Narrativa

Il viaggio nella cinematografia

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April 15, 2019

Se pensiamo al tema del viaggio nei film ci vengono in mente i titoli più disparati, da Titanic a l’Era glaciale a Il Signore degli anelli. Ma ci siamo mai soffermati a pensare a cosa ci sia dietro il viaggio?
I film di viaggio sono, ognuno a modo suo, film di formazione. Il personaggio cresce chilometro dopo chilometro, maturando e creando legami con i compagni di viaggio e, se questi non sono presenti, imparando a conoscere se stesso e i propri limiti.
Per spiegare al meglio questa tematica, è necessario prendere una serie di film ad esempio, uno per genere: “Rain man” per il genere drammatico; “Tu la conosci Claudia?” come film comico; “Tutto l’amore del mondo” per la categoria commedia; “L’era glaciale” per i film di animazione; “Il signore degli anelli” per il soprannaturale. Film conosciuti dai più e, anche se a un primo impatto possono sembrarci banali, grazie alla loro fama ci permettono di analizzare a fondo la tematica del viaggio come formazione.

 

 

 

 

 

 

Tappe del viaggio

1) La partenza

Il viaggio non è mai intenzionale, non è un desiderio o un bisogno interiore, ma generalmente il viaggio viene “imposto” dall’esterno. Aldo, Giovanni e Giacomo partono per andare a cercare Claudia; Matteo per scrivere la guida; Manny, Sid e Diego devono andare alla ricerca degli umani; la Compagnia deve scortare Frodo fino al monte Fato; Charlie vuole sfruttare il fratello per prendere l’eredità. Chi parte, quindi, parte perchè deve, non perchè vuole.

 

2) La compagnia

Non esiste film di viaggio senza astio iniziale tra i partecipanti. Perchè i compagni di viaggio non si scelgono, capitano. E non c’è modo di evitarlo: si è costretti a compiere l’intero tragitto in compagnia dipersone con cui non avresti mai pensato di trovarti, persone agli antipodi della tua personalità ma che si  riveleranno fondamentali per la tua maturazione. Chi, per esempio, avrebbe mai pensato che Dory sarebbe stata fondamentale per trovare Nemo?
Altre volte, invece, la compagnia si conosce già da prima: un gruppo di amici che parte per un viaggio che si prospetta unico, ma che invece non ha altro compito se non rivelare le vere personalità dei partecipanti. Chi non ricorda “Tre uomini e una gamba” oppure “Thelma & Louise”?.
Ma anche i film di questa categoria si evolvono allo stesso modo, cambia solo il legame iniziale che unisce i personaggi. Infatti, anche se vi è già un rapporto prima della partenza, questo si rivela superficiale con il passare dei chilometri: sono quindi necessarie tutte le tappe per portare l’amicizia ad un completo sviluppo.
Ognuno, all’interno della compagnia, ha il suo ruolo: chi guida il gruppo, chi ha i nervi saldi, chi al contrario non li ha, chi tiene alto l’umore, chi abbandona ma poi torna… ruoli prestabiliti che ritroviamo nei personaggi più vari: Manny al comando del branco, Anna che sa sempre come salvare la situazione senza perdere la calma, Merry e Pipino come “giullari” della compagnia, Charlie impulsivo e nevrotico, e così via.

3) I primi screzi e i primi legami

Dopo la partenza, durante la quale ognuno sta sulle sue e spera che il viaggio finisca presto, cominciano i primi momenti di attrito: Miniere di Moria o Passo di Caradhras?; Anna e Valentina che decidono di proseguire il viaggio per conto proprio; Ray che si rifiuta di indossare le mutande del fratello…
Ma subito dopo i primi screzi, vediamo come i partecipanti inizino a creare dei legami e a trovare dei ponti tra di loro. Avvenimenti buffi, episodi significativi, momenti di crisi… tutto serve per unire i membri della compagnia, e per far capire loro che forse c’è di più dietro la facciata di ognuno. Matteo e i compagni vengono derubati a Parigi; Manny, Sid e Diego si trovano alleati contro i Dodo; nelle Miniere di Moria tutti devono combattere per proteggere loro stessi e il Portatore dell’Anello; il taxi di Aldo li lascia a piedi nella pianura Toscana; Ray e Charlie si giocano il tutto per tutto al casinò…
E l’avventura riparte, ma questa volta ognuno di loro sa che può contare sugli altri, e sa che è necessario far fronte comune per risolvere la situazione.

 

4) Il momento di stabilità

Il momento di stabilità arriva senza che nessuno lo aspetti, e generalmente il regista lo rivela attraverso una serie di immagini accompagnate da una musica allegra. Tutti sono felici, sorridono, e i problemi passano in secondo posto perchè pian piano ci si rende conto che si sta creando qualcosa, un’amicizia, solida e veritiera.

 

5) La rottura

Ma la serenità non può durare per sempre, e ogni compagnia è destinata a sciogliersi.
Diego viene ferito dalle altre sciabole; Anna torna a Roma; la Compagnia si divide in tre gruppi; Susanna abbandona Ray e Charlie…
Il viaggio per gli altri continua, ma non sarà lo stesso: c’è un vuoto in ognuno di loro, una tristezza causata dalla consapevolezza di aver perso una persona che è diventata importante nel giro di poco tempo.

