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3 Ottobre 1990: la Germania riprende vita

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December 26, 2018

Se si analizza la Seconda Guerra Mondiale troviamo una nazione sconfitta senza ombra di dubbio, ovvero la Germania. Il paese che era stato praticamente il volano dell’Europa del XIX secolo era ormai ridotto a un cumulo di macerie e le due guerre mondiali, da cui era uscita sconfitta, avevano minato quel sogno di unità realizzatosi nel 1871 grazie alla politica di Otto von Bismarck.
Subito dopo la sconfitta l’Europa e il mondo vennero spartiti fra l’impero capitalista (USA) e l’impero comunista (URSS). A farne le spese più di tutte fu proprio la Germania, vista ora come il confine naturale fra i buoni e i cattivi, fra guerra e pace, fra un muro e un filo spinato.
Dal 21 agosto del 1961 si assistette ad una drammatica divisione delle “Terre Tedesche”. Si cominciò a parlare di Germania Est e Germania Ovest in tutti gli ambienti e in tutti i settori, dal calcio fino alla mera geografia. Era sorto il muro di Berlino! 

Ma questa è una storia strana che non ha molti esempi da prendere in considerazione e con la stessa facilità con cui venne costruito il muro, infatti, esso venne abbattuto il 9 novembre 1989. Da lì iniziarono dodici mesi intensi, senza pause e con enormi timori, essenzialmente perché la cultura tedesca non poteva farsi sfuggire l’occasione di riunirsi sotto un’unica bandiera. Subito dopo la caduta del muro la Germania dell’Est acquistò quasi improvvisamente quella libertà che 29 anni di dittatura comunista non gli permise mai di avere. I problemi economici che attanagliavano la Germania dell’Est (DDR) diedero vita alla nascita di un fenomeno emigratorio verso l’Ovest per attraversare quel confine umano costruito per dividere il mondo e che adesso andava riunito. Ad ovest infatti non volevano più aspettare, era il momento di riappacificarsi prima che dall’altra parte non ci fosse rimasto più nessuno. Ma la questione non era così facile; unire due mondi opposti con idee politiche, leggi, scuole e organizzazione della vita pubblica diverse avrebbe richiesto molti sforzi.
Paradossalmente furono i giovani tedeschi a spingere per l’annessione immediata e la bramavano molto più di quegli adulti che erano nati in una Germania unita.

“Se il marco non viene da noi, saremo noi ad andare dov’è il marco” era uno degli slogan più gridati contro quelli che chiedevano pazienza.
Nella DDR nel frattempo regnava il caos. Il degrado dell’est poteva essere fermato solo con l’unificazione, che improvvisamente era diventata una necessità. Il vero problema era che la Germania Federale non poteva prendere alcuna decisione senza il consenso degli ex-alleati della Seconda Guerra Mondiale. Questo rendeva la riunificazione un problema internazionale e solo dopo trattative non facili tra Stati Uniti, Unione Sovietica, Francia e Gran Bretagna, e dopo il “sì” definitivo di Gorbaciov, la strada per la riunificazione fu spianata.
Il modo in cui i due Stati vennero unificati fu senz’altro dettato più dalla fretta che da considerazioni ragionevoli, ma probabilmente non c’era altra possibilità. Il 3 ottobre del 1990 la DDR venne sciolta e cessando di esistere permise alle cinque regioni della ex Democratic Deutsche Republic di entrare in blocco nella Repubblica Federale. Da quel momento il 3 ottobre divenne festa nazionale della Germania (RI)Unita. 

Raffaele Giachini

Bibliografia Consigliata:
E. Collotti, Dalle due Germanie alla Germania unita, Piccola Libreria Einaudi (1992)

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