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02 Febbraio 1943: L’armata Perduta

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February 4, 2019

Fronte Orientale 1942, a passato un anno dall’invasione dell’Unione Sovietica, le forze dell’Asse si preparano a dare battaglia contro i Russi in una città situata sulle rive del fiume Volga, il cui nome rimarrà impresso nella storia: Stalingrado (Volgograd). La città, che portava il nome del dittatore sovietico, era considerata dai generali tedeschi di scarso valore strategico, ma divenne un’ossessione per Hitler che la voleva conquistare non solo per aprirsi una strada verso i pozzi petroliferi del Caucaso, ma anche per riversare un duro colpo al morale dei russi, che erano prossimi a cedere.

Generale Tedesco Friedrich Paulus

Il 14 settembre le truppe tedesche della VI Armata, sotto il comando del generale  Friedrich Paulus, lanciarono il primo assalto contro la città, difesa dalle forze sovietiche del generale Vasilij Ivanovič Čujkov. In diciassette giorni di combattimenti, la strenua resistenza dei russi permise ai tedeschi di sopraffare solo la parte meridionale di Stalingrado. Era ormai chiaro che conquistare la città non sarebbe stata un’impresa facile.

Il 27 settembre i soldati di  Čujkov contrattaccarono, ma vennero respinti dalla Luftwaffe,così Paulus lanciò il secondo assalto.  Dopo undici giorni di scontri, soprattutto nelle fabbriche Kransky Oktyabr e Barrikady, le forze tedesche guadagnarono poco terreno, ma non riuscirono a spezzare la resistenza sovietica all’interno della città.

Generale sovietico Vasilij Čujkov

Il terzo ed ultimo assalto contro la città avvenne il 14 ottobre; i Tedeschi in due settimane avevano quasi conquistato l’intera città e avevano distrutto interamente sette divisioni sovietiche. Ormai la stanchezza si faceva sentire e l’inverno russo era alle porte; proprio tali elementi porteranno alla riscossa l’armata rossa.

Il 19 novembre avvenne l’Operazione “Urano”, il contrattacco sovietico, mirato ad intrappolare i soldati tedeschi a Stalingrado. Le forze russe, guidate da Georgij Konstantinovič Žukov, con attacchi da parte della cavalleria, carri armati e bombardamenti di artiglieria, sfondarono i fianchi della VI armata difesi dalle truppe rumene, inferiori in addestramento ed equipaggiamento rispetto ai tedeschi.  Il successo dell’operazione permise ai russi di chiudere dentro una sacca 250mila soldati tedeschi.

Informato della situazione, Hitler ordinò al feldmaresciallo Erich von Manstein di stabilizzare la situazione del fronte e salvare la VI armata; a Paulus, che voleva sfuggire all’accerchiamento, fu ordinato di resistere a qualunque costo. La Luftwaffe promise al Fuhrer un ponte aereo per rifornire le forze a Stalingrado; ma a causa del rigido inverno l’aviazione non poté dare il pieno sostegno alle forze tedesche.

Soldati tedeschi della Wehrmacht

Nel frattempo Von Manstein avviò l’operazione “Wintergewitter” (tempesta invernale): un’offensiva concentrata a soccorrere le forze tedesche Stalingrado, ma a causa della scarsità di mezzi e degli ordini di Hitler di non rompere l’assedio alla VI armata, l’operazione fallì lasciando l’armata di Paulus al suo destino.

I sovietici colsero l’occasione per lanciare due grandi offensive:

-Piccolo Saturno (16/12/1942-01/01/1943): le forze russe si scagliarono contro l’VIII armata italiana e fecero ripiegare le forze dell’Asse a 250km a ovest di Stalingrado, tra queste anche le forze di Manstein;

-Anello (10/01/1943-02/02/1943): la riconquista di Stalingrado. Le truppe sovietiche bloccarono gli assediati e si spinsero verso gli aeroporti di Pitomnik e Gumrak, dove molti soldati tedeschi cercavano di prendere gli ultimi aerei rimasti per scappare da quell’inferno, spezzarono in due la VI armata.

Il 31 gennaio, nonostante gli ordini di Hitler di resistere, Paulus si arrese. La battaglia di Stalingrado terminò il 2 febbraio quando le ultime sacche di resistenza tedesca capitolarono.

Il “Generale Inverno” su Stalingrado

L’assedio della città costò all’Asse e all’Armata Rossa più di un milione di morti tra feriti, prigionieri e morti; la maggior parte a causa del freddo e della fame. Dei tanti prigionieri fatti dai russi solo in pochi tornarono alle loro case dopo la guerra.  La disfatta rappresentò il tracollo definitivo dell’esercito tedesco in Europa.

La battaglia di Stalingrado fu rappresentata in molti film, come “Stalingrad” del 1993 di Joseph Vilsmaier e “Nemico Alle Porte”del 2001 di Jean-Jaques Annaud, che racconta la storia del cecchino russo Vasilij Grigor’evič Zajcev che uccise 225 tedeschi durante l’assedio di Stalingrado.

Cesare Grande

Bibliografia:

Morte di un’armata di Peter Antill, Osprey Publishing 2009

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