Curiosità

31 maggio 1930: nasce Clint Eastwood

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May 29, 2019

 

Sergio Leone e Clint Eastwood

Sergio Leone diceva di lui:

 

“Clint Eastwood ha solo due espressioni: una con il cappello e una senza il cappello.”

Clint Eastwood nasce a San Francisco e verrebbe da pensare che un uomo come lui fosse destinato a diventare un attore.
Dopotutto è attraente, con lo sguardo magnetico, i lineamenti duri e spigolosi che fanno pensare un po’ al personaggio bello e dannato eppure la sua carriera inizia in modo del tutto casuale, quasi giocoso.

Clint Eastwood in “Per un pugno di dollari”

A 24 anni fa un provino per la Universal su consiglio di alcuni amici, ma il successo arriva con il telefilm Rawhide per il quale viene scelto solo per caso.
Nella metà degli anni ’60 inizia la collaborazione con Sergio Leone e la sua trilogia del dollaro: “Per un pugno di dollari” (1964), “Per qualche dollaro in più” (1965) e “Il buono, il brutto e il cattivo” (1966).
Il genere western lo accompagnerà a lungo con film come “Il texano dagli occhi di ghiaccio” (1976) e “Lo straniero senza nome” (1973), ma è con la serie di film “L’Ispettore Callaghan” (1930) che Eastwood diventa il burbero per eccellenza. Il suo volto spigoloso, i suoi occhi chiari e le espressioni da duro lo collocano nel ruolo di “tosto”, che non si fa scalfire da sciocchezze come l’amore e, infatti, la maggior parte dei suoi personaggi sono uomini quasi senza cuore.

Meryl Streep e Clint Eastwood ne “I ponti di Madison County”

Clint Eastwood e Hillary Swank in “Million dollar baby”

Forse però, Clint Eastwood non è nato solo per recitare la parte. Infatti si cimenta anche nell’arte della regia e comincia con un film che gli farà ottenere l’Oscar per la regia: “Gli spietati” (1992). Da qui comincia anche la sua scalata come direttore artistico: ad esempio dirige Meryl Streep ne “I ponti di Madison County” (1995) che diventerà un capolavoro: la storia viene rivelata attraverso i diari di una donna, Francesca, lasciati ai due figli, in cui ella racconta del tradimento con un fotografo, Robert. La storia sottolinea i diversi aspetti dell’amore, ma pone l’accento sulle scelte che ognuno di noi fa nella propria vita e che possono essere sempre sconquassate da qualcosa che nessuno di noi può controllare.
Successivamente dirigerà anche “Mezzanotte nel giardino del bene e del male” (1998) con John Cusack, Kevin Spacey e Jude Law, senza ottenere lo stesso successo dei film precedenti.
Un nuovo periodo d’oro sarà quello degli anni duemila in cui nascono “Mystic River” (2003) con Emmy Rossum e Sean Penn, “Million Dollar Baby” (2005) con Hilary Swank e Morgan Freeman. Il film tratta il delicato tema della boxe: Clint Eastwood è un manager anziano e burbero che passa la vita in una palestra di periferia gestita insieme all’amico ex puglie Scrap. La loro vita cambia quando incontrano la cameriera Maggie Fitzgerald che decide di voler diventare pugile professionista.
Nel 2006 gira due film sulla battaglia di Iwo Jima: “Flags Of Our Fathers” che rappresenta il punto di vista dei marines americani e “Lettere da Iwo Jima” che invece è trattato dal punto di vista dei giapponesi ed è in lingua giapponese.

Una scena da “Gran Torino”

Due anni dopo arriva nelle sale “Gran Torino“, in cui Clint Eastwood interpreta Walt Kowalski, reduce della Guerra di Corea. Abita in un quartiere periferico di Detroit dove vivono anche diverse famiglie asiatiche e dove i problemi relativi alle bande e alla criminalità crescono ogni giorno. Walt Kowalski è chiaramente razzista verso le famiglie asiatiche quando però Thao, un ragazzino che abita nella casa affianco, viene attaccato da una gang, Walt decide di uscire sul portico della sua casa tipicamente americana con un fucile semiautomatico che mette in fuga i malviventi. Questo gesto sarà molto apprezzato dalla famiglia asiatica che comincerà a fargli regali che, ovviamente, lo infastidiscono. Nel momento in cui Thao viene obbligato dalla famiglia a servire Walt (dopo aver tentato la sua Ford Gran Torino) si instaura un rapporto profondo che cambierà l’animo di Walt.

 

In seguito, nel 2014, arriva “American Sniper” con Bradley Cooper e Sienna Miller che narra la storia di un cecchino, Chris Kyle, il quale comincia a combattere nel 2001 in Iraq e le sue prime vittime saranno una donna e un bambino. Da qui ottiene il soprannome di “Leggenda” e diventa un cecchino famoso nella storia dell’esercito statunitense, allontanandosi però dalla famiglia. È un film che sottolinea molto i sensi di colpa, la difficoltà a tornare alla vita quotidiana poiché la vita, dopo la guerra, non è più la stessa.

Clint Eastwood è un attore bravissimo, ma un regista migliore, è un uomo con idee progressiste e ha affermato che, nonostante si definisca repubblicano, è a favore di eutanasia, matrimoni omosessuali e aborto.
Il suo volto così freddo che non fa trapelare nessuna emozione, rimarrà nella storia del cinema perché degli occhi così glaciali non si trovano più.

 

 

Sitografia
https://biografieonline.it/biografia-clint-eastwood
https://www.mymovies.it/biografia/?a=5170
https://www.mymovies.it/biografia/?a=5170

di Alessandra Sansò

Laureata Triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l’Università degli Studi di Genova con una tesi dal titolo “Perizia psichiatrica e pericolosità sociale”. Attualmente è iscritta al Corso di Laurea Magistrale in Psicologia Clinica e di Comunità presso lo stesso Ateneo.

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