Psicologia

Harry Potter senza magia

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December 27, 2018

Harry Potter ha conquistato i cuori di grandi e piccini: chi ha letto i libri ha avuto l’occasione di entrare più nel profondo delle storie rispetto a chi invece si è fermato alla versione cinematografica.
J. K. Rowling ha trattato alcuni tra i temi più spinosi della nostra società rendendoli più delicati per i più piccoli ma sufficientemente comprensibili da chi tanto piccolo non era mentre percorreva con la mente i corridoi della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts.
Tra gli argomenti più caldi evidenziati da J.K. Rowling troviamo l’omosessualità, il razzismo, le differenze di genere ma anche concetti come la famiglia, l’amicizia e l’amore.
Il “fenomeno Harry Potter” è stato studiato anche in psicologia e in letteratura si possono trovare moltissimi articoli e libri che si sono concentrati sulla storia del maghetto più famoso del mondo.

Razzismo e magia

Per cominciare il mondo magico è contraddistinto dalla dualità: il bene e il male, i buoni e i cattivi, i puro – sangue e i mezzo – sangue. La questione dei Babbani è molto presente nei libri ma anche nei film è sottolineata: sono considerate persone meno avanzate e allo stesso modo sorprendenti poiché possono completare compiti senza l’uso della magia, cosa che per i maghi è completamente impossibile, si pensi a Molly Weaseley che usa la magia per lavare i piatti oppure cucire.
Sempre restando nella famiglia Weaseley, uno dei fan più accaniti dei Babbani e delle loro affascinanti vite, è Arthur Weaseley il quale, al Ministero della Magia, lavora all’Ufficio per l’Uso Improprio degli Artefatti Babbani. Arthur Weaseley fa parte di quella parte di società magica che non vede i Babbani come dei nemici o li disprezza, ma come un popolo dalle curiose tradizioni. Arthur Weasley stravede per tutto ciò che riguarda i Babbani, infatti in uno dei primi momenti in cui incontra Harry gli chiede la funzione di una paperella di gomma! Arthur Weaseley rappresenta l’ambivalenza: lavora per l’uso improprio degli oggetti babbani ma è lui il primo ad adorarli e a desiderare di usarli.
Ritorniamo così alla dualità presente nella saga di Harry Potter: Arthur Weaseley è, naturalmente, il primo esempio di quella parte di popolazione magica “buona”, quella che sì, è affascinata ma non disprezza i Babbani e non vuole di certo fare loro del male.

Dall’altro lato però si presenta la xenofobia che è per definizione:

“Paura dello straniero, paura che si manifesta attraverso comportamenti e atteggiamenti di rifiuto nei suoi confronti nella produzione del pregiudizio. La xenofobia individua una minaccia e afferma la superiorità del nazionale sullo straniero, dell’identità sull’alterità.”… “La xenofobia non prende di mira un avversario politico o economico o definito per certe sue pratiche culturali particolari, ma chi appartiene a un’altra società, e cioè lo straniero.” … “Occorre che lo straniero sia vicino, che sia in qualche modo interno, che condivida lo stesso mondo, perché la xenofobia acquisti forza, sia perché lo straniero invade la società dello xenofobo, sia perché si colloca in una condizione di superiorità o d’inferiorità al suo interno.” (Enciclopedia Treccani)

La frase più precisa di questa definizione è: “Lo straniero è qualcuno che manifesta nel suo aspetto fisico e/o nei suoi tratti culturali, nei modi e nel linguaggio che utilizza, di non appartenere all’identità culturale, spesso politicamente definita, del territorio in cui si trova.”

