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22 Gennaio 1944: Operazione Shingle, la via per Roma

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January 22, 2019

Dicembre 1943, la risalita della penisola italiana da parte degli Alleati è ferma, a causa della geografia del territorio e dalla forte resistenza da parte delle truppe dell’Asse schierate a Cassino sulla linea Gustav: una serie di fortificazioni difensive che si estendevano dalla foce del fiume Garigliano fino al comune di Ortona e che permettevano il controllo assoluto delle vie principali di Roma. L’unica soluzione allo stallo pareva essere uno sbarco anfibio, in modo da aggirare le divisioni tedesche poste sulla Gustav e ottenere la possibilità di conquistare la Capitale italiana a pochi chilometri di distanza.

Carri americani durante lo sbarco

A Natale, il Primo Ministro Inglese Winston Churchill autorizzò l’operazione anfibia: nome in codice: “Shingle”. Per guidare le forze angloamericane venne scelto il generale statunitense John P. Lucas, molto stimato dai suoi superiori, ma che dopo le ultime battaglie sul fronte italiano era convinto che l’operazione Shingle sarebbe stata rischiosa, se non un fallimento: come lo sbarco di Gallipoli durante la Prima Guerra Mondiale.

Il 22 gennaio 1944, la forza anfibia, che il giorno precedente aveva lasciato Napoli, alle prime ore del mattino approdò sulle spiagge di Anzio e Nettuno, a 62 km da Roma, dove sbarcarono 36mila soldati e 2300 mezzi. Tra i reparti che parteciparono allo sbarco ci furono anche i famosi Rangers statunitensi e gli Highlanders scozzesi.

Il comandante delle forze tedesche in Italia, il feldmaresciallo Albert Kesserling, saputo dello sbarco nemico ordinò alla 4°divisione “fallschirmjager” (paracadutisti) e alla divisione corazzata “Hermann Göring” di bloccare tutte le strade di Roma e quelle da Anzio ai Colli Albani attuando il piano di emergenza “Richard”: inviando,anche, rinforzi a contrastare il consolidamento della testa di ponte.  Immediatamente, sul neonato  fronte di Anzio vennero trasferite diverse unità come reggimenti di granatieri, artiglieria Nebelwerfer, carri pesanti “Tiger” e battaglioni di truppe Ost (volontari russi).

Battaglione Barbarigo

Tra le forze tedesche vennero aggregati anche reparti della Repubblica Sociale Italiana, tra questi i battaglioni paracadutisti Folgore e Nembo, il Barbarigo della X°Mas e la legione SS italiana.

Anche la Luftwaffe tedesca(aviazione) fornì il suo supporto, dal momento che i rinforzi di terra richiesti avrebbero impiegato giorni ad arrivare, dalla Francia meridionale decollarono squadriglie di bombardieri medi armati di siluri, bombe teleguidate Fritz-X e missili antinave Hs-293 che attaccarono la flotta alleata, ma  con scarso successo, affondando solo poche navi. Gli attacchi aerei, anche se inefficaci, fecero si che molte unità navali di supporto venissero allontanate dalle spiagge di Anzio.

I primi giorni dello sbarco furono contrassegnati da scaramucce a favore degli alleati, mentre  gli scontri importanti avvennero dal 25 gennaio al 11 febbraio: le forze dell’Asse, sotto il comando del generale Eberhard von Mackensen, fermarono le truppe britanniche e statunitensi nei comuni di Aprilia, Cisterna, Campoleone e Carroceto. Battaglie sanguinose furono quelle di “the factory”ad Aprilia e di “the thumb” sulla Via Anziate.

Unità tedesche in marcia: Osprey Publishing 2009

Gli scontri di quei giorni permisero all’Asse di bloccare l’avanzata alleata e permise ai tedeschi di dare il via  all’operazione “Fischfang” (cattura pesci): un contrattacco mirato a distruggere definitivamente la testa di ponte di Anzio.

All’alba del 16 febbraio, cominciò l’attacco tedesco supportato da nuovi reparti di fanteria, carri Panther, cacciacarri Elefant e veicoli da demolizione. L’effetto fu devastante, ma dopo tre giorni di combattimenti le forze tedesche vennero respinte. Un altro attacco fu ordinato a fine febbraio, ma anche questo respinto.

Si dovrà attendere maggio con lo sfondamento di Cassino per riprendere l’avanzata verso Roma: il 5 giugno Roma finalmente fu liberata; il giorno prima dello sbarco in Normandia.

Tra i caduti ad Anzio ci fu anche il padre di Roger Waters: frontman dei Pink Floyd, al quale venne dedicato il brano “When the tigers broke free”.

Cesare Grande

Note

Steven J. Zaloga/ La via per Roma/ Osprey Publishing 2009

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