Curiosità

L’adorazione dell’agnello mistico nel polittico della cattedrale di San Bavone a Gand- Jan Van Eyck

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April 26, 2019

Figura 1 Hubert e Jan van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, esterno, 1424-1432, Gand, San Bavone.

Jan van Eyck è considerato il maestro dei “primitivi” fiamminghi, termine coniato dallo studioso tedesco Max Friendlander, che indica gli artisti quattrocenteschi, tra cui Jan van Eyck, che diedero vita ad un nuovo modo di dipingere, fatto di aderenza al vero e grande attenzione per i particolari.

Di Jan non conosciamo il luogo di nascita anche se, verosimilmente, era originario di Maastricht o del vicino villaggio di Maaseyck, da cui potrebbe derivare il suo cognome; la data di nascita potrebbe essere collocata attorno al 1390-1395, infatti già nel 1422 viene definito “maestro” e ha almeno un aiutante al proprio servizio.
Della sua formazione, invece, non abbiamo notizie. La prima comparsa ufficiale di van Eyck si può trovare nel libro dei conti di Giovanni di Baviera-Olanda e risale al 1422 e il 1424, dove è qualificato come valet de chambre, ovvero pittore di corte. Dopo la morte di Giovanni, avvenuta nel 1425, Jan entra al servizio di Filippo il Buono, duca di Borgogna.

Tra i suoi capolavori c’è la pala d’altare della cattedrale di Gand, meglio conosciuta come Polittico  dell’Agnello Mistico della Cattedrale di San Bavone. A sportelli chiusi, partendo dall’alto, troviamo le Sibille Cumana ed Eritrea, poi Michea e Zaccaria ai lati, l’Annunciazione nella fascia centrale, mentre al livello ancora inferiore possiamo vedere, al centro, due statue realizzate in trompe-l’oeil, una tecnica pittorica che suscita l’illusione della tridimensionalità, affiancate da un uomo e una donna: sono i committenti Joos Vyd e sua moglie (figura 1).

La decorazione esterna risulta apparentemente disorganica, sensazione che ritorna per la fascia superiore della parte interna, in cui variano anche le proporzioni dei personaggi. Sulla cornice interna inferiore c’è una quartina rimata che ci informa che l’opera fu iniziata da Hubert van Eyck “di cui non esiste il migliore” e che Jan “secondo in arte”, lo portò a termine nel 1432. Nonostante alcuni documenti confermino l’esistenza di un pittore di nome Hubert,

Figura 2 Hubert e Jan van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, interno, 1424-1432, Gand, San Bavone.

morto nel 1426, che doveva essere il fratello maggiore di Jan, non abbiamo opere conservate.
Nel registro superiore troviamo le figure di Dio Padre, della Vergine e di san Giovanni Battista, affiancate da due pannelli con angeli musicanti; ai lati estremi vediamo le raffigurazioni di Adamo ed Eva, in cui corpi nudi emergono dallo sfondo scuro delle nicchie in cui sono sistemati.
In basso c’è l’Adorazione dell’Agnello Mistico, ai lati della quale troviamo l’insieme della cristianità: cortei di apostoli, profeti, vergini, eremiti, santi cavalieri, che accorrono per rendere omaggio all’Agnello che simboleggia il sacrificio di Cristo per salvare l’umanità (figura 2).

 

L’Agnello rappresenta l’innocenza sacrificata di Gesù: è in piedi sull’altare, sgozzato ma comunque vivo, e il suo sangue viene raccolto in una coppa che dà vita alla leggenda del santo Graal; alcuni angeli spargono incenso, mentre altri portano gli strumenti della Passione. In alto vediamo la colomba dello Spirito Santo che diffonde i propri raggi in asse con l’altare, creando così un’equivalenza tra il sangue di Cristo e l’acqua del battesimo. Gruppi di persone corrono ad adorare l’Agnello Mistico: i profeti con i libri in mano si inginocchiano di fronte all’altare, dietro di loro i rappresentanti della Chiesa e la folla di ebrei e pagani, tra cui una figura vestita di bianco e coronata di alloro, solitamente identificata con Virgilio. La scena inserita all’interno di un paesaggio che si apre all’infinito e  rappresenta il Paradiso. Nella foschia sullo sfondo, si intravedono colline e montagne ma anche panorami di città

Figura 3 Hubert e Jan van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, Adorazione, particolare 1424-1432, Gand, San Bavone.

reali, infatti nella torre dietro l’altare è stato riconosciuto il campanile di Utrecht.
Il polittico presenta la firma dell’artista, segnando così una svolta molto importante: infatti fino a quel momento, le opere non venivano firmate ed erano considerate solo una mera produzione priva di creazione intellettuale. Ma a partire da questa opera, Jan van Eyck firmerà tutte le sue opere, sempre con la tecnica del trompe-l’oeil.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’opera fu nascosta in Francia ma durante l’occupazione del paese, i tedeschi la trafugarono trasferendola nel castello di Neuschwanstein. Gli americani la ritrovarono nel sito delle miniere di Altaussee nel 1945 e la rispedirono immediatamente a Gand, dove rimase esposta per soli cinque anni, prima di essere sottoposta ad un restauro che restituì l’opera alla Cattedrale solo nel 1986.

Lucia ZavattiWhatsApp Image 2018-10-08 at 17.43.56.jp

Laureata in Lettere e Beni culturali presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” con una tesi su “Il Maestro delle Tavole Barberini nella Critica Novecentesca” in cui ha analizzato le varie ipotesi proposte da alcuni dei più importanti critici d’arte per l’identificazione dell’autore delle Tavole Barberini, che oggi si trovano una a New York e l’altra a Boston. Attualmente è iscritta alla magistrale in Storia dell’Arte. Da qualche anno collabora all’Istituto Geografico Polare “Silvio Zavatti” di Fermo.

 

Elenco foto

[1] Hubert e Jan van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, esterno,
1424-1432, Gand, San Bavone.

[2]  Hubert e Jan van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, interno,
1424-1432, Gand, San Bavone.

[3] Hubert e Jan van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico, Adorazione, particolare,
1424-1432, Gand, San Bavone.

Bibliografia:

-Jan van Eyck, Rizzoli, Skira, Milano, 2011

Sitografia:

-www.finestresullarte.it

 

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