I puro – sangue del mondo magico la pensano proprio così: non comprendono pienamente la cultura dei Babbani ma si sentono molto superiori a essi. Si pensi alla scena in cui Draco Malfoy da a Hermione della “sporca mezzosangue”, nel secondo libro “La Camera dei Segreti”. Specialmente Draco Malfoy non manca mai di insultare Hermione per via del suo sangue, considerato come sporco, ma anche Ron e la sua famiglia perché simpatizzano per i Babbani e perché non sono una famiglia ricca. Draco Malfoy invece proviene da una stirpe di puro – sangue, è ricco, suo padre lavora al Ministero della Magia ed è uno dei fedeli servitori di Lord Voldemort. Un altro esempio di puro – sangue che odiano i Babbani è la famiglia Black che rinnegava gli elementi che tradivano il sangue della Nobile e Antichissima Casata dei Black. Sirius fu cancellato dall’albero genealogico della famiglia perché scappò a casa di James Potter, papà di Harry, rinnegando la supremazia dei puro – sangue; il nome di Andromeda Black, madre di Ninfadora Tonks, verrà bruciato ed eliminato dalla rappresentazione della famiglia perché ha sposato un Babbano.
All’interno della famiglia Black, benchè non sia un membro effettivo, c’è anche l’elfo domestico Kreacher il quale fa parte di una minoranza, rinnegata, schiavizzata, odiata e disprezzata dai maghi puro – sangue ma nonostante questo anche lui odia i Babbani e lo dimostra quando Hermione si trova nella residenza dei Black. Al contrario di Kreacher, Dobby l’elfo domestico della famiglia Malfoy è odiato dai suoi padroni e rischia tantissimo nell’aiutare Harry e, una volta libero, si rivela molto grato a Hermione e le si rivolge sempre con molto rispetto.

Passiamo adesso a Lord Voldemort: cattivo, terrificante, sadico. Lord Voldemort ha avuto un cambiamento radicale all’interno della sua vita e ci viene permesso di riviverlo grazie ai ricordi nel pensatoio di Silente. Tom Riddle nasce e cresce in un orfanotrofio ed è figlio di Merope Gaunt discendente di Salazar Serpeverde e Tom Riddle Senior, un Babbano. Dopo la scuola diventa Lord Voldemort e crea gli Horcrux che rappresentano una delle peggiori sfumature della crudeltà.
Lord Voldemort nel periodo in cui seminava terrore nel mondo magico e uccideva Babbani e maghi che si mettevano sul suo cammino, come i genitori di Harry, aveva un’idea molto precisa di quale fosse la società che voleva instaurare e per farlo ha deciso di partire dalla scuola, cercando di modellare le menti dei bambini. Sarà poi Hermione a prendere la cattedra di Babbanologia per cambiare il modello educativo.
Nella letteratura Lord Voldemort è paragonato a Hitler, il quale considerava altrettanto fondamentale la razza ariana (maghi puro – sangue) che prevaleva sugli ebrei (Babbani).
Tuttavia J.K. Rowling è stata in grado di non presentare ai lettori il razzismo ma ha usato delle sfumature per differenziare il bene dal male. Inoltre mostra l’umanità dei personaggi “razzisti” come Draco Malfoy, un altro personaggio molto complesso, che ha affrontato un processo di cambiamento molto profondo.

Quindi i lettori possono valutare quali modelli comportamentali siano da seguire e a che cosa può portare adottare quelli razzisti ma che, oltre a questo, c’è sempre modo per cambiare e per dimostrare che c’è il modo per trovare la differenza tra bene e male. Bisogna anche sottolineare, tuttavia, la somiglianza tra Harry e Voldemort: il loro legame si rafforza nel corso degli anni ed entrambi vengono a sapere caratteristiche personali dell’altro, certe volte ciò che li accomuna è triste come il fatto di essere orfani, ma a volte è affascinante come il saper padroneggiare incantesimi complessi in giovane età.

L’attaccamento a Hogwarts

Negli anni Cinquanta John Bowlby afferma che gli individui abbiano una predisposizione innata a sviluppare relazioni di attaccamento con le figure genitoriali primarie che servono a garantire la sicurezza e la protezione dai pericoli. È qui che si sviluppa la Teoria dei Modelli Operativi Interni cioè delle rappresentazioni interne di sé stessi, dell’ambiente e delle figure d’attaccamento. Per valutare l’attaccamento nel periodo tra infanzia e adolescenza si usano due modelli di valutazione: il primo è stato sviluppato da Mary Ainsworth e si chiama Strange Situation dove il bambino all’età di uno o due anni viene esposto a brevi separazioni dalla madre in un ambiente di ricerca, ad esempio un laboratorio. Grazie alla Strange Situation vengono evidenziate tre tipologie di attaccamento: sicuro, insicuro – evitante ed insicuro – ambivalente.
In età adulta la tecnica più utilizzata è la Adult Attachment Interview (AAI) creata da George, Kaplan e Main ossia un’intervista semistrutturata per verificare se lo stile di attaccamento si ripete, e quindi si trasmette, attraverso le generazioni.
In adolescenza, un’età difficile e caratterizzata dal mutamento dei legami tra ragazzo e genitori oltre ad altre capacità che si sviluppano in quel periodo, i cambiamenti dei Modelli Operativi Interni sarebbero legati agli eventi di vita stressanti, ai cambiamenti biologici e cerebrali, all’avvio della pubertà invece che dal tipo di attaccamento manifestato durante l’infanzia.

