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“Winterfell”, davvero un buon inizio?

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April 22, 2019

Vorrei partire con una premessa, non mi reputo un esperto. Quello che esprimerò potrà essere in disaccordo con la maggioranza o la totalità, le seguenti saranno mie opinioni personali.

L’abbiamo aspettata per quasi due anni e veramente la prima puntata dell’ottava stagione ha ripagato questa lunga attesa? Vorrei cominciare con il piede giusto, ma personalmente ritengo abbastanza scarno il contenuto della puntata, è vero che si tratta soltanto della prima e che normalmente questa ha il compito di mostrare al pubblico l’ordine dei vari tasselli nella storia, il compito di disporre la scacchiera per la partita, ma essendoci ancora soltanto cinque puntate, ritengo insufficiente quanto mostrato, per il semplice fatto che erano cose che si potevano capire facilmente dai vari trailer e teaser che ci hanno mostrato; senza contare che di solito nelle prime puntate delle scorse stagioni già un qualcosa accadeva, vedi Jaime che butta Bran dalla torre. A parte questo ho apprezzato come hanno gestito certe situazioni e certe scene come le varie reunion tra i personaggi.

L’intera puntata è un’immensa citazione alla prima puntata in assoluto della serie “Winter is coming”, a sostegno della tesi abbiamo vari parallelismi tra le due: con l’arrivo di “re” e regina a città dell’inverno con tutto il loro seguito, mentre possiamo assistere ad un ragazzino che si arrampica su un albero per vedere dall’alto l’intero corteo (altra citazione, questa volta a Bran), così come quando Arya nota un altro ragazzino che corre tra la folla e sorride (probabilmente perché si rivede in quel ragazzino). Di diverso con la prima puntata dello show vi è il fatto che la popolazione del nord non sembra entusiasta per l’arrivo di Daenerys, anzi, la questione viene sottolineata da Jon Snow stesso che esplicitamente dice alla Targaryen che i nordici non vedono di buon occhio gli stranieri (tanto più se questi sono Targaryen).

