Curiosità

Les Tres Riches Heures del Duca Jean de Berry – Aprile

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April 10, 2019

“Les temps a laisse son manteaux de vente, de froidure et de pluie et s’est vestu de broderie de soleil rouyant cher et beau” Il tempo ha lasciato cadere il suo mantello di vento, di freddo e di pioggia e si è vestito di un tessuto ricamato di sole raggiante caro e bello (Charles d’Orleans, principe-poeta)

La primavera è sbocciata e i prati sono diventati verdi. Nella lunetta troviamo il carro del sole e i relativi segni dell’Ariete e del Toro.
La scena sottostante si svolge nella foresta del castello di Dourdan, fatto costruire da Filippo Augusto tra il 1220 e il 1222 e di proprietà del Duca di Berry. A destra troviamo un giardino delimitato da un muro e, in alto, un laghetto con due barchette con due pescatori che tendono la rete da pesca. Al centro un uomo e una donna si stanno scambiando degli anelli: lui indossa un copricapo chaperon rosso allacciato, mentre lei un cappello di pelliccia a tre piume. Sembrerebbe essere una promessa di fidanzamento.

Herman, Paul e Jean de Limbourg, Les Très riches Heures del Duca di Berry, 1412-1416 ca. Aprile, Museo Condé di Chantilly, particolare

La scena è stata interpretata in vari modi: c’è chi vi vede un riferimento alla promessa di matrimonio, avvenuta nell’aprile del 1410, in cui il Duca di Berry si impegnò in nome e per conto della nipote Bona d’Armagnac nei confronti del Duca Carlo d’Orléans. La scena raffigurerebbe i due fidanzati nell’atto di scambiarsi gli anelli davanti a due testimoni, mentre due eleganti e giovani donne colgono fiori nel prato.
Un’altra ipotesi, invece, vedrebbe nella scena il fidanzamento tra Maria di Berry e Jean di Clermont. I personaggi raffigurati rappresenterebbero, da sinistra a destra, un buffone di corte, Jean di Clermont, Duca di Borbone, lo stesso Duca di Berry, Jeanne de Bourgogne, Maria di Berry, Bona d’Armagnac e la Contessa di Montpensier.
Queste figure elegantemente allungate e variamente disposte, creano quadretti di genere in cui i personaggi si dedicano agli svaghi cortesi.

Lucia ZavattiWhatsApp Image 2018-10-08 at 17.43.56.jp

Laureata in Lettere e Beni culturali presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” con una tesi su “Il Maestro delle Tavole Barberini nella Critica Novecentesca” in cui ha analizzato le varie ipotesi proposte da alcuni dei più importanti critici d’arte per l’identificazione dell’autore delle Tavole Barberini, che oggi si trovano una a New York e l’altra a Boston. Attualmente è iscritta alla magistrale in Storia dell’Arte. Da qualche anno collabora all’Istituto Geografico Polare “Silvio Zavatti” di Fermo.

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