Macchina del tempo Storia

L’incoronazione di Elisabetta I

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January 14, 2019

Sono passati esattamente 460 dalla sua incoronazione. Ancora oggi la Regina Vergine richiama nell’immaginario comune lo stereotipo della regina modello, fu certamente di ispirazione per tutte le grandi regnanti che dall’epoca moderna in poi si sarebbero fatte largo tra i ranghi delle casate reali in Europa, Caterina II e Maria Teresa d’Austria, la regina Vittoria su tutte. Sicuramente è e fu un simbolo dell’emancipazione femminile, simbolo di un’inversione di rotta per un’Inghilterra che proprio in quegli anni avrebbe dato una spinta decisiva alla sua storia e a quella dell’intera Europa. Tanto popolare tra i contemporanei quanto amata dai suoi sudditi, sin dal giorno in cui la sua sorellastra Maria si spense, Elisabetta fu osannata dagli inglesi, ben prima della sua incoronazione ufficiale avvenuta circa due mesi dopo.

Sebbene la sua ascesa al trono fu una notizia che la maggioranza della popolazione inglese apprese  con gioia, non si può dire la stessa cosa tra alcuni dei funzionari dei funzionari del regno, vescovi favoriti dalla precedente regina, nobili e soprattutto da una delle sue più grandi rivali, sua cugina, la regina di Scozia Maria Stuart; i quali, contrari all’incoronazione della figlia di Anna Bolena, spesso la etichettavano come bastarda illegittima del tutto indegna di sedersi sullo scranno reale.

Il favore del popolo e la fortuna non bastarono, fu la stessa Elisabetta a creare il suo successo, bava a costruirlo pezzo per pezzo durante il regno di Maria, la cui condotta sicuramente contribuì al successo e alla popolarità della sorella. Una volta arrivata al vertice della piramide gerarchia inglese la neo regina fu abilissima e tempestiva nel gioco della politica: sostituì i vecchi lealisti di Maria con suoi uomini fidati, facendo passare un messaggio chiaro, lei e lei sola era la sovrana. Sin dall’inizio incutè timore reverenziale a tutti coloro che la circondavano. Tutte le decisioni (grandi o piccole) venivano assunte da lei. Benché non partecipava spesso alle sedute del suo consiglio, esigeva sempre un rapporto chiaro e dettagliato dai suoi consiglieri. Come il padre Enrico era determinata ad impedire che i suoi consiglieri e la sua corte facessero fronte comune contro di lei, diede per questo grande prova di intelligenza ed abilità nel “gioco del trono” a corte, facendo leva su ambizioni individuali e rivalità personali, che le permisero di sfruttare a proprio piacere tra i personaggi più potenti del regno. Tutt’altro che serena risultava anche la questione internazionale nel momento della sua incoronazione, nonostante ciò la regina seppe muoversi anche nelle complicatissime trame europee e ne uscì anche in questo caso da vincitrice portando in alto la bandiera inglese.

L’età Elisabettiana fu un’epoca di svolta, di cambiamenti, di vittorie, di prestigio, di colpi di scena, di tensioni, di guerre, di conquiste di esplorazioni. Probabilmente non basterebbe una vita per raccontarle ed analizzarle, ma ci vorrebbero 460 anni.

La neve scendeva leggera sulla città di Londra in quel mattino del 15 gennaio 1559, le strade della City erano gremite di gente in festa, dalla folla si alzarono le grida «Dio salvi vostra grazia!» «Dio salvi tutti voi!» rispondeva lei con voce forte e squillante «Vi ringrazio di tutto cuore!»

Nicolò Zanardi

 

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