Narrativa

Le capitali nella letteratura di ieri e di oggi

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December 20, 2018

Molta letteratura, sia passata che contemporanea, è ambientata in una capitale. Perchè la capitale permette un maggiore sviluppo della trama rispetto ad una comune cittadina, e perchè la capitale è in grado di fornire spunti narrativi unici e particolari.

Non tutti i romanzi seguono questa linea di pensiero, ma è possibile tracciare un percorso comune sulla scia di alcuni dei romanzi più famosi.

Generalmente il raggiungimento della capitale viene visto come una maturazione del protagonista: dopo una serie di vicissitudini, egli è cresciuto spiritualmente ed emotivamente ed è ora in grado di affrontare un nuovo cammino in una nuova città, più ricca di ostacoli ma anche di attrazioni.

Altre volte invece il protagonista arriva nella grande città a seguito di un trasferimento, e deve subito adattarsi a questa nuova realtà, così dinamica rispetto a quella che conosceva.

E quali sono le grandi città? La maggior parte delle volte sono le capitali europee, come Londra, Parigi, Madrid… altre volte invece sono quelle statunitensi, come New York e San Francisco.

Vediamo nel dettaglio come queste città vengono descritte durante i periodi storici della letteratura.

Londra 

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Londra è la capitale per eccellenza di tutta l’isola, è la grande metropoli a cui tutti gli abitanti della campagna aspirano, è il simbolo della modernità e della borghesia. Londra permette l’incontro tra culture differenti, consente scambi di idee e di storie e permette di conoscere nuove realtà.

Ma è anche luogo di perdizione: Londra è il luogo in cui tutti i princìpi morali vengono meno, dove l’animo umano rischia di essere corrotto.

Durante la rivoluzione industriale il cielo di Londra si fa più scuro, incupito dai fumi delle fabbriche e delle industrie. Viene descritto lo sfruttamento e la fame della povera gente, in particolar modo dei bambini; la vita degli operai viene contrapposta a quella della borghesia, che invece si circonda di agi e di lusso.

Possiamo prendere tre romanzi a rappresentanza della Londra di ieri: Oliver Twist (C. Dickens), Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr Hyde (R.L.Stevenson), Il ritratto di Dorian Gray (O.Wilde).

Oliver Twist descrive alla perfezione la Londra dei bassifondi durante la Rivoluzione Industriale: miseria, fame, ignoranza e povertà. Elementi immancabili nei romanzi di Dickens.

Una città che, se a prima vista ci appare come un luogo perfetto, ad un secondo sguardo ci rivela tutti i risvolti negativi di una società borghese fondata sul consumismo.

Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr Hyde è meno importante dal punto di vista della descrizione della città, ma è fondamentale per l’analisi dell’animo umano nella società moderna. Proprio come la città, il protagonista ha due anime: una buona, diurna, e una cattiva, notturna. E solo in una grande città come Londra è possibile il pieno sviluppo di tale dualismo.

Per ultimo vediamo Il ritratto di Dorian Gray. L’animo del protagonista viene intaccato dalla mondanità e dai piaceri che la città offre: droghe, prostitute, criminalità… Le due facce di Londra vengono qui descritti in modo parallelo: la Londra borghese, di ricevimenti e lusso, e la Londra criminale, di morte e violenza.

Londra

oggi

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Oggi, la città in letteratura appartiene prevalentemente a un genere diverso: la letteratura rosa. Londra non è più luogo di modernità, ribellione e sviluppo, ma è la capitale del business, della moda e dei party. Una vita sfrenata all’insegna del divertimento e dell’incontro con ricchi businessman in una città dove pare che l’unico lavoro possibile sia in una grande azienda.

Prendiamo due autrici appartenenti alla letteratura rosa e che ambientano i loro romanzi a Londra: Sophie Kinsella e Helen Fielding.

Come dimenticare I love shopping per la prima e Il diario di Bridget Jones per la seconda? Londra non è più un’entità autonoma, ma uno strumento per permettere alle protagoniste di raggiungere i loro scopi che in una piccola città non sarebbero stati realizzabili.

Londra diventa quella che i turisti si aspettano: Piccadilly Circus, il Tamigi, il caffè takeaway, i pary aziendali e gli uomini d’affari in giacca e cravatta. Nulla che una normale guida turistica non sarebbe in grado di offrirci.