Tra le varie reunion della puntata, la prima spetta a Jon e Bran, con il fratellastro più grande che abbraccia il più piccolo quasi commosso e dice di trovarlo talmente cresciuto che adesso Bran stesso è diventato un uomo; per contro questi sottolinea ancora una volta (come aveva fatto nella seconda stagione) di non essere più Brandon Stark, ma il “Corvo con tre occhi”. Abbiamo poi la presentazione, da parte di Jon tra Sansa e Daenerys, con quest’ultima che si sforza di essere il più formale possibile rivolgendo dei complimenti di rito alla lady di Grande Inverno, mentre questa, abbandonando completamente le buone maniere di rito, passa subito al nocciolo della questione, dichiarando alla regina che Grande Inverno stessa appartiene a lei. Il tutto viene poi interrotto dallo stesso Brandon, il quale sottolinea il fatto (giustamente) che attualmente hanno problemi più grandi, ovvero che la Barriera è caduta e che il Re della Notte è in possesso di quello che era un suo drago, la notizia viene recepita da Daenerys, la quale reagisce come se le fosse morto un parente di diciottesimo grado. La scena seguente vede la grande riunione nella sala grande della fortezza, dove si discute delle questioni imminenti: Sansa interpella il giovane lord Umber, lord di “Ultimo Focolare”, rivelando che la sua gente in realtà non sia ancora arrivata a Grande Inverno, quando in realtà la cosa avrebbe già dovuta essere attuata nella stagione scorsa, visto che la citta degli Umber si trova a pochi passi dalla Barriera e visto che gli Stark erano a conoscenza del fatto che questa fosse caduta, l’evacuazione (anche spontanea) ne sarebbe stata la conseguenza più logica. Un piccolo siparietto del giovane Umber, Sansa, Jon e Lyanna ci fa capire lo stato d’animo dei lord del nord (e della Valle), ovvero al momento Jon Snow non è visto di buon occhio dagli stessi uomini che lo hanno acclamato “Re del Nord” in quanto ha avuto la mal sana idea di allearsi con Daenerys Targaryen, portando dalla loro parte non solo un grandissimo esercito composto da “immacolati” e “dotraki”, ma anche due draghi adulti. Quindi non vedo per quale ragione vi debba essere dissenso tra le file nordiche, ricordando che un probabile rifiuto di inginocchiarsi da parte di Jon avrebbe portato al completo massacro del Nord. Ma tutto viene visto e percepito diversamente dai nordici. Interviene Tyrion nella discussione, il quale probabilmente si è dimenticato degli epici discorsi che riusciva a tenere nelle stagioni passate, ricordando che in questo momento la priorità deve essere l’unione e alludendo al fatto che anche l’armata dei Lannister è il viaggio per unirsi all’esercito del Nord. La mossa non si rivela particolarmente ben accolta, vista la reazione di dissenso tra i lord presenti. Sansa lo interrompe dicendo che non hanno provviste sufficienti visto l’arrivo dell’armata Targaryen, ma soprattutto per sfamare due draghi adulti, chiedendo sarcasticamente all’ex marito di che cosa si nutrono i draghi; anche Daenerys decide di intervenire diplomaticamente nella discussione, minacciando velatamente e facendo la sbruffona con la lady di Grande Inverno, forse non ricordando di quanto bassa sia già la sua popolarità ed il grande astio nei suoi confronti al Nord. Si passa poi alla scena successiva con l’incontro tra i due ex coniugi (gestita veramente bene), Sansa e Tyrion, i quali inizialmente sembrano scherzare sul “Purple Wedding” e sulle sue conseguenze, la discussione però percorre binari più seri quando la lady chiede al primo cavaliere della regina se sia davvero convinto che Cersei abbia veramente intenzione di mandare i suoi uomini al Nord, la risposta di Tyrion purtroppo giustifica la successiva reazione di Sansa, la quale afferma che una volta credeva che lui fosse l’uomo più intelligente del mondo. Anche il successivo incontro è stato fatto nel migliore dei modi a mio parere, quello tra Arya e Jon.

