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6 maggio 1856: nasce il padre della Psicoanalisi

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May 6, 2019

163 anni fa nasceva Sigmund Freud.
Si appassiona sin da giovane alla cultura, specialmente a quella ebraica, e alla filosofia. Si iscrive alla facoltà di medicina di Vienna dove ha l’occasione di incontrare Breuer, psichiatra che contribuì alla nascita della psicoanalisi.
Nel 1886, a Parigi, conosce Jean Martin Charcot, iniziando così una lunga collaborazione che porta Freud a imparare nuove tecniche, principalmente l’ipnosi, per la cura dell’isteria. Tuttavia Freud scopre che l’ipnosi non ha successo con le pazienti di cui si occupa. Difatti, nonostante Charcot si fosse accorto che questa non fosse una patologia prettamente femminile, a quei tempi i traumi erano legati alla società e al ruolo che si ricopriva in essa. Spesso la donna doveva affrontare da sola determinati traumi, soprattutto in giovane età. Tali traumi non venivano espressi, venivano tenuti per sé, magari dimenticati: qui entra in scena l’inconscio: infatti i ricordi che portavano all’isteria erano contenuti in esso.
Per alcuni, sarebbe questo il preciso momento della nascita della psicoanalisi, altri invece collocano l’esordio di questa disciplina più avanti, quando Freud ha maggior esperienza in questo campo.
In ogni caso Freud rivoluziona la conoscenza del pensiero e della psiche: ad esempio introduce la rimozione. Essa interviene quando i nostri ricordi sono intollerabili ed è un processo sia conscio che inconscio.
Un altro elemento fondamentale della teoria di Freud è rappresentato dall’organizzazione dell’apparato psichico in Es, Io e Super – Io.
L’Es rappresenta un contenitore di stimoli, sentimenti e pulsioni che guidano le nostre azioni.
L’Io è l’istanza razionale: quella che ci permette di riflettere, di pensare a come sia meglio comportarsi e ci mette in contatto con la realtà interna e con quella esterna.
Il Super – Io, invece, è il nostro giudice interno che contiene divieti e permessi, valori e codici di comportamento da utilizzare nella vita.
Naturalmente Freud si occupa anche di sviluppo organizzandolo attraverso diverse fasi che dipendevano dagli stimoli e dagli impulsi provato dal bambino. Queste fasi sarebbero strettamente connesse con la libido che si struttura negli individui mutando l’oggetto del desiderio. La prima fase dello sviluppo è la cosiddetta fase orale, dove il bambino trae piacere attraverso l’allattamento; successivamente si raggiunge la fase anale con il controllo degli sfinteri; la terza fase è la fase fallica dove il bambino comincia a conoscere il suo corpo (3 – 6 anni) e scopre le differenze tra i maschi e le femmine. Questo periodo è fondamentale in quanto si sviluppa il Super – Io. In questo periodo subentrano anche il complesso di Edipo e il complesso di Elettra: nel primo caso il bambino tenta di identificarsi con il padre che rappresenta un modello di forza e virilità, inoltre permette la strutturazione dell’identità sessuale; nel secondo caso, la bambina proverebbe la cosiddetta “invidia del pene”. Ciò che accomuna i due processi è l’amore nei confronti del genitore di sesso opposto e il desiderio di sostituirsi a quello dello stesso sesso temendo però una punizione da quest’ultimo.
Successivamente si giunge al periodo di latenza: un momento in cui la libido è momentaneamente “in pausa” e dove il modo di giocare diventa più articolato. Infine si arriva alla fase genitale, la quale comincia in pubertà e comprende l’intera vita: attraverso l’adolescenza l’individuo si trova in una fase di sperimentazione sessuale, sociale, relazionale e ciò permette di strutturare la personalità dell’individuo.
Queste sono solo alcune delle teorizzazioni di Sigmund Freud e in queste poche righe si possono solamente citare. Freud si occupa anche di sogni, di criminali, di religione, del trauma, del ricordo e rivoluziona il ruolo dello psicologo e del rapporto con il paziente.
Per questi e per mille altri motivi… Buon compleanno Sigmund!

di Alessandra Sansò

Responsabile della Sezione di Psicologia. Laureata Triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l’Università degli Studi di Genova con una tesi dal titolo “Perizia psichiatrica e pericolosità sociale”. Attualmente è iscritta al Corso di Laurea Magistrale in Psicologia Clinica e di Comunità presso lo stesso Ateneo.

 

 

 

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