Se dovessimo associare gli stili di attaccamento sopracitati ad alcuni personaggi di Harry Potter, come sarebbero?
Bisogna fare una distinzione: l’attaccamento sicuro, nella Strange Situation, si manifesta quando alla presenza della figura genitoriale il bambino esplora l’ambiente e gioca ma quando il caregiver (figura genitoriale) esce dalla stanza il bambino è preoccupato. Nello stile insicuro – evitante il bambino tende a ignorare la figura genitoriale e a procedere con l’esplorazione, inoltre è indifferente all’uscita del caregiver. Nello stile insicuro – ambivalente il bambino agisce in modo contraddittorio nei confronti del caregiver, un po’ lo ignora e un po’ lo cerca. Quando esce e in seguito ritorna il bambino è inconsolabile.

Hermione potrebbe rappresentare il primo stile di attaccamento: il suo rapporto con i genitori è stabile e forte, sembra avere supporto da loro. Dopotutto ricordiamo che lei è una Babbana, perciò il fatto che i genitori le abbiano concesso di andare a frequentare una scuola di Magia e Stregoneria, è una manifestazione di fiducia e sostegno non indifferente da parte dei genitori. Inoltre anche loro prendono visione del mondo dei maghi e la accompagnano a Diagon Alley dove conosceranno i signori Weaseley. Hermione nomina i suoi genitori in diverse occasioni, specialmente nel sesto libro “Il Principe Mezzosangue” sia a lezione di pozioni, dove afferma di sentire odore di pasta dentifricia poiché suo padre è effettivamente un dentista, sia a cena con il Professor Lumacorno dove spiega a una tavolata di maghi il ruolo del dentista nella società babbana.
La sicurezza di Hermione è più volte presente nei libri, anzi è praticamente uno dei tratti caratteristici della ragazza: lo possiamo notare sin dal momento esatto in cui incontra Harry e Ron sul treno, è spavalda quando chiede a Ron di effettuare l’incantesimo che dovrebbe far diventare Crosta (il topo di Ron) giallo, è evidente inoltre ogni volta che alza la mano durante le lezioni. Dimostra un carattere forte in più occasioni e in situazioni di pericolo. Uno dei momenti in cui emerge il suo temperamento è quello in cui decide di creare il CREPA: nei film, purtroppo, non si fanno accenni a questa “associazione” ma è il primo modo di Hermione di affrontare le ingiustizie, in questo caso verso gli elfi dato che CREPA significa Comitato per la Riabilitazione degli Elfi Poveri e Abbrutiti. Hermione tiene davvero al benessere degli elfi, forse perché facente parte di una minoranza talvolta denigrata, forse perché non trova giusto che gli elfi debbano lavorare per dare ai maghi da mangiare o fare loro il letto senza avere una retribuzione. Nonostante nessuno sposi la sua protesta, nemmeno l’elfo domestico Kreacher, Hermione non demorde evidenziando così un carattere tenace e sicuro di sé.

