Macchina del tempo

27 Gennaio: la Giornata della Memoria

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January 28, 2019

Si celebra oggi la giornata dedicata alla commemorazione delle vittime dell’Olocausto.
In questo giorno, si ricordano le persone a cui è stata strappata la dignità.
Uomini, donne, bambini, presi dalle loro case e messi su un treno che aveva come destinazione l’inferno in Terra. Intere famiglie che venivano divise, che non si sarebbero più riviste, così di punto in bianco, da un giorno all’altro.
Le persone nei campi di concentramento erano costrette a subire pene che non si riescono nemmeno a immaginare, trattamenti che quando vengono spiegati nei documentari ci costringono a chiudere gli occhi o a cambiare canale.
La colpa di quelle persone era quella di essere ebree, rom, sinti, disabili. Per questo motivo venivano portate ad Auschwitz, Birkenau, Dachau (solo per citarne alcuni) dove venivano spogliate di tutto ciò che possedevano, dell’umanità e della speranza.
Dove iniziava il lungo supplizio di non essere più esseri umani, dove avveniva la trasformazione in involucri vuoti.
In questa giornata si ricordi che cosa sono in grado di fare gli esseri umani nei confronti di altri esseri umani. Non si smetta mai di ricordare che a queste persone è stata riservata la morte più lunga di tutte: perché esse morivano un po’ alla volta, morivano un po’ ogni giorno e in loro non cedeva solo il corpo (martoriato dalla fame, dalle percosse, dalle malattie), ma anche la mente che smetteva di credere nell’altro, consapevole che lì si sarebbe conclusa la propria esistenza.
In questa giornata si tenga presente la sofferenza che una persona può causare a un’altra e che le fotografie, i documentari, i film siano un monito e ci ricordino che una religione diversa dalla nostra, il colore della pelle, il paese di provenienza non devono essere condanne, non devono essere motivi di odio ma possibilità di conoscenza. Si ascoltino le parole di chi è sopravvissuto, di chi in quei campi c’è stato come prigioniero, come la Senatrice Liliana Segre, si leggano i libri che testimoniano quel terribile periodo che quelle persone hanno vissuto, come “Se questo è un uomo” di Primo Levi.
Ciò che si può fare per evitare che la storia si ripeta è smettere di seminare odio, di detestare chi è diverso da noi, chi non è normale, quando la definizione di normale non esiste. Smettere di promuovere il razzismo e insegnare, invece, a rispettare l’altro, perché un giorno l’altro potremmo essere noi, perché l’altro è come noi e non ha niente di diverso.
Le fotografie che appariranno sulle nostre bacheche facebook, i film che verranno trasmessi alla televisione in occasione di questa giornata ci aprano gli occhi, siano guardati approfonditamente, non solo per rispondere alla convenzione sociale con le storie di Instagram per dimostrare a tutti quanto si è bravi in questo giorno a guardare un film o a pubblicare una fotografia su questa ricorrenza.
Sarebbe necessario che nel periodo storico in cui ci troviamo, il passato fosse ricordato più spesso, come avvertimento per il futuro. Come per ricordarci ciò che non si deve ripetere, anche se dovrebbe essere ovvio. Il ricordo è l’unica possibilità che abbiamo per non compiere i medesimi errori, per essere individui migliori di così.

di Alessandra Sansò

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