Serie tv

17 aprile 2011: l’esordio di Game Of Thrones

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April 16, 2019

Al giorno d’oggi una delle serie TV più conosciute ed apprezzate nel panorama mondiale è sicuramente “Game of Thrones”, serie che trae la sua origine dalla saga di romanzi fantasy scritti da George R.R. Martin, “A song of ice end fire” (attualmente incompiuta).
La serie è composta da 8 stagioni (l’ottava è in corso), distribuite su 73 episodi la cui durata media oscilla intorno ai 60 minuti.

Già nel lontano 2011 i romanzi erano molto popolari, soprattutto tra gli amanti del fantasy. Fu proprio da quell’anno che andò in onda sulla rete televisiva via cavo HBO. Da qui esplose una vera e propria febbre per la serie, un culto di massa si può dire, non solo per la serie in sé, ma anche per il fatto che un programma televisivo come Game of Thrones fu in grado di fare avvicinare tantissime persone anche ai libri. In generale il merchandising di GOT va letteralmente a ruba, con profitti incredibili, per ogni genere di oggetto: dalle action figures, ai poster, al vestiario, fino delle riproduzioni di oggetti come spade e armi varie.

Martin, l’autore dei romanzi aveva ricevuto varie proposte per un adattamento cinematografico della serie, ma aveva sempre rifiutato ogni tipo di offerta, in quanto convinto che un film non potesse contenere tutta la trama dei suoi racconti (potenzialmente infinita), inoltre vi era il fatto che si trattava di un’opera incompiuta. Una svolta si ebbe nel 2006, lo showrunner David Benioff lesse il primo romanzo delle cronache, proponendolo al suo collega ed amico Daniel Brett Weiss.
Entrambi rimasero folgorati da quella lettura, tanto che la leggenda vuole che Weiss abbia letto in sole 36 ore. I due proposero il progetto alla HBO, che accettò, a questo punto mancava solo il via libera da parte dell’autore. Venne quindi organizzato un incontro tra i due produttori e Martin, ancora oggi non si sanno i dettagli precisi di come siano andate le cose, ma pare che i due si siano guadagnati la fiducia dello scrittore rispondendo alla domanda: “Chi è la madre di Jon Snow?”. Da qui la strada fu tutt’altro che in discesa per i due, in quanto adesso iniziava il lavoro vero proprio riguardante la produzione della serie, in più interviste nel corso degli anni Benioff e Weiss hanno rivelato che riscontrarono da subito molte difficoltà di vario genere: l’adattare una una serie un universo vastissimo come quello del Trono di Spade; il non sapersi regolare sull’effettiva durata degli episodi; persino la scrittura dei copioni incontrò molte difficoltà. La stessa sceneggiatura e la scrittura di alcuni episodi videro il coinvolgimento di Martin stesso fino alla quinta stagione.

Nel 2008 venne commissionato l’episodio pilota e dopo un riscontro positivo, nel 2009 si diede al via ai cast. Una piccola curiosità a questo punto riguarda il fatto che Peter Dinklage e Sean Bean furono gli unici attori che non vennero selezionati durante i cast, infatti i produttori da subito ebbero in mente di coinvolgere nel progetto questi due attori. Nel luglio del 2010 terminarono le riprese della prima stagione e la serie andò in onda nell’aprile successivo. Da qui la popolarità della serie esplose, grazie ad un mix di diversi fattori, come l’ottimo lavoro di marketing della HBO. I nomi coinvolti furono di primo livello, si parla di attori come Lena Headey, Natalie Dormer, Sophie Turner, Diana Rigg, Charles Dance, per citarne alcuni. Il lavoro svolto è sicuramente di un livello altissimo da parte degli attori, tanto da far diventare il loro volto iconico, ovvero, nessuno oggi pensando Jon Snow, se lo immaginerebbe con fattezze diverse da quelle di Kit Harington.

La serie non è stata e non è esente da critiche, sicuramente ha i suoi difetti, come qualsiasi altro prodotto, specialmente se tratto da materiale come romanzi, infinitamente più ricchi di dettagli e completi nella narrazione della storia. È innegabile però riconoscere alla serie i suoi meriti, i quali sono certificati nei prei e nei riconoscimenti che ha ricevuto durante il corso degli anni, in tutti i settori: dal premio come attore non protagonista, alla miglior serie televisiva drammatica. (non si possono citare tutti).

Secondo le stime della HBO stessa nel 2017, all’uscita della prima puntata della settima stagione la serie venne seguita da circa 30 milioni di spettatori solo negli Stati Uniti, poco più della metà dei quali la guardarono in diretta, cifra che accrebbe enormemente nei giorni successivi, fino a raddoppiare i 30 milioni. Attualmente la serie va in onda in 186 paesi diversi, molti dei quali scelgono di mandare in onda in contemporanea gli episodi con gli USA per evitare la pirateria.
Analizzando i dati relativi alla sesta stagione e confrontandoli con quelli della settima, la HBO ha inoltre rivelato un aumento degli ascolti del 61% in Italia, 0% in Russia, al 31% in Inghilterra e addirittura al 210% in Germania. L’Asia viaggia all’interno della forbice rappresentata da Taiwan (24% in più) e Singapore (50%), mentre l'America Latina nel suo complesso fa segnare un incremento del 29%.

Il 14 aprile è andato in onda il primo episodio dell’ottava serie, quella conclusiva (almeno per la serie televisiva), quella che chiuderà i conti tra le casate di Westeros, quella che darà vita alla battaglia finale tra i vivi ed i morti, quella che chiuderà il ciclo iniziato il 17 aprile del 2011.

Gli Stark lo hanno sempre saputo, l’inverno è arrivato.

di Nicolò Zanardi

Laureato triennale in Storia presso l’Università degli studi di Genova, con una tesi dal titolo: “Francis Drake, la sfida inglese all’Impero spagnolo”, nella quale oltre alle imprese del noto pirata elisabettiano, ci si sofferma sul ruolo che la pirateria inglese ha avuto nella società, nell’economia e nella politica d’Oltremanica e di come abbia dato il suo contributo alla nascita dell’Impero Britannico. Cercando di andare oltre quell’alone di romanticismo di cui è intriso l’argomento sia per luoghi comuni che per l’effetto della recente cinematografia e letteratura.

 

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