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Vampiri, bugiarde e licantropi: i gran finali che ci hanno deluso

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December 22, 2018

Il 2017 è stato un anno duro per i serializzati, che hanno visto concludersi tre serie tv “storiche”: The vampire diares, Pretty little liars e Teen wolf.

Tre serie tipicamente teen che seguono le avventure di un gruppo di liceali alle prese con problemi più grandi di loro. E non importa che i protagonisti siano vampiri, licantropi o bugiarde patentate, le tre serie presentano uno schema comune: una cittadina di provincia (Mystic Falls, Rosewood e Beacon Hills), un solo liceo, abitanti molto ciarlieri, segreti che riguardano più famiglie e che a un certo punto vengono alla luce (l’adozione di Elena, i numerosi figli di Mr. Hastings e l’adozione di Malia), relazioni difficili e ricche di ostacoli (Elena e Stefan, Aria ed Ezra, Allison e Scott), e un gruppo di amici conosciuto in tutta la città che fa da parafulmine ad ogni evento che capiti.

Per anni abbiamo seguito le vicissitudini delle liars, di Elena e i Salvatore, di Scott e dei suoi amici, vedendo crescere la tensione stagione dopo stagione e chiedendoci come potesse esserci un finale per tre serie così intrise di misteri irrisolti e segreti. Per anni, finchè qualcosa non ha iniziato a vacillare in ognuna delle tre.

The Vampire Diaries

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Arrivati alla sesta stagione, dopo ventidue episodi in cui vediamo il ritorno di Damon e gli Eretici (che già si presentano come scricchiolanti in una serie così ben costruita), Elena viene addormentata in una bara e costretta a rimanervi finchè Bonnie vivrà. Un tentativo maldestro di tamponare una situazione critica: Nina Dobrev infatti decise di lasciare la serie alla fine della sesta stagione. La serie avrebbe potuto fermarsi qui, invece i produttori hanno deciso di continuare per altre due stagioni, mandando a monte ogni caratterizzazione dei personaggi che vi era fino a quel momento. E, per peggiorare il tutto, nell’ultima stagione vediamo l’inserimento delle sirene, del diavolo e dell’Inferno. Ma se questo non basta a determinare il deterioramento della serie, i produttori hanno deciso di dare ai fan un finale “contentino”, in cui Elena torna magicamente in vita e, dopo un casto bacio con Damon, tutto si risolve per il meglio. Stefan, invece, paga lo scotto per le sue azioni malvagie e muore. Un finale che appare scontato, costruito a tavolino e creato solo per accontentare i fan che sognano i Delena dalla prima stagione.

Cosa non funziona? Innanzitutto il ritorno di Elena: per due stagioni viene ripetuto che Elena potrà tornare solo quando Bonnie morirà, e invece negli ultimi minuti dell’ultimo episodio Bonnie trova la magia necessaria per risvegliare l’amica. Pensarci prima?

In secondo luogo, la morte di Stefan: per tutta la durata della serie abbiamo visto che ogni morte non è mai definitiva, che chiunque può tornare tra i vivi. Eppure, a Stefan tocca il ruolo di martire per i suoi delitti da Squartatore. Una scelta che si poteva evitare, ma che forse serve per poter permettere al personaggio di Caroline di entrare nel cast di The Originals? Oppure per evitare qualsiasi ritorno di fiamma con una Elena di nuovo umana?

Terzo, la morte di Enzo: era così necessario martoriare Bonnie ancora una volta? E il povero Enzo, dopo tutto quello che ha dovuto subire, non meritava anche lui un po’ di felicità?

Per ultima, è criticabile la decisione di rendere tutti, eccetto Caroline, umani. Dopo episodi su episodi in cui vediamo come essere vampiro non sia necessariamente una cosa così negativa, e anzi in molti scelgano di diventarlo, tutto torna alla normalità. Il diario dell’umano, si potrebbe chiamare a questo punto.

Il finale di The vampire diares ha lasciato i fan con l’amaro in bocca: in quaranta minuti si sono risolte situazioni che necessitavano un pieno sviluppo, mentre tutto ciò che poteva già dichiararsi concluso è stato troncato di netto. Un finale su cui gravavano grandi aspettative che non è stato in grado di soddisfare.

Pretty Little Liars

Nessun finale può essere assurdo e deludente come quello di Pretty little liars.

Di nuovo, la serie poteva considerarsi conclusa a metà della sesta stagione, quando si scopre che A è Cece Drake. Ci sono alcuni misteri irrisolti, è vero, come l’omicidio della mamma di Alison; misteri che però bastava non inserire dal principio.

Dopo le prime due stagioni abbiamo scoperto che A è Mona. E tutto è perfetto, nessuna incongruenza, tutto torna. Dopo altre quattro scopriamo che la seconda A è Cece, e anche se c’è qualcosa che stride, ci sono personaggi che non si capisce bene che ruolo giochino (Noel e Jenna per esempio) ed è palese che servano solo per allungare il brodo, la rivelazione è così grande e la storia così ben congegnata che le si abbonano tutte le imperfezioni.

