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24 Ottobre 1917: Caporetto, la Disfatta che permise la riscossa italiana

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December 26, 2018

Dopo aver conquistato alcune postazioni sulla Bainsizza, sul Monte Santo e Monte San Gabriele nell’undicesima battaglia dell’ Isonzo, il Regio Esercito Italiano si ritrovò ad avere meno soldati e tanti uomini stremati, non solo per la guerra, ma anche per l’autoritarismo e per la severa disciplina a cui erano sottoposti dai loro comandanti.
Dopo essersi ritirati nelle loro ultime postazioni difensive, gli austroungarici chiesero l’aiuto dei loro alleati tedeschi, i quali inviarono sei divisioni di rinforzo, pretendendo però di tenere il comando dell’operazione; agli austriaci invece fu lasciato un ruolo di appoggio.

Riunite quindici divisioni nella XIV armata, i tedeschi progettarono di assaltare la zona di Tolmino obbligando gli italiani a retrocedere sul fiume Tagliamento. I piani invece per un contemporaneo attacco in Trentino furono accantonati, anche se servirono per un depistaggio delle operazioni di spionaggio italiane.

Le forze degli Imperi Centrali, tuttavia, non disponevano né delle forze, né dei mezzi necessari per ottenere un successo totale dell’operazione.
Dopo due giorni di ritardo per via del maltempo, il 24 ottobre, cominciò l’offensiva austro tedesca con un violento bombardamento che durò quattro ore. I tedeschi utilizzarono in gran numero granate a gas, soprattutto nella zona della conca di Plezzo. L’esercito imperiale tedesco avanzò di 19 km da Tolmino e Plezzo e ,dopo aver superato l’Isonzo, conquistò Caporetto, seguita tre giorni dopo da Cividale (difesa dalla III armata italiana) e Gorizia: quest’ultima conquistata dalla V armata austroungarica.

Il 29 ottobre cadde in mano ai tedeschi Udine, dove era stanziato il comando del generale Cadorna, il Capo di Stato Maggiore Italiano. Tuttavia, a causa di problemi logistici, gli austroungarici respinsero gli italiani oltre il Tagliamento solo il 2 novembre.

Il 4 novembre, Cadorna ordinò la ritirata fino al Piave, il fiume che era stato attraversato dal Regio Esercito il 24 maggio 1915 dopo aver dichiarato guerra agli Imperi Centrali e che nel 1916 Cadorna aveva scelto come ultima linea difensiva. Cinque giorni dopo, gli austro tedeschi superarono il fiume Livenza e dal Trentino si unirono all’offensiva 2 divisioni austroungariche che conquistarono Asiago.

Erwin Rommel

Tra gli ufficiali tedeschi si distinse un giovane tenente degli alpenkorps (corpo alpino tedesco), che al comando di sei compagnie conquistò il caposaldo italiano del Monte Matajur e avanzò di quasi 20 km in quarantotto ore su Longarone. Il risultato ottenuto fu la cattura di 10000 prigionieri, 200 mitragliatrici pesanti, 81 cannoni da montagna, 600 muli e più di 250 automezzi. Il suo nome era Erwin Rommel, la futura “volpe del deserto”, che per quest’azione fu il più giovane ufficiale tedesco a ottenere la più alta onorificenza dell’Impero Tedesco, l’Ordine Pour Le Mérite.

Nonostante i successi ottenuti contro gli italiani, gli eserciti austro tedeschi cominciarono a rallentare la loro avanzata poiché le linee di rifornimento erano sempre più lunghe e mancavano anche le truppe di riserva.
L’offensiva terminò il 12 novembre, ma ci furono altre battaglie lungo il Piave fino al 14 novembre. Le perdite del Regno d’Italia furono di 96 km di terreno e più di 300.000 soldati tra morti, feriti e prigionieri; Cinquantamila per gli Imperi Centrali.
Nel 1918, nell’anniversario della disfatta di Caporetto, l’esercito italiano intraprese un’offensiva contro l’Austria – Ungheria, facendo crollare le linee di difesa austriache nella battaglia di Vittorio Veneto e costringendo alla resa l’Impero Austroungarico il 4 novembre.

Cesare Grande

Fonti
Focus Storia Wars N°11- La guerra in montagna;
Guerre e Battaglie – La Prima Guerra Mondiale vol. 2 – ed. Mondadori 2010
https://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/rommel6.htm

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