Fotografia

Storia di ricami e fili dorati

on
April 5, 2019

Introduzione

Ancora una volta la nostra Chiara ci regala degli splendidi scatti, nati dalla collaborazione tra Ignotus Magazine e il gruppo di danza storica “Le Gratie d’Amore” di Lavagna.

Le origini di questo gruppo storico risalgono al 1986 e negli anni è riuscito a far parlare di se in tutta Italia e all’estero.

Con passione e dedizione “Le Gratie d’Amore” si sono sempre impegnate nel riprodurre non solo le danze storiche di età medievale e rinascimentale, ma anche gli abiti dei personaggi a cui volevano dare nuova vita per farli conoscere al pubblico.

Durante il nostro servizio ogni scatto è stato realizzato tenendo a mostrare i dettagli e l’eleganza degli abiti di due esponenti della nobiltà genovese del XVII secolo, Paolina Adorno Brignole-Sale e Caterina Balbi Durazzo, riprodotti accuratamente proprio da “Le Gratie d’Amore” facendo particolare riferimento a documenti d’archivio e ai quadri del celebre pittore Antoon van Dyck.

La Redazione e la nostra Chiara rivolgono i loro ringraziamenti a Elisa Girotti e Daniela Raffa, per averci aiutato a realizzare questo progetto posando per le foto che ammirerete tra poco. Mentre un altro particolare ringraziamento spetta a Martina PanizzuttSebastian Victor Vug e Lucia Zaavatti, che oltre ad averci assistito nella realizzazione del servizio hanno redatto l’articolo “La stoffa del pittore o l’arte di perdersi tra ricami e fili dorati”, con cui potrete conoscere diversi aspetti delle opere di Antoon van Dyck e della moda del XVII secolo.

Foto 1: Antoon van Dyck, Ritratto di Paolina Adorno Brignole-Sale, 1627, olio su tela, 286 x 151 cm, Palazzo Rosso, Musei di Strada Nuova, Genova.

Foto 2: Riproduzione dell’abito di Paolina Adorno Brigole-Sale, 2018, modella Daniela Raffa. Il quadro in foto è una riproduzione usata per confrontare i due abiti.  

Foto 3: Antoon van Dyck, Ritratto di Caterina Balbi Durazzo, 1624, olio su tela, 220,2 x 149 cm, Palazzo Reale, Genova

Foto 4: Riproduzione dell’abito di Caterina Balbi Durazzo. Modella Elisa Girotti. Anche in questo caso il quadro è una stampa utile a confrontare i due abiti. 

Foto 5: Osserviamo i dettagli dell’abito di Caterina Balbi Durazzo. Il dominio spagnolo, nella seconda metà del Cinquecento, si manifestava in Europa dal punto di vista sia  politico che culturale, influenzando anche la moda, in particolare attraverso le nuove prescrizioni della Controriforma cattolica. 

Foto 6: Dettagli dei ricami dorati per le maniche dell’abito di Caterina Balbi Durazzo.

Foto 7: Le dame dovevano essere coperte il più possibile e le loro forme nascoste, per non dire annullate dall’abito. 

Foto 8: Le scollature, le trasparenze e gli strascichi rinascimentali vengono sostituiti da corsetti in legno o metallo.

Foto 9: Dettaglio della Gorgera, inamidata e spessa. Poteva essere indossata da donne e uomini di alto rango. 

Foto 10: Le acconciature venivano decorate con perle e gioielli. 

Foto 11: Paolina Adorno Brigole-Sale.

Foto 12: Tra Seicento e Settecento si diffonderà l’uso di una gonna aperta davanti per creare un contrasto cromatico e materico con una seconda gonna posta al di sotto.

Foto 13: per le indispensabili decorazioni a gallone è stata realizzata una passamaneria costituita da quattro elementi cuciti insieme, per un totale di 150 metri.

Foto 14: Anche Paolina indossava un’acconciatura decora con perle.

Foto 15: le maniche sono riccamente ricamate con motivi a foglie d’acanto eseguite su rilievo.

Foto 16.

Foto 17: ricchissimi ricami in filo d’oro, perle e pietre preziose rendevano i loro abiti delle vere opere d’arte.

Foto 18.

Foto 19.

Foto 20: Come i ritratti devono essere animati dallo sguardo dello spettatore per assolvere le loro funzioni, così gli abiti vanno indossati affinché possano effettivamente parlare di sé.

Chiara Costa

Studentessa-lavoratrice appassionata di fotografia. Attualmente è iscritta all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova dove frequenta il corso di pittura.

TAGS
RELATED POSTS

LEAVE A COMMENT