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23 Gennaio 1579: la fondazione della repubblica delle Province Unite.

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January 23, 2019

Carlo V

L’unione fa la forza. Tra tutti i proverbi questo è quello che si adatta meglio alle Province Unite. Dopo l’abdicazione di Carlo V nel 1556, e la conseguente divisione dei suoi domini, il controllo delle Province Unite, che fino a quel momento erano state nominalmente sotto il Sacro Romano Impero, passò alla Spagna. Al tempo questi piccoli stati erano diciassette, ed erano di un’importanza non trascurabile per chiunque fosse in possesso di quella, tutto sommato, modesta porzione di territorio che si collocava tra l’Impero e la Francia. Non soltanto era il luogo dove Carlo era nato (Gent) e cresciuto, ma era sicuramente uno dei punti principali per tutti i mercanti che transitavano nell’Atlantico e nel mare del Nord. Tra le molte città della zona Anversa era quella più importante, tutte le merci che arrivavano nelle province transitavano per il suo porto; era la capitale della finanza europea ed i suoi mercanti erano tra i più ricchi del continente, imparentati con le più importanti comunità di mercanti del Vecchio continente incluse Genova e Venezia.

Fu appunto dopo il passaggio sotto la corona spagnola che le cose cambiarono. Storicamente Le Province vantarono sempre una cera autonomia rispetto all’autorità centrale dell’Impero, tra le quali l’autorità di amministrare autonomamente la giustizia e quella di nominare i propri governatori (uno per ognuna delle 17 province), ma la volontà accentratrice di Filippo II, nelle persone dei suoi governatori, provocò numerose ingerenze nell’amministrazione locale. Ci si trovò quindi una divisione tra le fazioni notabili: i “falchi “sostenitori di una linea intransigente nei confronti della corona spagnola e le “colombe”, favorevoli ad aprire dei negoziati. Al tutto poi si aggiunse anche una certa tensione religiosa: anche nei Paesi Bassi, soprattutto quelli settentrionali, si erano diffuse le dottrine protestanti, mentre le province più a sud restarono più o meno legate alla confessione cattolica. Il trovarsi

all’interno dei domini spagnoli fece si che l’Inquisizione spagnola potesse operare anche in queste province, suscitando l’opposizione delle elitè locali, perché violava il tradizionale privilegio degli abitanti dei Paesi Bassi di essere giudicati all’interno del proprio paese con i propri magistrati. Inoltre, una bolla papale suddivideva la regione in 15 nuove sedi episcopali dando a Filippo II il potere di poter scegliere da sé i vescovi. Tutto questo fece allarmale la popolazione, che mal tollerava l’intromissione regia negli affari locali. Fu così che grande e piccola nobiltà si coalizzarono contro Filippo II. Il re di spagna dal canto suo mise in campo il duca d’Alba come governatore delle province, il quale attuò una politica di rappresaglia, soprattutto contro i protestanti, le stime parlano di circa ottomila morti. Fu allora che ebbe inizio la rivolta armata vera e propria, dando inizio alla guerra degli 80 anni che si risolverà definitivamente con il riconoscimento delle Province Unite nel trattato di Vestfalia del 1648. La vicenda si legherà a doppia mandata con la guerra anglo-spagnola, ma questa è un’altra storia.

Il 23 gennaio del 1579 si posero le basi per la fondazione della repubblica delle Province Unite, che diede il via ufficiale alla rivolta.

Nicolò Zanardi.

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