Parigi

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Molto simile a Londra per quanto riguarda bassifondi, miseria, netta discrepanza tra povertà e ricchezza, ma con un profilo storico totalmente diverso. Se a Londra troviamo la rapida crescita della borghesia, a Parigi vediamo che i capisaldi della monarchia sono ancora ben solidi.

Se pensiamo a Parigi non possiamo fare a meno di pensare alla reggia, al lusso regale, alle pettinature eccentriche di Maria Antonietta, e alla lotta per l’abolizione dell’Ancient Regime.

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In un secondo momento, agli albori del 1800, Parigi diventa il simbolo dell’arte e della musica; Monmartre diventa l’emblema di una città eclettica e unica, con i suoi teatri e i suoi artisti di strada, i cosiddetti bohemiens.

In letteratura possiamo nuovamente prendere tre classici: I tre moschettieri (A. Dumas), I miserabili (V. Hugo), Spleen (C. Baudelaire).

I tre moschettieri è ambientato nella Parigi del 1600, in cui lo sfarzo reale raggiunge l’apice e la corruzione politica ed ecclesiastica sono alla base della trama. Una Parigi ancora legata agli antichi valori e tradizioni, in cui l’onore e la fedeltà al re valgono più di ogni altra cosa. Una lealtà che ha più valore della vita umana e che viene ripagata. Dumas ha fiducia nella società di allora, e lo dimostra ribaltando la situazione iniziale: Richelieu viene smascherato e i moschettieri, che si sono dimostrati leali verso il re e verso la Francia, vengono riconosciuti come i protettori della nazione. Il libro è intriso di un orgoglio nazionale che, anche quando tutto sembra vacillare, non viene mai scalfito: Dumas ci rivela come nella Parigi del 1700 lo spirito nazionale sia alla base di tutto, e serva come spinta ad andare avanti nei momenti più bui.

I miserabili appartiene invece al diciannovesimo secolo, diversi anni dopo la rivoluzione francese. La Parigi qui descritta non è più immersa nel lusso di corte ma è la Parigi delle strade e della criminalità, la Parigi della lotta dei più deboli per una condizione di vita migliore. Una città descritta dal basso, con la sporcizia per le strade, l’insalubrità delle case e, soprattutto, le fogne sotterranee. La città è vista nella sua totalità, dalle fondamenta fino ai tetti, senza tralasciare nulla.

Come si può notare anche in Notre Dame de Paris, la città non è più motivo di orgoglio e di fiducia nella società francese, ma anzi è la stessa società a ostacolare gli uomini e la loro salvezza. E questa sfiducia la si può notare nel finale: ne I tre moschettieri tutto si conclude per il meglio, chi è stato leale viene ripagato e la giustizia trionfa, mentre ne I miserabili Jean Valjean deve sacrificare la sua vita.

Spleen non è un romanzo ma una poesia, che in pochi versi riesce a far percepire il malessere fisico e morale dell’uomo nella Parigi di metà 1800. Baudelaire era un bohemien, che visse appieno i bassifondi della Parigi pre-industriale e tutti i disagi legati alla vita malsana e alle nuove droghe, prima tra tutte l’assenzio. L’uomo sta cambiando, non riesce ad adattarsi al mondo a cui appartiene e vive questa angoscia interiore, una depressione che lo conduce all’isolamento e all’apatia. La città diventa testimone silenziosa del deterioramento dell’animo umano, assumendone i toni cupi

Parigi

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Oggi Parigi tende ad assumere tutt’altro significato. Parigi è diventata nell’immaginario collettivo la città dell’amore, della cucina e della moda. Nei romanzi di oggi vediamo generalmente una protagonista con un sogno nel cassetto fino a quel momento irrealizzabile, ma che diventa attuabile nel momento in cui mette piede a Parigi: la pasticceria viene aperta, l’agenzia di moda messa in piedi, e un dolce e bravo ragazzo fa da contorno.

Prendiamo un romanzo per tipo: Paris in love (E. James), Una deliziosa pasticceria a Parigi (L.Madeleine), Io prima di te (J. Moyes).

Come è facilmente intuibile, il primo narra di una storia d’amore nella città de l’amour, mentre nel secondo a questo si unisce la passione per la cucina.

Per quanto riguarda Io prima di te, Parigi non è la città in cui si svolge la narrazione, ma la meta finale della protagonista, che può finalmente realizzare i suoi sogni frequentando la scuola di moda.

Parigi viene in questo modo ricondotta, nella visione moderna, a una banale generalizzazione facilmente individuabile in tutte le cartoline vintage della città.  E anche se stiamo parlando di libri, la nostra immaginazione non può non correre alla Vie en rose, ai bistrot e alla Tour Eiffel.