Anche le relazioni amorose di Hermione sono fondamentali per associarla di più a questo stile di attaccamento: la prima cotta la ha a dodici anni per il Professor Gilderoy Allock, nei film è poco sottolineata ma nei libri è molto più presente. Hermione non è infatuata di qualche cantante o attore come succede spesso nel mondo Babbano, lei è interessata a un professore la cui fama e le cui peripezie sono famose nel mondo dei maghi: è un uomo affascinante, di bell’aspetto e, a quanto sembra nei suoi libri, molto capace. Tutte le ragazzine sono prese da lui e dal suo sorriso. Tuttavia è un’infatuazione che lascia il tempo che trova, un po’ perché Allock si rivela essere un impostore, un po’ perché è naturale che queste infatuazioni spariscano nel tempo, non solo per le età diverse ma perché l’amore non è maturo, fondamentalmente Hermione è una bambina.
Poi arriva la prima storia d’amore: quella con il campione del Torneo Tremaghi e giocatore di Quidditch, Viktor Krum. Anche lui è l’idolo delle ragazze di Hogwarts, tutte sono ossessionate dall’aitante e famoso Krum, ma non Hermione. A lei, inizialmente, è indifferente e subito tende a evitarlo, ma in seguito cede e inizia una vera e propria relazione con lui che dura un po’ di tempo e che infastidisce molto Ron. Al Ballo del Ceppo, Ron si comporta in modo antipatico con Hermione, la quale, dimostrando ancora una volta la sua sicurezza, gli fa presente che è molto maleducato e scortese e che, la prossima volta, dovrà riflettere prima di comportarsi in quella maniera.
In seguito Hermione frequenterà McLaggen ma sin da subito è una relazione che non ha senso di esistere né è destinata a durare: una volta che lei si accorge di provare dei sentimenti per Ron (che nel frattempo ha iniziato una relazione con Lavanda Brown) tutto cambia.
Solo più avanti nella storia, Hermione e Ron, messi alle strette da una situazione di paura e di preoccupazione, in cui non sanno se sarà possibile rivedersi né tanto meno sanno se saranno vivi, troveranno il modo di ricongiungersi e, finalmente, di trovarsi, pronti per la loro relazione.

Dato che abbiamo citato Ron Weaseley, procediamo con lui. Ron è il penultimo di sette fratelli e ai più grandi si deve inevitabilmente paragonare. Molly Weaseley, per quanto madre amorevole e affettuosa, è anche un po’ agitata e con sette figli i motivi sono comprensibili. Arthur Weaseley, dal canto suo, è un uomo molto presente nonostante il lavoro che però lo porta a passare gran parte della giornata fuori di casa, perciò poniamo che Molly abbia accudito i figli per la maggior parte del tempo. I fratelli hanno uno o due anni di differenza l’uno dall’altro, perciò Molly non era probabilmente in grado di concentrarsi in modo adeguato su tutti e sette, dunque è possibile che non abbia saputo gestire i bisogni dei suoi figli.

Spesso la signora Weaseley è preoccupata che i suoi figli combinino disastri, di conseguenza nelle sue apparizioni nei libri e nei film, passa il tempo a sgridarli se ciò è già avvenuto e non dimostra praticamente nessun tipo di fiducia nei confronti di Ron e forse ancora meno in quelli di Fred e George. Charlie, Bill e Percy, invece (i fratelli maggiori) appaiono come più vicini all’idea di figli ideali della signora Weaseley: Charlie lavora con i draghi, è indipendente e non appare molto eccetto che nel primo libro (quando Hagrid trova Norberto) e nel quarto libro (durante il Torneo Tremaghi); Bill lavora alla Gringott (la banca dei maghi) e perde qualche punto nella classifica dei figli perfetti quando sposa Fleur Delacour (ex campionessa Tremaghi proveniente dalla scuola di Beauxbatons), perchè non è esattamente la moglie che Molly sperava per suo figlio; e poi c’è Percy: lui è forse quello che fa più soffrire sua madre quando rinnega la famiglia e si schiera dalla parte del Ministero della Magia.

Quindi Ron ha il suo bel da fare per gestire tutta la pressione familiare: Molly ama la sua famiglia ma è decisamente una donna ansiosa e il fatto che il signor Weaseley passi gran parte del tempo a lavorare non la aiuta. Ron manifesta sin dal primo libro il desiderio di attenzione, di essere popolare a Hogwarts e di essere geloso, sia nei confronti di Harry (e ciò appare nel quarto libro e, in seguito, nel settimo) sia in quelli di Hermione non appena si innamora o instaura una relazione. Una delle più grandi soddisfazioni di Ron, infatti, è la vittoria della partita di Grifondoro al quinto anno, dove tutti iniziano a venerarlo e a dedicargli anche una canzone.

