Storia

Leuttra: la caduta di Sparta

on
February 26, 2019

La vittoria di Sparta nella guerra del Peloponneso contro Atene aveva permesso alla città lacedemone di estendere il suo potere con guarnigioni e governi fantocci nelle città-stato. Con la guerra corinzia e la pace del Gran Re del 386 a.C., il potere degli spartani si rafforzò, ma trovò l’opposizione di molte poleis; tra le quali la sua più grande alleata: Tebe.

La città beotica, che aveva mantenuto parte della sua autonomia, fu accusata ingiustamente da Sparta di cooperare con la Persia per minare la libertà dei greci. Nel 381 a.C., il partito oligarchico tebano con il supporto dell’esercito spartano occupò l’acropoli di Tebe e conquistò la città. I democratici locali furono subito presi di mira dai filo spartani, che li imprigionarono o condannarono a morte poiché erano ostili al regime dittatoriale.

Il potere degli oligarchici ebbe vita breve. Due anni dopo i beoti, con l’aiuto degli ateniesi, insorsero e cacciarono i lacedemoni e i loro collaboratori dalla città. Sparta, sapendo che senza Tebe non poteva controllare la Beozia, organizzò tre spedizioni contro i tebani, ma vennero tutte respinte.

Nel frattempo, nella politica tebana, stavano emergendo due importanti figure che caratterizzeranno la storia dell’Antica Grecia: Epaminonda e Pelopida. Amici di lunga data che volevano estendere il potere di Tebe sulla Grecia, ma prima dovevano rimuovere l’influenza spartana nelle poleis.

Nel 375 a.C., i beoti sconfissero i lacedemoni a Tegira, ma fu una vittoria inutile: Sparta continuava a mandare soldati, che si spostavano liberamente dentro la Beozia. Nel 371 a.C., delegazioni ateniesi, tebane e spartane si incontrarono nella capitale peloponnesiaca per porre fine alle ostilità.

Epaminonda, inviato come delegato, rifiutò la mediazione e ciò provocò la rottura dei rapporti tra Tebe e Atene, oltre che l’ira di Sparta.

In estate, l’esercito spartano dislocato in Focide, invase la Beozia e raggiunse la città di Leuttra, dove ad attenderlo c’era l’esercito tebano comandato da Pelopida ed Epaminonda, nel frattempo diventato “beotarca” (comandante dell’esercito).

Sul campo di battaglia, i peloponnesiaci schierarono 14mila uomini, inclusi duemila opliti spartiati; famosi per la loro invincibilità. I beoti, invece, avevano a disposizione solo novemila soldati, tra i quali c’era un corpo scelto chiamato “battaglione sacro”: un reparto d’elite composto da 150 coppie di soldati omosessuali, tutti pronti a morire per difendere i loro compagni.

Poste nella pianura, le forze spartane comandate dal re Cleombroto I si disposero in una specie di mezzaluna dove, sull’ala destra, erano situati la cavalleria e gli spartiati scelti, mentre in quella sinistra erano collocati gli opliti.

Epaminonda, invece, mise sul fianco sinistro la cavalleria e il battaglione sacro comandato da Pelopida; sul fianco destro unità di falangi e altre di cavalleria. Il tutto disposto in ordine obliquo per la prima volta nei campi di battaglia; ciò permetteva di concentrare gran parte degli effettivi sul lato sinistro e poi di convergere verso destra per intrappolare gli avversari.

La cavalleria tebana, leggermente superiore in numero a quella avversaria, mise in rotta quella nemica e si schierò a protezione del fianco sinistro tebano mentre il battaglione sacro, con Pelopida in prima linea, si scagliava contro le file lacedemoni e la formazione tebana iniziò ad avere la meglio.

Gli spartani, attaccati in quel modo, avevano come unica contromisura quella di convergere sulla destra in modo da colpire il fianco che gli avversari lasciavano scoperto.

Tuttavia, la falange spartana si allargò e i beoti colsero l’occasione di inviare rinforzi a Pelopida, mandando in rotta gli spartiati e il resto dell’esercito avversario. La battaglia di Leuttra durò un’ora e costò agli spartani migliaia di morti tra cui Cleombroto e gran parte dei nobili lacedemoni, mentre i tebani persero solo poche centinaia di uomini.

La disfatta costò a Sparta il suo dominio sulla penisola ellenica e in campo militare perse la sua reputazione di esercito invincibile.

Nel tentativo di risollevarsi, si alleò con Atene; diventata ostile a Tebe.

Per Tebe, Leuttra fu l’inizio della sua egemonia, concentrata sulle figure di Epaminonda e Pelopida che per estendere le loro ambizioni, organizzarono spedizioni in Arcadia, nell’istmo di Corinto e in Laconia; dove libereranno gli iloti: le persone rese schiave dai Lacedemoni. Pelopida cadde nel 364 a.C. combattendo i macedoni in Tessaglia ed Epaminonda nella battaglia di Mantinea del 362 a.C., contro Spartani e Ateniesi, in quella che viene ricordata come la più grande battaglia tra i Greci senza vincitore.

Il potere tebano durò solo nove anni e con il disastro di Mantinea forni le basi a Filippo II di Macedonia di estendere il suo potere in Grecia.

Cesare Grande

Bibliografia:

Focus Storia Wars n°11

Storia Greca, di Breglia-Guizzi-Raviola, Ed. Edises

Arsbellica.it

TAGS
RELATED POSTS
1 Comment
  1. Reply

    Florene

    March 16, 2019

    Hi there! Such a good write-up, thanks!

LEAVE A COMMENT