Ma poi arriviamo alla fine della sesta e alla settima stagione, e tutto crolla. Le idee sono finite e i produttori decidono di riutilizzare gli stessi schemi che per le stagioni precedenti hanno funzionato così bene: una sorella psicopatica, Mona, Noel e Jenna che ogni tanto spuntano e poi scompaiono, ritorni di fiamma, la signora Grunwald… ma il pubblico ormai è stanco di vedere gli stessi ingredienti riproposti in ordine diverso e si aspetta qualcosa di nuovo, di rivelatorio. Il doppio gioco di Aria è sulla buona strada per essere questa novità, ma i produttori hanno deciso di ricadere nel vecchio schema anche per il gran finale: una figlia tenuta nascosta, cresciuta lontano dalla sua vera famiglia, che si vuole vendicare e per questo costruisce un gioco malato a cui le quattro amiche devono sottostare. E per coronare il fiasco, perchè non aggiungere un fidanzato ucciso e trasformato in diamante? “Perchè un diamante è per sempre”.

Ma siccome i produttori sono così soddisfatti della loro scelta, hanno deciso di rendere ciclica la serie, che comincia con la scomparsa di Alison e termina con la sparizione di una ragazzina che assomiglia in tutto e per tutto alla bella DiLaurentis.

Uno dei problemi maggiori per cui questa terza parte non ha funzionato è la decisione di mantenere gli stessi personaggi e gli stessi intrighi. Persino le coppie, che nell’ultima stagione sono sfaldate, si riassemblano, vecchie cotte tornano (es: Lucas e Hanna), e con queste basi è impossibile creare qualcosa di nuovo.

Una serie che si era presentata così innovativa e ben strutturata, ma che si brucia tutta la credibilità nel gran finale.

Teen Wolf

A differenza delle due serie cugine, Teen wolf  ha una coerenza evolutiva e una sua dignità per tutte e sei le stagioni. Ciò è dovuto, non solo ma in buona parte, al continuo rinnovarsi dei personaggi. Gli unici fissi sono Scott, Lydia e Stiles (anche se scompare negli ultimi episodi), e nel corso delle stagioni vediamo come altri entrino a far parte della storia per un determinato periodo di tempo: Allison, Kira, Derek, Malia… ognuno di loro porta con sè una ventata di novità, dando alla serie nuovi input.

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E il finale, per quanto possa essere deludente, è comunque dignitoso e conforme alla linea di trama delle stagioni precedenti. Non abbiamo nemici che tornano dall’Inferno sotto forma di Diavolo nè quattro ragazze al bar rinchiuse in una palla con la neve… siamo su tutt’altro piano. Tuttavia, per la terza volta possiamo affermare che la serie poteva concludersi prima del gran finale: in questo caso con la prima parte della sesta stagione. Beacon Hills è infatti salva e i ragazzi sono cresciuti e pronti per lasciare la città e cominciare la vita al college. Nulla è rimasto in sospeso. Eppure, i produttori hanno deciso di cavalcare l’onda del successo e aggiungere dieci episodi che di per sè non dicono nulla di nuovo.

Ci troviamo di fronte a una carrellata di personaggi delle vecchie stagioni che tornano per poche scene come una sorta di reunion (Peter, Kate, Jackson, Deucalion…), a una trama poco chiara (caccia al supernaturale o lotta contro l’Anuk-ite?) e a un finale aperto. Una sorta guerra alle streghe che vede Gerard come nuovo Van Helsing: una trama di stagione già utilizzata con un nemico già sconfitto. Il finale lascia intendere che la guerra non è finita e che il branco di Scott sta riunendo nuovi membri per combatterla: ma era proprio necessario?

Inoltre, questa seconda parte manca di un importante personaggio: Stiles. Il ragazzo ricompare nell’ultimo episodio ridando vita alla serie e facendoci ricordare perchè abbiamo amato Teen wolf: perchè anche se è Scott il protagonista, Stiles è altrettanto importante.

Ciò che invece avrebbe potuto essere inserito ma che è stato lasciato all’immaginazione è la storia d’amore tra Stiles e Lydia: per sei stagioni ci hanno fatto intendere che qualcosa sarebbe sbocciato tra loro, finalmente abbiamo un bacio, eppure nel gran finale non vediamo nulla di più che uno sfiorarsi di mani. Scott, al contrario, si dà sempre molto da fare: è chiaro che un protagonista come si deve non può rimanere single. E siccome l’unica ragazza disponibile è Malia, lupo e coyote mannaro fanno qui coppia fissa. Il tutto senza nessuna reazione da parte di Stiles.

Dieci episodi che avrebbero potuto approfondire alcuni lati della storia (Derek lupo, rapporto padre e figlia tra Peter e Malia, nuova relazione tra Lydia e Stiles…) ma che in realtà ci hanno presentato una sintesi delle cinque stagioni precedenti: caccia alle creature soprannaturali e un nemico paraumano.

Il finale, a suo modo, è coerente e non una doccia gelata come è stato quello di Pretty little liars, eppure un finale che lascia aperte tante porte che erano già state chiuse in precedenza.

Delle tre serie tv, comunque, rimane il migliore.

Michela Bianco

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