Le relazioni di Ron sono inizialmente inesistenti, o meglio, fin da subito si nota la sua predilezione per Hermione ma non ha il coraggio di ammetterla, anzi non esiste un dialogo tra Ron ed Hermione in cui lui le confessa i suoi sentimenti. Anche nel parlarne con Harry, Ron fa molta fatica a descrivere ciò che prova per l’amica, infatti quando Harry gli suggerisce di fare una lista dei pro e dei contro di Lavanda e di Hermione lui è solo in grado di dire che Hermione ha una bella pelle e che il lato negativo di Lavanda è proprio quello di non essere Hermione. Così Ron si accontenta di Lavanda Brown, un personaggio molto insignificante e a tratti insopportabile, un amore sciocco e infantile ma che a Ron conviene perché non ha bisogno di affermare di essere innamorato di lei. Lavanda è infatuata di lui e questo basta a Ron per “essere felice” proprio perché il suo bisogno principale è quello di essere al centro dell’attenzione e per Lavanda non c’è nulla al di fuori di lui. In questo paragrafo Ron è stato descritto come un personaggio pessimo ma in realtà non lo è: Ron è simpatico, è un fedele amico di Harry, al primo anno è lui a sacrificarsi perché Harry prenda la pietra filosofale e, tranne le litigate adolescenziali per gelosia dove però la colpa è anche di Harry come vedremo tra poco, non si può dire che Ron non sia un personaggio fondamentale per la vita di Harry. Infatti è necessario sottolineare quanto Ron tenga a Harry: va a salvarlo insieme a Fred e George per portarlo a casa sua, durante le vacanze Harry è sempre alla Tana (la casa della famiglia Weaseley) e non si tira mai indietro quando si tratta di compiere atti illegali o azioni pericolose insieme a Harry.

Arriviamo, infine, a Harry. Partiamo dal presupposto che è irrimediabilmente sfortunato: James e Lily Potter muoiono senza che lui li abbia mai conosciuti; Sirius, il suo padrino, con cui instaura un legame affettivo profondo, muore; Remus Lupin, l’unico professore di Difesa delle Arti Oscure che Harry abbia mai apprezzato muore; Silente, il suo mentore, il mago che poteva fermare Lord Voldemort, colui che gli aveva permesso di scoprire la vita di Tom Riddle prima che diventasse Lord Voldemort e che lo aveva aiutato a trovare la strada verso gli Horcrux, muore.
Tutte le figure che possono essere associabili a un padre lo abbandonano. Vive per undici anni con i Dursley, persone disgustose, che lo denigrano, non lo coinvolgono nella vita familiare, lo costringono addirittura a dormire in un sottoscala e annullano, quasi deumanizzandolo, la sua personalità. In sostanza è quasi una fortuna che Harry sia venuto su in questo modo.

Harry non si sente “abbastanza” perché gli è stato insegnato che non è nulla. Ad esempio quando partecipa alla cerimonia di assegnazione alle case è sicuro che farà parte di Serpeverde. Eppure ci sono altre tre case oltre a quella in cui sono stati tutti i maghi più cattivi. Il suo pessimismo lo segue come un uccello del malaugurio, Harry convive con esso. Persino al quinto anno, dopo aver salvato la pietra filosofale, Ginny dalla Camera dei Segreti, Sirius dalla morte non riesce a credere di essere in grado di insegnare ad altri incantesimi complessi quali l’Incanto Patronus. Certo, l’anno prima non era riuscito a salvare Cedric Diggory ma come avrebbe potuto? Per questi e altri motivi l’attaccamento di Harry potrebbe essere evitante. Durante le litigate con Ron, ad esempio quella legata all’uscita del suo nome dal Calice di Fuoco, Harry si arrabbia e insulta spesso Ron. Nonostante sia un mago brillante e capace di fare incantesimi complessi non si sente mai abbastanza bravo, nemmeno dopo tutte gli incontri ravvicinati con Lord Voldemort, neppure dopo aver duellato con lui nel “Calice di Fuoco”. L’anno seguente è Hermione, infatti, a spingere perché il suo amico diventi il leader dell’Esercito di Silente, e chi avrebbe potuto farlo se non Harry?
Anche nelle relazioni sentimentali dimostra dei comportamenti evitanti: con Cho Chang ad esempio, oltre a non aver il coraggio di invitarla per tempo al Ballo del Ceppo ne “Il Calice di Fuoco”, non è proprio in grado di portare avanti una relazione, né di rendere quel periodo insieme a Cho roseo.
Anche con Ginny, Harry non si muove per cercare di avvicinarsi a lei nonostante provi dei sentimenti nei suoi confronti da mesi, è lei a fare il primo passo. Si lasciano per un breve periodo perché Harry deve combattere la sua battaglia contro Voldemort da solo nonostante poi accetti l’aiuto di Ron e di Hermione.
Anche Harry sembra essere un personaggio da nulla ma non è così: in realtà è un buon amico per Ron ed Hermione, è relativamente capace di fronteggiare la pressione mediatica (diremmo noi Babbani) che fin da piccolo lo ha messo sotto i riflettori e che continua a dargli una fama a cui non sente di appartenere. Pensiamo al quarto libro quando il suo nome esce dal Calice di Fuoco, magari sperava di passare un anno in tranquillità, in cui qualcun altro a Hogwarts sarebbe apparso come un eroe, un campione, una sorta di “Prescelto” e invece no. Naturalmente è toccato a lui essere il quarto campione Tremaghi e, come se non fosse abbastanza, oscura anche Cedric Diggory, il campione di Hogwarts autentico. In più deve convivere ogni giorno con la tensione da “morte imminente”, Lord Voldemort si sta rimettendo in forze per ucciderlo, insomma non dev’essere facile per un adolescente nel pieno del vortice dei cambiamenti puberali sopportare anche quella leggera tensione legata al fatto che Voldemort vuole ucciderlo e che alcuni professori (Sibilla Cooman) non fanno altro che ripetere che nelle foglie di tè o nella sfera di cristallo vedono chiaramente la sua morte.

