Musica

Dal folk al rock’n’roll: la svolta elettrica di Bob Dylan

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March 11, 2019

All’inizio degli anni ‘60, al Greenwich Village di New York, tra caffè frequentati da studenti, vicoletti, e piccoli locali con musica dal vivo, nessuno si sarebbe stupito di trovare un giovane Bob Dylan intento ad esibirsi.

Era un quartiere dal clima quasi europeo, per via della vicina Little Italy, divenuto la dimora incontrastata della musica folk, ed il centro, uno dei tanti, della nascente protesta progressista nella scena sociale e politica americana.

Dylan era cresciuto nel solco di miti della musica folk quali Pete Seeger e Woody Guthrie. Il primo era un intellettuale impegnato, autore di molti brani come ‘Where have all the folwers gone?, che erano arrivati al successo pop; il secondo, un grande autore di canzoni patriottiche (‘This Land is Your Land è una delle più celebri), connotate quasi come inni nazionali, che raccontavano il dramma dei migranti interni in seguito alla grande depressione. Ad ispirare Dylan furono soprattutto la musica, il modo di cantare e di vestire di quest’ultimo, al quale, nel primo LP, dedicò una canzone ed innumerevoli cover.

Bob Dylan fu uno dei grandi propagatori di questo gusto musicale. Il folk, delineatosi nel corso degli anni ‘50, era infatti un genere meno danzereccio rispetto al rock’n’roll, che proiettava un immaginario di campagna, connotato da strumenti acustici “semplici” come l’atmosfera che voleva evocare.

Greenwich Village

 

Se il primo LP non ebbe grande risonanza, il secondo, The FreeWheelin’ Bob Dylan, era destinato a diventare un must, ma a consacrarlo sulla scena musicale fu soprattutto la celebre March on Washington for Jobs and Freedom, la stessa marcia durante la quale Martin Luther King pronunciò la famosa frase “I have a dream”. Fu in quell’occasione che Dylan, insieme a Joan Baez[1], si esibì con When The Ship Comes in, diventando l’idolo del movimento. Il terzo LP, The Times They Are a-Changin’, segnò una svolta nella carriera del giovane musicista. Si presentò infatti come un grande inno al cambiamento sociale: i temi delle ballate erano inusuali per il panorama musicale dell’epoca, più dirompenti ed impegnati.

Joan Baez e Bob Dylan alla “March on Washington for Jobs and Freedom”

Con la partecipazione al Newport Folk Festival[2] del 1964, Dylan divenne l’immagine della comunità folk. Fu l’edizione successiva di questa ricorrenza, però, a segnare una svolta decisiva nella carriera del giovane compositore. Se è vero che prima del 25 luglio 1965, Dylan aveva già iniziato a cambiare strada, inserendo basso, batteria, chitarra e organetto elettrici all’interno delle proprie composizioni, è vero anche nessuno si sarebbe mai aspettato, quell’anno, di vederlo presentarsi sul palco del festival con addosso una giacca di pelle, imbracciando una Fender Stratocaster. Per la prima volta la tradizione dei testi impegnati fu traghettata nella direzione del rock’n’roll. Dylan si esibì quindi in una nuova e potente versione di Maggie’s Farm, per poi continuare con altre canzoni “elettriche”, tra cui anche la celebre Like a Rolling Stone.

Newport Folk Festival 1965

L’impatto sul mondo del folk fu profondo. Si racconta che parte del pubblico di Newport non prese bene questa scelta. Tale rivoluzione rock fu da molti definita un “tradimento” e ci fu chi parlò di “eresia”. Secondo l’aneddotica, proprio quello che era stato uno dei più grandi idoli e punti di riferimento di Bob Dylan, il già citato Pete Seeger, si arrabbiò così tanto da provare a togliere la corrente al gruppo, minacciando di tagliare i cavi di strumenti e amplificatori con un’ascia.

 Linda Vassallo

Note

[1] Fu una cantautrice e attivista statunitense, nota per il suo stile vocale, così come per il suo impegno nei diritti civili e nel pacifismo e per l’unione artistica e sentimentale con Bob Dylan.

[2] Il Newport Folk Festival è un festival musicale dedicato alla musica folk che si tiene annualmente, generalmente ai primi di agosto a Newport, Rhode Island, negli Stati Uniti.

 

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