Curiosità

Les tres riches heures del Duca Jean de Berry – Febbraio

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February 7, 2019

Les Très riches Heures sono un documento cinematografico, una macchina visiva che ci racconta la vita di un’epoca. Nessun film potrà mai eguagliare la fedeltà, il fulgore, la toccante bellezza di questa ricostruzione.” (Umberto Eco)

Les Très riches Heures è sicuramente uno dei manoscritti miniati più noti e belli del XV secolo. Questo libro d’ore, che contiene i testi per la liturgia del giorno, fu commissionato dal duca Jean de Berry ai fratelli Paul, Herman e Jean Limbourg, tra il 1411 e il 1412, ma la morte di Jean de Berry nel 1416 seguita, poco tempo dopo, da quella dei tre miniatori provocò l’interruzione dei lavori. A questa data deve, infatti, collocarsi l’intervento di Barthélemy d’Eyck, attivo alla corte di Renato d’Angiò, che realizzò i fogli del calendario con i mesi di ottobre e dicembre ma intervenne, in parte, anche nei fogli con i mesi di marzo, giugno e settembre. L’opera fu ultimata solo attorno al 1485 per volontà del Duca di Savoia Carlo I che affidò l’incarico ad un altro eccellente maestro, Jean Colombe.

Figura 1 : Les Très riches heures del Duca di Berry, L’Uomo Astrologico 1412-1416 ca.

Questo manoscritto, oggi conservato alla Biblioteca del Musée Condé a Chantilly, contiene 131 miniature  tra le quali un’immagine dell’Uomo Astrologico (figura 1) che rappresenta le corrispondenze tra il corpo umano e i segni dello zodiaco, ma la parte più celebre di questo Libro d’Ore è sicuramente il calendario che illustrava i dodici mesi dell’anno e le attività. Sono immagini a tutta pagina che raccontano le attività dei mesi corrispondenti; ogni scena è sormontata da una lunetta nella quale sono riconoscibili il segno zodiacale e la costellazione, mentre sotto troviamo paesaggi luminosi, realizzati con grande minuzia e attenzione per i particolari, caratteristica peculiare dell’arte fiamminga. Ogni mese è caratterizzato da lavori agricoli o oziose passeggiate nobiliari, gli animali popolano quasi tutte le scene, siano essi animali domestici, come il levriero, o umili bestie al servizio dell’uomo, come maiali, pecore e buoi.

 

 

Il Mese di Febbraio

“Il primo paesaggio innevato della storia della pittura” (Erwin Panofsky)

Herman, Paul e Jean de Limbourg, Les Très riches Heures del Duca di Berry,  1412-1416 ca. Febbraio, Museo Condé di Chantilly

Il mese di febbraio inizia all’esterno, con una scena contadina in un paesaggio innevato, in alto la lunetta con il carro del sole ci indica i segni zodiacali dell’Acquario e dei Pesci, mentre nei semicerchi sono indicate le fasi lunari. In basso un gelido paesaggio invernale, tipico del nord della Francia, non rallenta le attività: in lontananza vediamo infatti uomini che tagliano alberi o che, in compagnia di un asinello, trasportano le merci destinate al villaggio (figura 2).

 

Figura 2:  Mese di febbraio, particolare

Nella casa di legno in primo piano, davanti ad un camino acceso si stanno scaldando alcune donne, che si sollevano gli indumenti senza alcun timore. Più pudica è la donna con l’elegante abito azzurro che è seduta sulla soglia della casa con un cagnolino disteso ai suoi piedi e distoglie lo sguardo quasi a disagio (figura3).

Figura 3: Mese di febbraio, particolare

Alcuni indumenti bagnati sono stesi ad asciugare  alle pareti, mentre un fumo grigio esce dal camino dissolvendosi nel cielo.

I dettagli sono realizzati con grande precisione e ci farebbero pensare ad un’adesione perfetta alla realtà ma non è così: questa è la realtà che piaceva immaginare al committente del manoscritto. In questa miniatura l’inverno non fa paura, non c’è il minimo sentore di fame, miseria o malattia, eppure siamo nel pieno della Guerra dei Cento Anni e fuori dalla protezione di mura e fortezze, la paura e la carestia regnano sovrane. Questo calendario, però, era stato realizzato per essere mostrato agli ospiti del duca con lo scopo di esibire la sua magnificenza e la ricchezza dei suoi possedimenti, tutto doveva essere pulito, sereno ed armonioso, la vita vera doveva rimanere fuori.

Lucia Zavatti

BIBLIOGRAFIA:

  • Ingo F. Walther, Norbert Wolf, Codices illustres, I codici miniati più belli del mondo dal 400 al 1600, Taschen, 2003.

SITOGRAFIA:

www.senzadedica.blogspot.com

www.restaurars.altervista.org

www.rivagedeboheme.fr

www.m-library.weschool.com

www.grandiopere.fcp.it

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