Macchina del tempo

28 Marzo 1941: Operazione Gaudo e Capo Matapan

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March 27, 2019

Il Mar Mediterraneo, con l’apertura del teatro di guerra del Nord Africa, diventò un’arteria fondamentale per il traffico dei convogli italiani e britannici, soltanto che quest’ultimi potevano vantare alcuni baluardi isolani, come Malta e Creta, che rappresentavano una spina nel fianco per gli obiettivi strategici della Regia Marina e dell’alleato tedesco.

Tuttavia, fino ai primi mesi del 1941, sia gli italiani che gli inglesi non riuscirono a vantare la supremazia nell’area mediterranea. Per smuovere il delicato equilibrio a favore dell’Asse, i tedeschi iniziarono a chiedere alla flotta italiana una maggiore propensione offensiva. Richiesta che diventò più pressante quando le spedizioni britanniche verso la Grecia cominciarono ad intensificarsi. Di conseguenza venne pianificata l’operazione Gaudo, consistente in una penetrazione offensiva nelle acque a sud di Creta, con il fine di intercettare e bloccare le imbarcazioni mercantili britanniche.

Alcune problematiche minarono la buona riuscita del piano: le forze navali inglesi presenti ad Alessandria erano state sottostimate da delle informazioni tedesche pervenute agli italiani; il traffico britannico diretto in Grecia, nei giorni dell’operazione Gaudio, era praticamente assente; infine, il vantaggio inglese dato dal radar e dal numeroso impiego dell’aviazione navale per avvistamenti e attacchi era abbastanza netto.

Partendo il 26 marzo da diversi porti, la flotta italiana si riunì a sud-ovest di Creta per navigare, il 27 marzo, verso le acque a sud dell’isola. Tra le principali unità italiane figuravano la nave da battaglia Vittorio Veneto e i tre incrociatori pesanti Zara, Fiume e Pola.

La Royal Navy, dopo aver osservato i movimenti della Regia Marina attraverso varie ricognizioni, dispose due gruppi navali a difendere l’aerea. Uno proveniente da Alessandria, composto da tre navi da battaglia e una portaerei. Il secondo, più piccolo, composto da quattro incrociatori leggeri e quattro cacciatorpediniere, in partenza dal Pireo. Le due componenti della flotta inglese si sarebbero dovute riunire il 28 marzo. Fu proprio quest’ultima data a rivelarsi decisiva per le sorti della flotta italiana. Infatti la mattina scoppiò uno scontro tra alcuni incrociatori pesanti e il distaccamento inglese proveniente dal Pireo, che tentò di portare le unità italiane verso la formazione dell’ammiraglio Cunningham partita da Alessandria. La stessa tattica fu utilizzata dagli incrociatori italiani per permettere al Vittorio Veneto di sfoderare la sua potenza di fuoco. A causa dell’incertezza dello scontro e dell’assenza di colpi decisivi, la flotta italiana decise di ripiegare verso i porti di partenza.

Sulla rotta di ritorno venne prima danneggiata il Vittorio Veneto, colpito da un aerosilurante, seguito poi dal Pola, che a differenza della nave da battaglia rimase immobile al largo di Capo Matapan. A questo punto si compì il disastro. Dopo circa un’ora e mezza di agonia per il Pola, vennero inviati in soccorso lo Zara e il Fiume con alcuni cacciatorpediniere, ma gli aiuti italiani furono intercettati dalla flotta di Cunningham e fatti preda di un feroce cannoneggiamento da parte delle tre navi da battaglia inglesi.

I tre incrociatori pesanti italiani vennero ridotti in relitti in fiamme e affondati, decretando una delle sconfitte più pesanti e sanguinose della Regia Marina: le vittime furono circa 2.300 e le ambizioni militari italiane nel Mediterraneo furono pesantemente ridimensionate.

Jacopo Giovannini

Fonti:

– Maurizio Brescia, “L’operazione Gaudo e la notte di Matapan”,https://www.marinaiditalia.com/public/uploads/2014_8_9_06.pdf

Immagini:

Copertina: .https://digilander.libero.it/shinano/sitocorazzate/Italia/Littorio/Vittorioveneto/ITbb05_VVeneto_strbrdfrt1.jpg

Mappa: .http://www.ladigetto.it/files.php?file=Storia/Matapan_rotte_154393535.jpg

Battagllia .https://team557.files.wordpress.com/2017/03/battaglia-capo-matapan.jpg

Vittorio Veneto: https://www.pinterest.it/pin/339036678178946624/

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