Narrativa

Recensione: La ragazza del treno

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May 3, 2019

(All’interno della recensione è possibile trovare degli spoiler)

Pubblicato nel 2015 da Paula Hawkins, La ragazza del treno è diventato un best seller nel giro di poco tempo, scalando posizioni nelle classifiche e diventando uno dei thriller più amati degli ultimi anni. Nel 2016 vi è stato anche tratto un film.

In realtà, La ragazza del treno è un romanzo drammatico-psicologico, con una vena thriller che all’apparenza sembra tirare le redini della storia, ma che in realtà le fa solo da sfondo.

La scomparsa di Megan dalla tranquilla cittadina di Witney (vicino a Londra) è ciò che da azione alla vicenda, dando una scossa alla vita di Rachel, alcolizzata, depressa e senza un apparente scopo nella vita. Il suo obiettivo, da quel momento, diventa uno solo: scoprire chi c’è dietro la scomparsa di Megan, la bella ragazza bionda che vede tutti i giorni dal finestrino del treno, mentre finge di andare al lavoro. Megan, insieme al marito Scott, conduce la vita perfetta che Rachel avrebbe voluto con Tom, ex marito di cui Rachel è ancora innamorata, nonostante lui si sia risposato e abbia una figlia con un’altra donna. Nascita che non ha fatto altro che aumentare il senso di depressione di Rachel: la donna, infatti, non può avere figli.

 

La storia ci viene narrata da tre punti di vista differenti: Megan, che racconta della sua vita prima della sua scomparsa; Rachel, che cerca in tutti i modi di scoprire la verità; e Anna, la nuova moglie di Tom, che odia Rachel e vorrebbe che sparisse dalla sua vita coniugale.

Tuttavia, di thriller c’è ben poco.

Il romanzo rivela i sentimenti delle tre donne, legate in qualche modo senza mai aver avuto legami, e la narrazione procede rapida e senza intoppi pur non avendo quasi mai dialoghi o episodi significativi da raccontare. Vediamo Rachel prendere il treno tutti i giorni, bere e pensare a Tom, ripromettendosi di non farlo più; vediamo Megan, che cerca di nascondere i fantasmi del suo passato commettendo un errore dietro l’altro; e infine Anna, il cui punto di vista risulta superfluo quasi per tutta la storia, che si prende cura della figlioletta e al contempo spera che Rachel smetta di comparire nella vita sua e di Tom. La svolta arriva verso la fine del libro: i dialoghi si fanno più frequenti, il personaggio di Anna si fa più definito e i binari della storia iniziano a definirsi, portando a galla una verità che nessuno avrebbe mai potuto immaginare. Infatti, chi avrebbe mai potuto sospettare che dietro l’omicidio di Megan ci potesse essere proprio Tom, così dolce e premuroso, che cerca sempre di fare la cosa giusta?

Il romanzo funziona proprio per l’interiorità dei personaggi, una caratteristica quasi del tutto estranea ai romanzi gialli-thriller, che devono mettere da parte la psicologia dei personaggi per lasciar spazio alla narrazione. Qui, invece, è tutto all’opposto: la scomparsa di Megan è ciò che muove la narrazione, ma fa solo da sfondo alle relazioni tra i personaggi, alle emozioni che questi provano e ai segreti che ognuno di loro si porta dietro. Come se fosse un diario.

Ciò che rimane, dopo la lettura del romanzo, è la consapevolezza della fragilità dell’essere umano, e della sua incapacità di essere totalmente sincero, e totalmente buono. Infatti, nessuno dei personaggi risulta senza macchia, ognuno ha commesso degli errori, più o meno gravi, e ha agito d’impulso e per egoismo.

La ragazza del treno è, in sintesi, un romanzo marcatamente drammatico, che si sviluppa attraverso una narrazione psicologica e con una trama thriller: una commistione di generi che danno origine a una storia avvincente, coinvolgente e che comunica al lettore quella sensazione di claustrofobia, angoscia e insofferenza di fronte a una vita normale e abitudinaria. Infatti, nessuno dei personaggi conduce una vita particolare, ricca di avventure o avvenimenti ecclatanti, ed è proprio questa normalità che rende i personaggi così vicini al lettore.

Michela Bianco

Da sempre appassionata di narrativa e scrittura creativa, incuriosita e stimolata alla cultura dall’ambiente in cui è cresciuta, ha partecipato a numerosi concorsi letterari italiani e a corsi di scrittura, e attualmente sta seguendo la pubblicazione del suo primo romanzo.

 

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