New York

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New York è stata l’approdo al Nuovo Mondo per molti secoli. E’ la città delle occasioni e delle possibilità, è dove si può ricominciare da capo sperando in un futuro migliore.

Divisa in quartieri peculiari e caratteristici, la città di New York si sviluppa in parallelo al progresso tecnologico e industriale, divenendo una delle città più importanti per l’industria tessile, la raffineria di zucchero e la stampa.

Ma New York è anche importante per la sua multiculturalità in quanto fu per secoli approdo di immigrati, che portarono con loro tradizioni, religioni, lingue e culture.

I romanzi che possono rappresentare le sfacettature di New York sono: Il grande Gatsby (F.S. Fitzgerald), Il padrino (M. Puzo) e Il giovane Holden (J.D. Salinger).

Il grande Gatsby è il simbolo della New York degli anni ’20, fatta di feste, divertimento e noncuranza per ciò che accade nel mondo. Ma oltre a questa superficie è possibile vedere la realtà intrinseca della società newyorkese e la corruzione che la avvolge. Una città che si palesava come opposta a quelle del Vecchio Mondo, ma che in realtà ne segue le orme. I cittadini newyorkesi vivono in una sorta di bolla alimentata dal progresso e dal benessere che New York offre, ignorando tutto ciò che permette al progresso e al benessere di esistere, primo tra tutti il mercato nero. Fitzgerald mostra come la New York degli anni ’20 sia una sorta di Paese dei balocchi, dove ogni persona può toccare le vette del piacere estremo, ma in totale solitudine.

Il padrino, più conosciuto per la trasposizione cinematografica, è un ritratto della mafia americana, sviluppatasi da quella italiana e adattata alle nuove esigenze. Attraverso le descrizioni e i dialoghi è possibile cogliere il disagio e la corruzione che si cela dietro alle promesse non mantenute del Nuovo Mondo: nuovo paese, ma stessa gente. Vediamo la vita malsana nelle case popolari (i tenements), il contrabbando e i circoli mafiosi, e la copresenza di tradizioni e culture diverse su uno stesso territorio. Un ritratto della New York di retroscena.

Per ultimo vediamo Il giovane Holden: attraverso gli occhi del protagonista possiamo analizzare la New York di fine anni ’40, in cui i luoghi sono gli stessi di adesso (vediamo infatti Central Park e Mahnattan) e la vita dei personaggi è simile a quella attuale (la scuola, il pattinaggio su ghiaccio…): descrivendo la città in modo disinteressato, Salinger ci permette di immedesimarci appieno e di viverla senza accorgercene, perchè anche se è una città che ci appare così distante da noi, il protagonista si comporta come un nomale adolescente di qualsiasi città.

New York

Oggi

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L’immagine di New York non è cambiata molto rispetto al passato: rimane una città dalle mille risorse e dalle mille possibilità, una città che offre una vita nuova e migliore. E’ anche il simbolo del divertimento e della vita sfrenata, un’immagine che spesso oscura anche il lato nero della città: la criminalità, la povertà e un sistema poliziesco molto forte.

Per definire quanto detto possiamo prendere due libri ad esempio: Le mille luci di New York ( J. McInerney) e Sex and the city (K. Bushnell).

Le mille luci di New York è ambientato negli anni ’80 e descrive, con uno stile particolare e innovativo, i due volti della città: quello intrigante e scoppiettante della mondanità e della modernità, e quello squallido e malfamato della criminalità e della droga. Un rovescio della medaglia che appartiene ad ogni città, ma che a New York si sente di più perchè a New York tutto è amplificato.

Grazie a questo romanzo è possibile immergersi appieno sia nell’atmosfera quasi nostalgica degli anni ’80 sia in una New York che noi non conosciamo, ma che esiste tutt’oggi.

Sex and the city, così come Gossip Girl e tutta la letteratura rosa ambientata nella New York attuale, mostra l’aspetto mondano di New York, composto da moda, party e shopping, il tutto basato sulla convinzione che New York offra una possibilità a tutti.

Una Manhattan descritta attraverso grattacieli e locali alla moda, una città le cui opportunità sorgono in ogni dove, e quattro protagoniste unite dall’amore per lo shopping e la vita mondana: il romanzo offre descrizioni che fanno apparire New York completamente diversa dalla città descritta nella letteratura precedente, e che mostra un lato di New York nuovo e intrigante.

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