Nella scena successiva assistiamo all’attuale regina dei sette regni che vede da lontano l’arrivo della flotta di Euron Greyjoy con la “Compagnia Dorata”, nel mentre arriva Qyburn che avvisa Cersei del crollo della barriera ad opera degli Estranei e la reazione della regina fa intendere che Cersei non ha preso sul serio la minaccia che Estranei e l’esercito di non-morti rappresenta. Si passa poi nella sala del trono, dove la regina apprende che il numero dei mercenari a sua disposizione di aggira sulle 20.000 unità, senza però gli elefanti di cui nella passata stagione si era fatta menzione. Lo scambio di battute successivo, tra la regina Lannister e Euron, “costringe” Cersei a concedersi al lord delle “Isole di Ferro”, alla luce del fatto che questi si sia rivelato essere un alleato molto più che fedele alla corona, non prima però di sembrare in disaccordo, questione altamente pertinente visto l’effetto carota-bastone tra i due. Non è però chiaro se alla regina interessi davvero Euron oppure abbia solo paura di perderlo come alleato. Successivamente si vede Bronn in compagnia di tre ragazze (una delle quali allude al cameo di Ed Sheeran nella scorsa stagione), interrotto dall’arrivo di Qyburn, il quale consegna al mercenario una balestra (la stessa probabilmente che usò Tyrion per uccidere suo padre nella quarta stagione), dicendo che la regina vuole che lui uccida i suoi fratelli, mostrando la perdita di qualsiasi umanità da parte di Cersei. Si passa poi all’azione con Theon Greyjoy, che dopo essersi infiltrato sulla “Silenzio”, la nave di Euron, riesce a liberare la sorella (prigioniera della scorsa stagione), il tutto avviene in fretta, probabilmente perché la questione andava risolta velocemente, in quanto con solo cinque episodi rimasti la cosa andava risolta. Effettivamente il tutto funziona con la successiva testata ai danni di Theon, ma poi la stessa Yara che tende la mano al fratello, lo scambio di battute tra i due fanno intendere che il percorso di redenzione del giovane Greyjoy non è ancora terminato, infatti, mentre la sorella si recherà nelle isole di ferro in assenza di Euron per riconquistarle, Theon andrà a Grande Inverno per unirsi agli Stark. Discorso che effettivamente funziona, anche tenendo conto del dialogo che Jon e Theon avevano avuto nella passata stagione, dove il Re del Nord esplicitava la dicotomia di Theon: allo stesso tempo Greyjoy e Stark. Intanto a Grande Inverno il trio degli ormai personaggi di secondo piano formato da Tyrion, Davos Seaworth e Varys (personaggi chiave nelle prime stagioni) affrontano il problema della fiducia da parte dei nordici nei riguardi di Daenerys; la questione principale è legata al matrimonio tra l’ormai ex re del Nord e la ragazza Targaryen, facendoci capire che ormai la loro intelligenza e astuzia li abbia abbandonati stagioni fa, infatti il matrimonio sarebbe stata la logica conseguenza tra l’alleanza venutasi a creare tra le casate Stark e Targaryen alla fine della stagione scorsa, quindi in teoria l’argomento andava affrontato molto prima di quanto non sia stato fatto, ovvero prima di arrivare al Nord. L’atmosfera viene interrotta da Varys, che come l’uccello del malaugurio ricorda ai due compagni che nulla dura per sempre (alludendo forse a ciò che succederà tra Jon e Daenerys quando si scoprirà che il ragazzo è il vero erede al Trono di Spade). Nel frattempo i due innamorati si trovano nel cortile di Grande Inverno ed anzi che scambiarsi tenere battute da innamorati, la Madre dei draghi, fa capire ancora una volta che il buon senso non fa parte del suo personaggio, nello specifico viene affrontata la questione che lei non piace proprio alla sorella e che quindi, Sansa, dovrà cambiare opinione nei suoi confronti altrimenti… (a fronte di questo comportamento e delle continue minacce non sorprende che gli abitanti del nord non vedano così bene Daeny). Si arriva così al momento più controverso della puntata: Jon Snow cavalca il drago che porta il nome del suo vero padre. Tralasciando il fatto che la scena manca di epicità ed un pizzico di logica, infatti a Daeny viene detto che i draghi non mangiano abbastanza, così i due innamorati si recano al loro cospetto, arrivati qui, Rhaegal (il drago più piccolo), invita Jon a farsi cavalcare.

