Curiosità

Les Très Riches Heures del Duca di Berry- Maggio

on
May 16, 2019

<<Ben venga maggio
e il gonfalon selvaggio.
Ben venga primavera
che vuol l’uomo si innamori…>>
(A. Poliziano)

Herman, Paul e Jean de Limbourg, Les Très riches Heures del Duca di Berry, 1412-1416 ca. Maggio, Museo Condé di Chantilly.

Maggio era il mese delle feste, come ci mostra il quinto foglio del calendario delle Très riches Heures del Duca di Berry.

Come nelle miniature precedenti, in alto troviamo la lunetta con il carro del sole che attraversa il cielo e i segni del Toro e dei Gemelli.

La scena, che si svolge in un bosco con verdi alberi, è un corteo di primavera dove vediamo un’elegante cavalcata alla quale partecipano giovani dame e cavalieri, ornati da rametti e foglie verdi sulla testa e attorno al collo, preceduti da araldi con le trombe. Le giovani sono principesse, tra le quali possiamo riconoscere una giovane con l’acconciatura bianca “a corna” e un elegante abito foderato di blu e oro, forse Maria di Berry, figlia di Jean e sposa di Jean di Borbone. Quest’ultimo potrebbe essere identificato col cavaliere vestito di rosso con un mantello metà bianco e metà nero, i colori della famiglia dei reali di Francia, con cui è imparentato. Sempre alla famiglia dei Borbone si riferisce l’insegna con lo scudo d’oro portata dagli araldi. La posizione sociale dei partecipanti e la loro ricchezza è confermata dai castelli sullo sfondo. Sono, forse, due edifici di Parigi, il palazzo della Cité e lo Chậtelet, legati sia ai possessi del Duca di Berry, che al prestigioso matrimonio tra Marie e Jean, celebrato a Parigi nel 1410. A questo corteo partecipano, quindi, i maggiori esponenti della più alta aristocrazia.

Herman, Paul e Jean de Limbourg, Les Très riches Heures del Duca di Berry, 1412-1416 ca. Maggio, Museo Condé di Chantilly, particolare.

Questa ambientazione sembra quella di un racconto di principi e principesse, come i protagonisti di questo corteo. È l’ultimo radioso momento di quella civiltà cortese tardo-gotico fastosa e tipica delle corti del Nord che ci svela come il lusso e la gioia delle feste fossero intaccati dalle notizie di guerra, miseria e pestilenza che arrivavano da fuori.

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Lucia Zavatti

Laureata in Lettere e Beni culturali presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” con una tesi su “Il Maestro delle Tavole Barberini nella Critica Novecentesca” in cui ha analizzato le varie ipotesi proposte da alcuni dei più importanti critici d’arte per l’identificazione dell’autore delle Tavole Barberini, che oggi si trovano una a New York e l’altra a Boston. Attualmente è iscritta alla magistrale in Storia dell’Arte. Da qualche anno collabora all’Istituto Geografico Polare “Silvio Zavatti” di Fermo.

 

 

IMMAGINI:

1) Herman, Paul e Jean de Limbourg, Les Très riches Heures del Duca di Berry,
1412-1416 ca. Maggio, Museo Condé di Chantilly.

2) Herman, Paul e Jean de Limbourg, Les Très riches Heures del Duca di Berry,
1412-1416 ca. Maggio, Museo Condé di Chantilly, particolare

BIBLIOGRAFIA:

  • Ingo F. Walther, Norbert Wolf, Codices illustres, I codici miniati più belli del mondo dal 400 al 1600, Taschen, 2003.
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