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Bohemian Rhapsody

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December 26, 2018

A 27 anni dalla sua scomparsa, Freddie Mercury viene omaggiato sul grande schermo con il film “Bohemian Rhapsody”. Ad interpretarlo Rami Malek, attore già conosciuto per il ruolo di protagonista nella serie tv “Mr. Robot”, che afferma “Tutti conoscevano l’aspetto macho, audace e impertinente di Freddie Mercury, ma credo che nessuno conoscesse la sua parte più intima e personale”, decidendo perciò di accettare l’ardua sfida di rappresentare uno dei mostri sacri della musica internazionale.

L’uscita nelle sale italiane è avvenuta il 29 novembre, anche se il progetto era partito ufficialmente già nel 2010, ma è stata rimandata a causa del rifiuto dell’attore Sacha Baron Cohen di partecipare alle scene. “Ci sono situazioni in cui devi accettare un ruolo perché hai le bollette da pagare, ma poi entra in gioco sempre la sensibilità personale. Io ho sempre voluto fare qualcosa di cui essere orgoglioso, guardandomi indietro. Mi è sempre piaciuto essere sfidato come artista e cerco di collaborare con persone che, ancora più di me, amano le sfide. Con Mr. Robot credo di aver ottenuto questo risultato. A maggior ragione con Freddie, una persona che ha avuto una fortissima influenza su moltissime persone e che, oltre a essere un musicista rivoluzionario, è stato un uomo alla ricerca di un senso di appartenenza ed è riuscito a trasmetterlo al pubblico”: con queste parole Malek ha abbandonato la tenuta da hacker e ha indossato la canottiera bianca e il giubbotto di pelle che tutti conosciamo.

La pellicola tratta i primi quindici anni del gruppo, dalla nascita avvenuta nel 1970 fino al concerto Live Aid del 1985, evitando quindi di rappresentare gli anni più difficili del cantante e anticipando di conseguenza la data della scoperta della sua malattia.

Questo è solo uno degli errori che, ahimè, troviamo. Infatti, l’incontro con quella che sarebbe diventata la sua compagna, Mary Austin, è stato velocizzato e la loro relazione un po’ romanzata, senza mai fare cenno al fatto che la donna avesse da poco frequentato Brian May. Il bassista John Deacon compare già nel concerto del 1970, anche se è entrato successivamente a far parte della band e il motivo per cui compare poco nel film rispetto agli altri componenti va ricollegato ad alcune discussioni con May e Taylor. Secondo John, infatti, i Queen sono finiti con la morte di Freddie. Il personaggio di Ray Foster, il dirigente della casa discografica EMI, si rivela essere un insieme di più persone che hanno realmente disapprovato alcune scelte della band, ma che non sono mai giunte ad annullare il contratto stipulato. Così come la maggior parte dei conflitti che troviamo nel film è fittizzia, soprattutto quelli che riguardano Paul Prenter e John Reid. Per quanto riguarda la scena in cui Freddie prende la decisione di incidere un album da solista, essa è stata fortemente voluta dagli altri membri della band, anche se non si tratta di un momento di distacco netto come vediamo nel film, perchè anche Brian May era impegnato in un progetto simile. Quindi il Live Aid non segna un momento di riappacificamento, perchè i Queen avevano inciso l’album The Works e fatto un tour in Giappone poco prima. Durante il concerto vediamo che le donazioni raggiungono il picco in concomitanza con la loro esibizione, ma in realtà questo aspetto è stato leggermente ingigantito per enfatizzare l’impatto che ebbe sulla folla. A differenza di quanto vediamo sul grande schermo, Freddie non fece mai coming out con la famiglia e il compagno Jim Hutton era conosciuto come il suo giardiniere. La loro relazione viene appena accennata, mentre le esperienze bisessuali del cantante dopo la rottura con Mary vengono completamente omesse.

Nonostante queste modifiche, il film ha riscontrato un enorme successo, sicuramente favorito dalla perfomance eccezionale di Rami e dallo sforzo compiuto per cercare di impersonare il cantante senza apparire ridicolo. Risultato che è stato ottimamente raggiunto. “Ho cercato un punto in comune per identificarmi con lui, pensando a questo giovane nato a Zanzibar, andato a scuola in India, poi tornato a Zanzibar da dove poi è fuggito insieme alla famiglia a causa di una rivoluzione e quindi approdato in Inghilterra. L’ho considerato come una persona alla ricerca di un’identità, come me che sono americano di prima generazione con una famiglia che viene dall’Egitto. L’idea di cercare di capire un essere umano alla ricerca della sua identità, anche come identità sessuale” spiega il protagonista.

Assistiamo quindi allo sviluppo della band e alla nascita di alcune canzoni iconiche, tra cui We Will Rock You, Love of My Life e ovviamente l’omonima Bohemian Rhapsody. “Mi sono immerso in quello che lui era, facendo un anno e mezzo di lezioni di piano, di canto e con un coach che mi ha permesso di fare miei i suoi movimenti ed esprimermi con il suo accento. In ogni scena cercavo di pensare come lui, agire come lui e non è stato semplice”.

L’apice viene toccato con la ricostruzione del Live Aid grazie alla collaborazione di Brian May e Roger Taylor. “È stato molto difficile ricreare il concerto nel modo più preciso possibile, ma io non volevo fermarmi prima di raggiungere la perfezione”, perciò “siamo saliti sul palco iniziando a provare le varie canzoni e ho chiesto al regista e al direttore della fotografia di poter girare il concerto tutto insieme, dall’inizio alla fine. Così hanno montato diverse gru con tante macchine da presa, ed erano presenti numerosi veri fan dei Queen come attori non protagonisti. Abbiamo cantato tutto in sequenza come nella realtà, con un crescendo di energia, una carica che veniva da dentro e ho capito meglio cosa avesse significato per Freddie e per la band quel concerto”.

Grazie a questa interpretazione Rami Malek riuscirà a vincere l’Oscar? Io spero di sì!

Roberta Rustico

Sitografia:

https://www.staynerd.com/bohemian-rhapsody-recensione/

https://www.ilpost.it/2018/11/30/bohemian-rhapsody-film-recensioni/

http://www.widemovie.it/2018/11/28/bohemian-rhapsody-recensione-in-anteprima-del-film-sul-leader-dei-queen-2/

https://www.ciakmagazine.it/box-office-esordio-strabiliante-per-bohemian-rhapsody/

https://www.ecodelcinema.com/bohemian-rhapsody-2018.htm

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