Musica

Intervista ai Beerbong

on
December 20, 2018

Come vi siete conosciuti? Avevate già esperienza prima di entrare nei BeerBong?

Ci siamo conosciuti per puro caso, ci siamo incrociati ad una festa e notando che indossavamo delle magliette di gruppi punk rock, all’epoca conosciuti solo da pochi, abbiamo capito che ci piaceva la stessa musica, da lì a iniziare a suonare assieme il passo è stato brevissimo.

Da dove deriva il nome della Band?

Il nome della band deriva da una canzone dei NoFX e ci piaceva perché rappresentava perfettamente il modo nel quale volevamo suonare, e cioè veloci e spumeggianti proprio come un Beerbong.

Perché avete scelto questo genere musicale?

Questo genere ci piace perché combina melodia ed energia unite ad una sana voglia di divertirsi e di divertire.

A chi vi ispirate?

L’ispirazione nel modo di suonare deriva ovviamente dalla scena punk rock californiana nata nei primi anni 90; per la composizione invece le influenze sono svariate e vanno dal rock elettronico dei Depeche Mode agli Iron Maiden.

Come è nata l’idea dell’album? Qual è il messaggio di fondo?

Nel 2013 ci siamo contattati e abbiamo realizzato che era alle porte il ventennale dalla nostra prima formazione (1995-2015), quindi ci siamo detti un po’ per scherzo che avremmo dovuto organizzare qualcosa per tale ricorrenza; nessuno ci ha pensato per più di un secondo prima di accettare e senza battere ciglio ci siamo ritrovati di nuovo tutti assieme in sala prove a distanza di quasi dieci anni; l’effetto e’ stato come viaggiare in una macchina del tempo, e dopo le prime prove, necessarie per rinverdire i pezzi dei nostri album precedenti, abbiamo sentito la necessità di sviluppare alcuni dei riff rimasti in sospeso da oltre un decennio, quando Simone era ancora nella band; quei riff sono alla fine diventati Future Behind Us, un titolo che può avere diversi significati, dipende da che angolazione lo guardi, con addirittura sfaccettature filosofiche se vuoi, fatene l’uso di cui avete più bisogno! Come Beerbong pensiamo che per noi Future Behind Us significhi un ritorno alle origini, a comporre musica con i membri originali della band, mostrando con essa come saremmo stati se non avessimo mai smesso di suonare assieme nel corso degli anni.

Di cosa parlano i testi delle canzoni?

Simone a questa domanda piace rispondere come W. Burroughs “Non c’è che un’unica cosa di cui può scrivere uno scrittore: ciò che è davanti ai suoi sensi nel momento in cui scrive”. In realtà, seppure il procedimento sia lo stesso, siamo consci di non avere pretese letterarie e voliamo molto più basso. Future Behind Us non è un concept EP, i testi sono uno diverso dall’altro e di solito nascono spontaneamente una volta completate le parti strumentali. Adattandosi alla musica si va dalle parole usate come fossero coltelli di Feed Forward per descrivere il famelico istinto di sopravvivenza umano amplificato fino alle macro scale, al jingle di Shocking Wave come mantra per risorgere più forti dalle priore ceneri come una fenice; dall’inno o formula filsofico-quantistica di Future Behind Us per creare il proprio futuro pescandolo dalla varietà infinita di futuri possibili, alla fredda consapevolezza che siamo gli artefici dei nostri propri limiti di You Might!; dalle tematiche più dirette della perseveranza nella propria opera di One More Chance fino al reagire e dare forma ai propri sentimenti e aspirazioni in Straight No Chaser.

Nelle ultime due tracce il sound pare più distorto ed aggressivo. Si tratta di una scelta stilistica mirata o di una casualità dovuta all’ispirazione del momento?

Mental emptiness è un remake di un nostro vecchio pezzo, che abbiamo voluto registrare con l’utilizzo di suoni più moderni. Straight No Chaser invece è un pezzo scritto in sala prove come reazione a un periodo di incertezza sul nostro continuare o meno. Metterle alla fine del disco è stato deciso una volta che avevamo finito le pre-registrazioni.

Avete sempre scritto i testi delle vostre canzoni in inglese? 

Pensiamo che per il nostro genere l’inglese sia una lingua musicalmente più adatta ed è una scelta che abbiamo fatto all’inizio dei tempi e poi sempre mantenuto.

Quali sono le vostre prossime tappe? Dove potremo venire a sentirvi?

La nostra data zero a valle dell’uscita dell’EP sarà nella nostra regione, il 22 giugno ALL IN; si tratta di una data in casa per rivedere tanti dei nostri amici che ci seguivano anni fa, oltre che nuove leve che speriamo siano numerose. In agosto suoneremo anche al Bayfest, il 12 agosto nella serata in cui i Lag Wagon faranno da headliners. Stiamo allacciando un sacco di nuovi contatti con tantissimi gruppi e ogni volta ci promettiamo di organizzare qualcosa assieme, ci stiamo dando da fare per organizzare delle date sia in Italia che all’estero per la seconda metà dell’anno, vi terremo aggiornati oltre che postare tutte le date sia su Facebook che Songkick.

Perché la gente dovrebbe venire ad un live dei Beerbong?

Dovrebbe venire perché proponiamo un live set energico e melodico, e soprattutto perché offriamo un sacco di birre ai più scatenati.

Cosa pensate dell’attuale scena hardcore italiana?

Dobbiamo essere sinceri, siamo stati assenti per diverso tempo e ci sentiamo ancora un po’ fuori dal giro. Tra gli anni 80 e 90 ricordiamo che ogni persona che conoscevamo aveva almeno un gruppo e si suonava ogni sera e in ogni luogo. Il ricordo di quei tempi forse filtra la nostra visione odierna, spingendoci a guardare alle band ancora attive con cui avevamo condiviso palchi ed esperienze in precedenza. Riteniamo che una scena hardcore genuina sia quella creata dai fratelli Caldari a Livorno attorno al mondo 7years e Inconsapevole Records.

Linda Vassallo

TAGS
RELATED POSTS

LEAVE A COMMENT