Conclusioni

Ci sarebbero innumerevoli cose da dire su Harry e sugli altri personaggi della saga: si potrebbe raccontare la vita di Silente oppure scoprire di più sulla famiglia Black, andare più a fondo su Draco e sulle sue scelte ma non basterebbe un articolo di alcune pagine.
Il mondo che J.K. Rowling ha creato non poteva essere più affascinante di così, il modo di descrivere e di porre tra le pagine temi profondi e stimolanti è sicuramente una delle parti migliori della saga che va al di là della storiella di un maghetto con dei poteri magici.

Harry Potter è stato in grado di cambiare l’infanzia dei lettori e chi ha il piacere di leggerlo (o rileggerlo) da grande ha la possibilità di tornare bambino in quelle pagine e ciò non è per niente scontato.

  di Alessandra Sansò

Bibliografia e sitografia

Journal of Integrative Research & Reection Volume I j Spring 2018 Journal Management Team Sarah Matthews Kaitlin Ollivier-Gooch Yousuf Ramahi Victoria Shi
The Journal of Integrative Research & Reection (JIRR) is a free undergraduate student journal published by the Department of Knowledge Integration at the University of Waterloo. The copyright of all contributions remains with their authors. All else, ©2018 JIRR.

Mary Ainsworth, Modelli di attaccamento e sviluppo della personalità, Raffaello Cortina, Milano 2006

Modelli operativi interni e relazioni di attaccamento in preadolescenza Franco Baldoni In: Crocetti G., Agosta R. (a cura di): Preadolescenza. Il bambino caduto dalle fiabe. Teoria della clinica e prassi psicoterapeutica. Pendragon, Bologna, 2007, pp. 54-77.

http://www.treccani.it/enciclopedia/xenofobia_%28Enciclopedia-delle-scienze-sociali%29/

WIND GOODFRIEND, PH.D. Attachment Styles at Hogwarts From Infancy to Adulthood THE PSYCHOLOGY OF HARRY POTTER

 J. K. Rowling’s Harry Potter Series: Success, Choice, and Sacrifice Al-Mustansiriya literary review 76 /2016

Assistant Instructor: Suha Bahr Fayadh University of Al-Mustansiriyah, College of Arts, Department of French Language.

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https://fantastikcanavarlar.com/dusunseli/pottermore/imkansizi-basarmak-kreacheri-savunma-yazisi/

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https://www.telegraph.co.uk/books/childrens-books/quotes-from-the-harry-potter-books-that-prove-hermione-ruled-hog/emma-watson-as-hermione-granger-in-harry-potter-and-the-philosop/

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https://harrypotterdream.wordpress.com/secondo-libro/ron-weasley/

https://www.pottermore.com/features/why-lavender-brown-is-one-of-the-most-underrated-harry-potter-characters

https://www.bustle.com/p/daniel-radcliffe-totally-believes-that-wild-harry-potter-theory-about-the-dursleys-3229530

http://www.fanpop.com/clubs/cho-chang/images/28000697/title/cho-chang-harry-potter-photo

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