Giustamente il ragazzo mostra le sue perplessità alla Madre dei draghi, ricordandole che non saprebbe come cavalcarlo. La risposta che riceve dalla Targaryen è che in realtà nessuno sa come si fa. La coppia quindi decide di fare un’allegra scampagnata a dorso di drago (ognuno sul suo) tra le lande del Nord, non curandosi del potenziale pericolo che il Re della Notte a dorso di drago (non-morto) rappresenta. D’altronde si sa, “l’appetito vien volando”. Logicità e pathos a parte l’apparato grafico della scena risulta molto lodevole. Jon e Daenerys arrivano nei pressi di una cascata, scendono dai rispettivi draghi e si abbracciano, qui la ragazza dice a Jon che sarebbe bello se potessero rimanere qui per sempre lontano da tutti; citazione a Ygritte, il primo amore di Jon, protagonista della stessa frase nella terza stagione. veramente carino il fatto che Drogon, il drago di Daenerys non smetta di fissare Jon durante la scena, mettendo il ragazzo in evidente disagio, dettaglio che rende la scena molto realistica. La scena potrebbe essere un Easter egg? Daenerys potrebbe fare la stessa fine di Ygritte, che arrivò a rimpiangere di non essere rimasta nella caverna con il suo Jon Snow? Altra reunion attesa dai fan, quella tra Arya-Sandor Clegane (il Mastino) e Arya-Gendry: il mastino si dimostra inizialmente molto freddo e pungente nei confronti della giovane Stark, ma dopo un veloce botta e risposta tra i due ci si accorge che il Mastino sia in realtà contento di rivederla e fiero di come lei sia diventata; l’incontro tra Arya e Gendry invece è molto più formale, i personaggi stanno al loro posto, ma tra le righe si capisce che vi è una latente attrazione tra i due. Arya consegna al giovane fabbro il progetto per la realizzazione di un’arma (con probabilmente parti di “vetro di drago”, visto che vine dimostrato subito prima che tra le capacità di Gendry vi sia la lavorazione di questo materiale a scopo bellico, infatti consegna lui stesso un’ascia in ossidiana al Mastino). Successivamente viene mostrato il confronto tra Jon e Sansa, dove questa informa il fratellastro che lord Glover ha deciso ancora una volta di tradire la causa degli Stark, ai quali aveva prestato lealtà (nello specifico nella decima puntata della sesta stagione lo stesso lord aveva giurato fedeltà allo stesso Jon Snow, prendendo parte al coro di voci che lo acclamava Re del Nord), quindi compiere alto tradimento. Qui Jon da dimostrazione di essere uno dei pochi con un po’ di buon senso: quando Sansa gli va contro per aver portato al Nord la regina Targaryen, Jon spiega che hanno bisogno di lei (della sua armata e dei suoi draghi) per sopravvivere alla battaglia contro il Re della Notte. Per tutta risposta Sansa chiede se non abbia rinunciato alla corona del Nord per amore piuttosto che per salvare il Nord. La scena successiva mostra Samuell Tarly indaffarato, interrotto dall’arrivo di Daenerys e Jorah Mormont, il quale ha probabilmente condotto la regina dal Guardiano della Notte probabilmente per ringraziarlo di aver curato Jorah stesso dal “morbo grigio” nella scorsa stagione. il dialogo prosegue normalmente quando a Sam dice di essere un Tarly, qui la Targaryen chiede se per caso non sia figlio di Randyll Tarly e alla conferma da parte di Sam, la misericordiosa, quanto furba e strategica figlia del Re Folle comunica che nella scorsa stagione ha avuto la brillante idea di bruciare vivi Padre Tarly e figlio (fratello minore di Sam), rei di non essersi inginocchiati di fronte alle minacce della Madre dei draghi. Ottima la recitazione da parte di John Bradley, che alla notizia della morte del fratello inizialmente non riesce a contenere la disperazione mantenendo al contempo ritegno di fronte alla regina, congedandosi dal dialogo con Daenerys con un “grazie” in grado di fare accapponare la pelle al più insensibile degli extraterrestri. Uscito dalla porta, Sam, si trova nel cortile di Grande Inverno, dove ad attenderlo vi è Brandon, qui il “nuovo” Corvo con tre occhi incarica Samuell di rivelare a Jon la sua vera identità di Targaryen. La cosa ha perfettamente senso visto che ormai Bran non è più Bran (ma il Corvo con tre occhi) e al tempo stesso Samuell rappresenta la figura fraterna di Jon più di quanto non lo sia Brandon. Subito dopo troviamo Jon nelle cripte di Grande Inverno a contemplare la statua di suo padre, quando viene interrotto goffamente da Sam, i due ex confratelli dei Guardiani della Notte si abbracciano, felici di essersi ritrovati. Samuel rivela a Jon che suo padre e suo fratello sono morti giustiziati da Daenerys, in questo momento il giovane Tarly è visivamente furioso e cerca in qualche modo un “aiuto” da parte di Jon, il quale per tutta risposta si mostra dolente per la perdita dell’amico, ma comunque cerca di difendere in qualche modo la Targaryen, perché comunque sia non vorrebbe che si venisse a creare un conflitto anche tra Daeny e lo stesso Tarly. Sam chiede a Jon se lui avrebbe fatto la stessa cosa, il quale risponde con l’argomentazione che anche lui ha giustiziato delle persone quando era alla Barriera. Qui Samuell mostra la più grande differenza che vi è tra Jon e Daenerys, dice infatti all’amico che lui è in grado di provare pietà a differenza della regina. Jon cerca di tirarsi fuori dal discorso ricordando all’amico che questa cosa non lo riguarda perché lui non è più re, per tutta risposta Samuel rivela che in realtà lui re lo è sempre stato, perché figlio di Rhaegar Targaryen e Lyanna Stark, quindi re dei Sette Regni per diritto di nascita. A questo punto Jon è visibilmente scosso per la notizia e infatti inizialmente rifiuta di crederci, ma quando Sam dice a Jon che Ned non avrebbe voluto mentire al ragazzo ma solo proteggerlo, Jon capisce tutto, ma comunque cerca di passare la patata bollente dicendo che queste cose non hanno più importanza, perché ormai è Daenerys la regina. Sam replica dicendo che non dovrebbe essere così, ricordando che il Re del Nord ha rinunciato alla corona per salvare il suo popolo, chiedendo se Daenerys avrebbe rinunciato mai alla sua di corona? Il dialogo è perfetto breve coinciso e tocca le giuste corde: viene rivelata a Jon la sua vera identità e viene sottolineato che Jon stesso sarebbe un re migliore di quanto Daeny non potrà mai essere. La successiva scena mostra la brutta fine che ha fatto giovanissimo lord Umber una volta arrivato alla sua fortezza, infatti, gli estranei hanno fatto piazza pulita di Ultimo Focolare e della sua gente, lasciando il lord inchiodato al muro, circondato dal loro macabro segno realizzato con parti ci copro umano. La scena viene mostrata tramite gli occhi di Tormund e Beric Dondarrion, i quali dopo essere sopravvissuti al crollo della barriera esplorano la fortezza degli Umber alla ricerca di sopravvissuti, ma trovandovi i pochi Guardiani della Notte rimasti, capeggiati da Edd l’Addolorato. Il gruppo viene attaccato dal giovane Ned Umber trasformato in un non-morto, il quale però viene liquidato velocemente grazie alla spada infuocata del lord della Folgore. La puntata si conclude con Jaime Lannister che arriva a Grande Inverno, dove ad attenderlo per tutto questo tempo vi è stato Brandon, il quale sembra quasi sorridere al lord dell’Occidente, mentre questi riconosce il volto del bambino che lui stesso aveva spinto dalla cima della torre nella prima stagione.

