessimo prendere in considerazione la carta del giudizio, per fare un esempio, utilizzeremmo il tarocco come metafora dell’argomento in se, parlando però anche di ciò che ci ispira ampliando notevolmente il discorso raccontando una storia o di uno stato d’animo. Non ci fermeremmo mai a parlare della carta in sé, rischiando di fare un discorso fine a se stesso.

In “The Fool” parliamo del Folle. Il significato della carta indica esattamente: tenere un approccio che va a cambiare una situazione preesistente, con un certo coraggio, senza conoscere i rischi a cui si sta andando incontro. Tra di noi Andrea tiene il maggiore attaccamento verso la carta del folle, che ha saputo reinterpretare creando una storia in cui un soggetto (che potrebbe essere un maschio o una femmina, non ha importanza) prende una determinata decisione: lasciarsi la società alle spalle. Scelta che, paradossalmente, lo porterà a diventare succube della società, dovendo comunque, per sopravvivere, fare i conti con essa anche se in minima parte.

Tutto ciò resta poi a far parte di una storia, non intendiamo porci come maestri di vita. Rimaniamo fedeli ai dettami della carta e creiamo un discorso, una riflessione, intorno ad essa.

Abbiamo cercato di esprimere il concetto di The Fool anche con la copertina del singolo, dove il soggetto guarda con occhi sognanti il futuro, senza rendersi conto di avere davanti a se un baratro. Il cane dietro di lui rappresenta il suo ultimo residuo di coscienza che cerca di allontanarlo dal destino che si è scelto.

   5.   Chi di voi si occupa di scrivere i testi e come trovate le idee per comporre le melodie?

Generalmente delle melodie musicali se ne occupa Giacomo, mentre ad Andrea spettano le composizioni vocali. Poi chiaramente la struttura definitiva di una canzone viene arrangiata da tutti noi e chiunque può proporre le proprie idee. L’importante è trovare un sound che ci piaccia, nella speranza che convinca anche il pubblico. Per ora abbiamo deciso di seguire questa linea per realizzare il nostro primo album. In futuro potremmo cambiare completamente direzione, non lo sappiamo, ma ci riserviamo un’assoluta libertà di scelta anche intrinseca nel genere.

6.  Il vostro primo album sarà un concept?

Si, per ora siamo sicuri che il nostro primo album sarà un concept sui Tarocchi, poi dipenderà dalla nostra volontà stilistica scegliere se adoperarli ancora nei prossimi album oppure no. Probabilmente è troppo presto per parlarne.

7.  So che sul palco, come in sala prove, vi piace molto improvvisare. Come gestite la cosa?

Dipende dalle circostanze. Come detto prima ci riteniamo fortunati per la sintonia che abbiamo raggiunto come gruppo, il che ci permette di gestire le improvvisazioni tramite segnali sonori o fisici. Ad esempio suonando un piatto della batteria in un determinato modo per segnalare un attacco di chitarra, come di un altro strumento. Vocalizzi e acuti fatti in determinati momenti. Raggiungere una simile intesa non ci è costato poco, abbiamo passato numerose serate in saletta per fare pratica e ne è sempre valsa la pena.

 8.  Da quanto tempo suonate insieme?

Abbiamo iniziato a suonare verso la fine del 2016 con la formazione a tre, poi verso marzo si è aggiunto Damiano alla seconda chitarra; da lì abbiamo visto che le cose potevano diventare più serie e abbiamo cominciato a pensare all’idea di aggiungere un cantante, cosa concretizzatasi con l’ingresso in line-up di Andrea intorno ad ottobre/novembre.

9.  Nell’anteprima del singolo, a rapire l’attenzione è l’assolo di tastiera dai toni elettronici ed orientaleggianti. L’utilizzo di simili tonalità elettroniche sarà una caratteristica di tutto l’album?

Ci piacerebbe, ma è un altro aspetto del quale non siamo sicuri. Al momento The Fool è il brano col maggiore utilizzo del sintetizzatore. Potremmo usarlo anche negli altri brani, ma verosimilmente più per quanto riguarderà il lato studio che non quello live: essendo infatti Giacomo già impegnato a suonare il basso per la necessità dettata dal tiro degli altri pezzi, gli verrebbe difficile suonare anche il synth.

Un aspetto che non sottovalutiamo è l’importanza di creare brani possibili da riprodurre dal vivo, senza strafare componendo pezzi con strumenti che non possiamo portare dal vivo. Teniamo che il nostro show sia il più realistico e federe possibile rispetto al disco originale.

10.  Quando pensate di registrare il prossimo singolo? Potete farci qualche anticipazione?

Per quanto riguarda il prossimo singolo non abbiamo ancora troppe anticipazioni perché il brano verrà registrato tra un mese e mezzo circa. Per ora non sveliamo nulla di concreto sul brano perché sarà una sorpresa, ma ovviamente seguirà il filone del concept dei tarocchi, e molto probabilmente sarà accompagnato da quello che a tutti gli effetti potrebbe essere il nostro primo video ufficiale.

Emanuele Bacigalupo

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