 

6) Il ritorno a casa

Quando il gruppo torna a casa, si divide. Ognuno torna alla propria quotidianità, alla propria routine. Ma è impossibile riprendere la vita di prima dopo un’esperienza segnante, dopo che quella stessa vita è cambiata nel profondo. Tornati alla normalità, ognuno si renderà conto che la vita che ha condotto fino a quel momento non è quella giusta, che è necessario un cambiamento per trovare la vera felicità.
E nuovamente ci troviamo davanti ad una serie di immagini, questa volta accompagnate da una melodia triste, che ci mostra come la vita, che prima del viaggio appariva a loro così perfetta, in realtà non lo sia.

7) Il punto di svolta

Alla fine del film, ogni personaggio riesce finalmente a capire quale sia la propria vocazione, quale sia il suo posto nel mondo, quali sono le persone di cui circondarsi e quali da respingere, chi amare e chi lasciar andare. Ed è a questo punto che la compagnia si ritrova: il legame che si è creato durante il viaggio, e che sembrava dissolto con il rientro a casa, si rivela invece più forte che mai.
Insieme, ogni membro del gruppo imboccherà la propria strada, con quella maturità che solo il viaggio è stato in grado di dare.

Gli elementi caratteristici del viaggio

Il tema del viaggio non si sviluppa nel raggiungimento della meta prestabilita, ma durante il tragitto che separa la partenza dall’arrivo. Il viaggio quindi non può che svolgersi in un’auto o a piedi, o comunque a bordo di un mezzo che impieghi più giorni per arrivare a destinazione. L’aereo non può essere considerato come un mezzo utile a questo scopo: in poche ore si arriva a destinazione, e tutto rimane invariato. Se il mezzo iniziale è un aereo, ci saranno sicuramente degli intoppi: turbolenze, volo cancellato, volo deviato, e i personaggi si troveranno di fronte a una scelta: continuare il viaggio via terra, oppure rimanere in quel posto finchè l’aereo non sarà in grado di ripartire. In entrambi i casi, la convivenza forzata seguirà lo sviluppo degli eventi portando ad una maturazione dei personaggi.

Gli incontri

Nessuna compagnia porta a termine il proprio viaggio da sola, ma per una maturazione completa è necessario l’incontro con altri personaggi, positivi o negativi che siano.
Dove sarebbero Frodo e Sam senza Smeagol? Come sarebbe andata per Thelma e Louise se non avessero incontrato il bel J.D.? E Dory e Marlin senza il banco di tartarughe, sarebbero sopravvissuti?
Questi personaggi, che ad un primo acchito possono sembrarci marginali, hanno invece una grande importanza, perchè aiutano i protagonisti a mettersi in discussione, li aiutano talvolta ad uscire da una situazione complicata, oppure, se si tratta di nemici, permettono al gruppo di consolidarsi.

Perchè il viaggio

Perchè non sviluppare la maturazione dei personaggi in un luogo solo? Alla fine, lo scopo del film è rivelare come i personaggi abbiano bisogno di una svolta nella loro vita per raggiungere la felicità e la soddisfazione personale, una tematica che può essere sviluppata anche in un solo ambiente come un appartamento o una città. Eppure, il viaggio è fondamentale per lo sviluppo. Durante il viaggio i singoli personaggi sono obbligati a mettersi in discussione, alla prova, di sfruttare abilità che mai avrebbero pensato di avere, e di capire in cosa sono bravi e in cosa no. Gli ostacoli che si frappongono tra la partenza e l’arrivo servono come tappe di maturazione, e tali ostacoli non potrebbero in alcun modo essere presenti in un’abitazione o in una caffetteria.
Inoltre, il viaggio è la metafora più esemplare per il percorso di maturazione: un inizio, uno sviluppo, una meta. Ogni tappa del viaggio è associabile ad una tappa della vita, e ogni ostacolo lungo la strada può rappresentare un ostacolo nella vita reale.
Spesso, la meta non viene nemmeno mostrata, perchè non è l’elemento importante del film. Ciò che inizialmente era il motivo per intraprendere il viaggio viene dimenticato dai personaggi: questi, giunti quasi alla fine, trovano la meta non sulla cartina geografica ma dentro di loro. E il punto di arrivo passa in secondo piano.
Paulo Coelho disse “Non è importante la meta, ma il cammino”, ed è la frase che in questo articolo serve per riassumere quanto detto. Non è la partenza, o la meta, a cambiare il viaggiatore, ma il percorso, con i suoi ostacoli, i suoi imprevisti e i personaggi incontrati lungo la strada.
La cinematografia è ricca di film di viaggio, quelli citati sono solo un campione, ed è importante riconoscere come qualsiasi personaggio necessiti di un viaggio per la propria formazione e maturazione, in qualunque genere di film.

di Michela Bianco

(Savona, 1997), vive a Torino dove studia Scienze della Mediazione Linguistica. Da sempre appassionata di narrativa e scrittura creativa, incuriosita e stimolata alla cultura dall’ambiente in cui è cresciuta, ha partecipato a numerosi concorsi letterari italiani e a corsi di scrittura, e attualmente sta seguendo la pubblicazione del suo primo romanzo. Appassionata di viaggi, scrive recensioni dei luoghi che visita e possibili itinerari turistici. Proprio l’amore per la scoperta di nuovi Paesi l’ha portata a intraprendere studi di tipo linguistico, e dopo il latino e il greco ha deciso di dedicarsi all’inglese, al russo e al tedesco, appassionandosi alle relative tradizioni e culture.

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