Musica

Through The Noise: ‘Dualism’

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April 11, 2019

Le band metal svedesi sono di solito conosciute per i loghi confusionari e illeggibili, le cover degli album raffiguranti boschi isolati, i componenti truccati in modo bizzarro e tanto metal aggressivo. Nel caso dei Through the Noise, sicuramente le nostre aspettative per quanto riguarda la musica non vengono deluse. Quello che mi lascia perplessa è la cover. Assomiglia a quella di una band glam anni ’80 o comunque di una musica soft e leggera. A dispetto di quanto potrebbe farvi credere il font scelto, la musica nella quale vi addentrerete sarà tutt’altro che dolce e tranquilla. Se avessi visto la copertina senza aver ascoltato l’album, non mi sarei mai aspettata quello che ho scoperto durante l’ascolto.

Probabilmente si tratta di uno stereotipo, però solitamente l’impatto visivo ci dà già un’idea di quello che andremo ad ascoltare. Ma forse è stata una scelta mirata e sicuramente altri come me ne rimarranno sorpresi. Gli svedesi Through the Noise hanno optato per un effetto visivo molto sobrio e hanno deciso di comunicare direttamente con la loro musica, che vi spettinerà i capelli.

I Through the Noise nascono in Svezia, a Malmö, dall’idea del cantante Jowl Nyberg, dei chitarristi Victor Adonis e Marcus Skantz, del bassista Martin Lingonblad e del batterista Peter Liwgren. Si sono subito costruiti un nome e una reputazione grazie ai loro concerti in giro per la Svezia e l’Europa.

Nel 2013 rilasciarono ‘Adorn The Silence’, ma il loro album di debutto ‘Fall Of Gaia’ uscì ad Aprile nel 2015. Nel 2016 pubblicarono un singolo contenente i brani ‘The King Of Nothing’ e ‘The Water Of Life’ (per gli amanti dei Metallica questo titolo riecheggia qualcos’altro), mentre nel 2017 realizzarono ‘In Retrospect’; sempre accompagnati dai rispettivi video musicali.

Il titolo ‘Dualism’ è significativo: rispecchia lo scopo della band di unire due generi come il metal e l’hardcore, forse sullo stile degli Killswitch Engage e i Between the Buried and Me. Il risultato è alquanto travolgente e carico di energia, una di quelle band che aprono un festival dalla portata del Download e caricano la folla. Tanto pogo, ma anche parti più melodiche e relativamente tranquille che smorzano momentaneamente l’atmosfera.

L’impressione che ho avuto durante l’ascolto è stata quella di avere tra le mani un buonissimo prodotto, caratterizzato da metal cattivo ma non troppo, dove si nota soprattutto un’unione di band che apprezzo e ascolto. Sicuramente tante “Arch Enemy vibes”, in particolare la canzone ‘War Eternal’, in ’Shattered’ e ‘Digital Playground’.

Emergono alcune influenze degli Slipknot in ‘Psychomachia’, in cui troviamo per la prima e unica volta la presenza di una voce femminile. La batteria è spesso martellante, decisa, il growl è potente come in ‘House of Asterion’. ’Secret Project’ è la più lunga, sul finale sembra di sentire un pezzo dei Being As An Ocean con la voce calda di Joel Quartuccio in un’alternanza di sonorità aggressive e melodiche. Forse ci sono anche altri possibili riferimenti, ai Trivium per la parte strumentale e ai Rage Against the Machine per la voce in Maktbegär. Sul finale si impongono delle sonorità principalmente metalcore in ‘Meaning Through Noise’ e ’Beyond Betrayal’, con stacchi tipici della batteria e riff da moshpit. Insomma, per tutti questi richiami gli amanti delle band sopracitate dovrebbero trovare l’ascolto molto piacevole, così come lo è stato per me.

L’album in questione uscirà il 12 Aprile ed è composto da nove tracce. E’ stato progettato da Ermin Hamadovic, che collabora con Periphery, Devin Townsend Project e Architects, e masterizzato da Thomas ‘Plec’ Johansson presso The Panic Room in Svezia.

Roberta Rustico

Studia Culture e letterature del mondo moderno presso l’Università degli studi di Torino. Grande amante del metal, partecipa spesso ai concerti dei suoi artisti preferiti. I suoi studi universitari le permettono di accrescere le sue conoscenze in ambito letterario e musicale.

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