Curiosità

2 Giugno 1989: “L’attimo fuggente”

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May 30, 2019

Peter Weir dirige un film toccante, emozionante, commovente e lo rende uno dei capolavori della storia del cinema in cui si toccano in profondità temi delicatissimi come la violenza, l’adolescenza, il rapporto padre – figlio e anche la letteratura.

Robin Williams

Robin Williams è John Keating un professore che arriva in un collegio maschile inglese e propone ai ragazzi un metodo d’insegnamento al quale loro non erano abituati e che, inevitabilmente, li sconvolge e permette loro di approcciarsi alla letteratura in un modo completamente diverso dal passato.
Nella classe in cui insegna il professor Keating, c’è Neil Perry, interpretato da Robert Sean Leonard: un ragazzo sensibile, appassionato e con un pessimo rapporto con il padre. Il desiderio più grande di Neil è quello di recitare tanto che, ispirato anche dal modo d’insegnare di Keating, tenta di ottenere una parte in uno spettacolo teatrale.
Contemporaneamente gli studenti scoprono che il professore, alla loro età, aveva preso parte a un gruppo chiamato “La setta dei poeti estinti” e decidono di ricrearlo. Questo gruppo avvicina i ragazzi e permette allo spettatore di osservare i comportamenti di questi adolescenti, dei rapporti che instaurano tra loro.

Robert Sean Leonard

Il giovane Neil, dopo aver ottenuto la parte nello spettacolo ha una lite con il padre che esige che il figlio lasci immediatamente la compagnia, ma Neil decide di recitare comunque.
La notte dello spettacolo, dopo essere stato acclamato da insegnanti e compagni, Neil ha nuovamente una discussione con il padre e si suicida.
La scuola accusa il professor Keating di aver portato Neil a disobbedire al padre e, conseguentemente, a suicidarsi e l’uomo viene allontanato dalla scuola.

 

È qui forse che avviene la scena più famosa del film: l’ultimo giorno di lezione del professore, i ragazzi salgono sui banchi urlando “O Capitano! Mio Capitano!” riprendendo una poesia di Walt Whitman dedicata al Presidente Lincoln. Questa poesia è significativa per il contesto in cui viene citata poiché testimonia il viaggio compiuto dagli studenti insieme all’insegnante, all’eredità che quest’ultimo lascia loro, soprattutto relativa all’osservazione della realtà da diversi punti di vista, ad aprire gli occhi, a essere curiosi e a documentarsi.

Il professor Keating lascia un bagaglio non solo culturale e letterario, ai ragazzi, ma emotivo. