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06 maggio 1952: la morte di Maria Montessori

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May 1, 2019

Maria Montessori è stata una delle prime rivoluzionarie nel mondo dell’educazione e dell’infanzia. Nasce a Chiaravalle nel 1870 e diventa famosa per quello che ancora oggi porta il suo nome: il metodo Montessori, adottato da scuole elementari, medie e superiori e che ha ridefinito lo sviluppo del bambino e il ruolo degli adulti in esso.
Maria Montessori è stata una delle prime donne a laurearsi in Medicina e non senza difficoltà: il mondo medico era dominato da uomini che non erano di certo benevoli nei confronti di una donna tra loro. Fu difficile per Montessori creare uno spazio per le proprie idee. Inoltre, nell’ambiente familiare, si trovava fortemente in disaccordo con il padre che aveva immaginato per lei la carriera da insegnante o da casalinga. Nonostante ciò, Montessori diventa una neuropsichiatra infantile e si reca nei quartieri più malfamati e poveri di Roma per dedicarsi totalmente ai bambini in difficoltà che vivevano situazioni di disagio e di povertà, concentrandosi specialmente sull’ambiente e sul contesto in cui i bambini vivevano, sia dal punto di vista batteriologico sia da quello educativo. Nei primissimi anni del Novecento lavora nel manicomio di S. Maria della Pietà dove ci sono bambini con problemi comportamentali, abbandonati, troppo esuberanti o, al contrario, troppo riservati. In questo modo diventa consapevole non solo delle condizioni in cui i bambini erano costretti a vivere, ma anche del metodo di insegnamento inadeguato e carente sotto certi punti di vista.
Dopo anni di esperimenti, la Montessori arriva a un buon metodo di istruzione per i bambini con difficoltà: la soggettività e l’individualità sono temi fondamentali del suo sistema. Infatti evidenzia che i bambini hanno fasi di crescita differenti. Perciò l’insegnamento deve andare incontro al bambino e non viceversa: i percorsi di studio devono essere adeguati alle possibilità, alle capacità del bambino in base al momento dello sviluppo in cui il piccolo si trova.
La rivoluzione del processo di insegnamento si attua anche con gli strumenti utilizzati dalla Montessori che diventano più concreti: la memoria è applicata a un esercizio pratico e non è più legata semplicemente a leggere e ripetere.
Nel 1907 apre la Casa dei Bambini, un luogo che permetteva di togliere i bambini dalle strade di Roma.
Il primo periodo di sviluppo sottolineato dalla Montessori va dai 3 ai 6 anni ed è definito come un momento “di perfezionamento costruttivo” perché il bambino impara a essere consapevole delle proprie azioni.
La Casa dei Bambini è un luogo dove il bambino è libero di pensare, di agire e di essere spontaneo, di vivere pienamente il suo sviluppo facendo errori e trovando, autonomamente, soluzioni.
L’adulto non deve frapporsi tra il bambino e le attività che esso sta compiendo, ciò permette al bambino di imparare ad autocorreggersi. Anche l’ambiente influisce nello sviluppo, infatti viene arricchito da oggetti di vita pratica, tavoli e sedie da spostare facilmente, ripiani bassi: questi oggetti permettono al bambino di sperimentare la creatività, di spostare sedie e tavoli come preferisce e di raggiungere gli oggetti di cui ha bisogno in modo semplice. Ricostruendo un contesto domestico e familiare al bambino esso impara esercizi di vita pratica, abitudini e regole, come appendere la giacca o lavarsi le mani, e si responsabilizza.
Il secondo periodo comprende le età tra i 7 e i 12 anni in cui si passa allo studio di materie più scolastiche come la storia, la chimica, l’astronomia per solleticare la curiosità e l’apprendimento. Dai 12 ai 18 anni si entra nell’adolescenza: il ragazzo diventa a tutti gli effetti un membro della società, in grado di agire e di avere una vita sociale in cui relazionarsi, in cui sperimentare. In questo periodo i temi evidenziati sono l’autonomia del giovane, l’alimentazione e il sapersi esprimere e relazionare.
Nel 1916 partecipa a un congresso negli Stati Uniti dove viene definita la donna più interessante d’Europa.

Con l’arrivo del fascismo, Maria Montessori viene messa in difficoltà. Infatti nonostante il metodo Montessori fosse ormai diffuso sia in Italia che in Europa, l’ideologia di Montessori non era compatibile con quella fascista. Perciò, nel 1934 tutte le scuole che usavano il metodo Montessori vennero chiuse in Italia, in Germania e in Austria e Maria Montessori è costretta a lasciare l’Italia. Tornerà solo nel 1947 e nel 1950, dopo l’impegno e le innovazioni portate dal suo sistema, viene candidata al Premio Nobel per la Pace.
Maria Montessori muore nel 1952, all’età di 82 anni, dopo aver lasciato un’importante traccia nella storia della pedagogia e della psicologia e aver cambiato il modo di approcciarsi a un bambino, lasciandolo libero di essere tale.

Sitografia

https://www.metodomontessori.it/maria-montessori-biografia

http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/maria-montessori/

https://www.metodomontessori.it

https://montessori-ami.org/resource-library/facts/biography-dr-maria-montessori

https://45conversations.com/maria-montessori-method/

di Alessandra Sansò

laureata Triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l’Università degli Studi di Genova con una tesi dal titolo “Perizia psichiatrica e pericolosità sociale”. Attualmente è iscritta al Corso di Laurea Magistrale in Psicologia Clinica e di Comunità presso lo stesso Ateneo.

 

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