La puntata risulta essere completa ed esaustiva per il posizionamento della scacchiera ma ancora una volta rimarco l’insufficienza della stessa a causa anche della troppa lentezza. Sarebbe stata un’ottima prima puntata se non fosse per il fatto che non è successo nulla a livello di trama e che adesso rimangono solo cinque episodi per la conclusione della stagione. la puntata non può essere esente da critiche per quel che riguarda non la direzione e lo svolgimento ma per quanto riguarda la storia e la logica. Ovviamente vi sono parti che risultano ottime come quella riservata a Samuell e del suo confronto con Daenerys prima e Jon poi, ma comunque risulta molto consona come primo episodio. Non ci resta che aspettare il secondo atto di questa ultima stagione.

 

di Nicolò Zanardi

Laureato triennale in Storia presso l’Università degli studi di Genova, con una tesi dal titolo: “Francis Drake, la sfida inglese all’Impero spagnolo”, nella quale oltre alle imprese del noto pirata elisabettiano, ci si sofferma sul ruolo che la pirateria inglese ha avuto nella società, nell’economia e nella politica d’Oltremanica e di come abbia dato il suo contributo alla nascita dell’Impero Britannico. Cercando di andare oltre quell’alone di romanticismo di cui è intriso l’argomento sia per luoghi comuni che per l’effetto della recente cinematografia e letteratura.

 

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