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3 Novembre 1989, ore 18.53: La Caduta del Muro di Berlino

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December 26, 2018

Ufficialmente la riunificazione della Germania è datata il 3 ottobre 1990, ma furono i fatti dell’anno precedente a segnare la storia tedesca.
Erano ormai 28 anni che il muro divideva fisicamente da nord a sud la capitale in Berlino ovest, sotto il controllo della Repubblica federale tedesca, mentre Berlino est faceva parte della Repubblica Democratica tedesca. Più di ogni altro paese in Europa, la Germania era stata il simbolo della divisione del mondo in due blocchi, era la rappresentazione di quella “cortina di ferro” di cui parlava Winston Churchill, nel suo discorso del 5 marzo 1946. Per tutto il corso della guerra fredda, il paese tedesco era stato sempre al centro delle discussioni tra le due super potenze, 
terreno di frizioni che sembravano sul punto di scatenare un nuovo conflitto, come accadde nella vicenda del blocco di Berlino (24 giugno ’48 – 11 maggio 1949), dove l’URSS decise di chiudere ogni accesso alla parte ovest della città (in quanto la città stessa si trovava nella zona di competenza sovietica) in risposta al rifiuto del presidente statunitense Truman di far pagare alla Germania ovest le riparazioni della guerra. Sicuramente l’erezione stessa del muro può considerarsi un altro punto di frizione tra i due blocchi, sebbene poi fu una decisione presa dalla DDR per cercare di frenare le ondate di emigranti berlinesi verso ovest. Nel corso della sua esistenza poi, il muro ha visto centinaia di persone che hanno tentato di scavalcarlo (al di là dei pochi punti di accesso come il famoso check-point Charlie), si conta che circa 5000 persone riuscirono ad entrare in Berlino ovest, mentre qualche centinaio morì nel tentativo, senza contare i feriti. Paradossalmente fu proprio la divisione della città a non fiaccare l’animo dei suoi cittadini, ma anzi ne accrebbe la determinazione alla riunione con i propri fratelli della parte ovest. Comunque per due decenni la città rimase divisa ed entrambe furono un po’ la “cartolina” delle rispettive situazioni sociali, economiche, politiche dei due blocchi; sicuramente fu la strategia statunitense a fare apparire Berlino ovest come uno dei gioielli del mondo occidentale: all’avanguardia, tecnologica, ricca di fermento culturale e turistico, dinamica. Dall’altra parte del muro invece si poteva scorgere una Berlino est molto meno dinamica, più stagnante se vogliamo, riflesso dell’incapacità del blocco sovietico di modernizzare istituzioni e tecnologie, basti fare un esempio con i beni di consumo di massa, meno numerosi e più datati rispetto a quelli che si potevano trovare al di là del muro. Fu proprio il tentativo di rinnovamento del blocco comunista che finì per distruggere il muro e ciò di cui ormai era simbolo. Michael Gorbaciov con la sua perestrojka rese possibile, seppur involontariamente una riunione della capitale. Negli ultimi due anni la Polonia aveva acquistato una maggiore autonomia grazie a nuove elezioni che , nonostante il mantenimento della guida comunista, permisero la formazione di un governo di coalizione. L’Ungheria seguì subito l’esempio polacco, ottenendo più autonomia, uno dei primi provvedimenti che presero i vertici ungheresi fu quello di togliere il filo spinato che segnava il confine con l’Austria. Questo innescò a sua volta la fuga di tedeschi della DDR verso la RTF passando appunto per l’Ungheria. A questo punto la situazione divenne imbarazzante per i vertici della repubblica democratica, che decisero di approvare dei permessi per viaggiare nella parte ovest. 

Era il 9 novembre del 1989, durante una conferenza stampa Gunter Schabowski, ministro della propaganda, dichiarò che i berlinesi dell’est avrebbero potuto attraversare il confine, anche se in realtà il ministro non era stato informato sui temi e sui modi con cui questo provvedimento sarebbe entrato ufficialmente in vigore. Alle 18:53 il corrispondente per ANSA, Riccardo Ehrman, chiese da quando il provvedimento sarebbe stato effettivo. In risposta Schabowski disse che l’ordine di aprire i posti di blocco sarebbe diventato efficace immediatamente. Di fronte alla fiumana di persone che si accalcarono ai posti di blocco le guardie sovietiche non poterono fare nulla, migliaia di berlinesi dell’Est, che avevano appreso la notizia dalla televisione o per radio si riversarono in Berlino Ovest dove li accolsero festeggiando per le strade della capitale. Come già annunciato in apertura la Germania fu unificata l’anno seguente, ma fu il 9 novembre del 1989 il giorno in cui i picconi berlinesi distrussero il muro.

Nicolò Zanardi 

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