Curiosità

Lotta tra Carnevale e Quaresima (1559): Pieter Brueghel il Vecchio

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March 4, 2019

Capostipite di una famiglia di pittori, forse la più importante famiglia di pittori fiamminghi, Pieter
Brueghel il Vecchio è stato più volte paragonato a Hieronymus Bosch per via delle sue figure
fantastiche e mostruose. Uno dei suoi quadri più famosi è, senza dubbio, Lotta tra Carnevale e Quaresima del 1559, oggi conservato al Kunsthistorisches Museum di Vienna.
L’opera è datata e firmata in basso a sinistra “BRVEGEL 1559” e può essere divisa in due sezioni.
Nella sezione di sinistra possiamo vedere un uomo grasso a cavallo di una botte che rappresenta Carnevale, circondato da personaggi intenti a svolgere le attività tipiche del periodo: bere, mangiare, ballare e inscenare rappresentazioni teatrali bucoliche. Nel lato destro, invece, vediamo la Quaresima rappresentata come una donna magra seduta su una sedia spinta da un frate e da una monaca mentre intorno a lei numerose figure impersonano i sacrifici e le sofferenze che la Quaresima impone (figura 1).

Figura 1 Pieter Brueghel il Vecchio, Lotta tra Carnevale e Quaresima, Kunsthistorisches Museum, Vienna, 1559

Anche la composizione architettonica rappresenta il contrasto tra le due realtà: da un lato l’osteria, dall’altro la chiesa. Al centro si può vedere una coppia di spalle guidata da un buffone, la donna ha una lanterna spenta sulla schiena il cui significato è interpretato come l’avanzare nel buio dei due credo religiosi, il cattolicesimo identificato con la Quaresima e il luteranesimo, rappresentato dal Carnevale ed entrambi guidati dalla follia e dal vizio (figura 2).

Figura 2, particolare

Una ricerca della percezione dell’arte tra il XVI e il XVII secolo nei Paesi Bassi ha evidenziato l’importanza predominante dell’aspetto umoristico nell’opera di Brueghel e dei suoi successori.
La raffigurazione dei mostri, di creature ibride e scene fantastiche, veniva considerata fonte d’intrattenimento umoristico, anche nelle opere a tema religioso e nel caso di Brueghel questa considerazione vale anche a proposito della sua rappresentazione di proverbi e di scene di vita contadina.
Brueghel non è un pittore di chiese ma dipinge solo per i pochi collezionisti che lo amano e sanno apprezzarlo, nelle sue opere rappresenta un mondo laico che mostra la bestialità dell’uomo e il suo essere miseramente perdente.

di Lucia Zavatti

 
BIBLIOGRAFIA:
– Klaus Ertz, La famiglia Brueghel in Catalogo della mostra Brueghel. Capolavori dell’arte fiamminga, 2 ottobre 2015-28 febbraio 2016, Bologna, Palazzo Albergati, Skira, settembre 2015, pagg. 27-33;
Skira Masters, Brueghel, Milano, giugno 2015
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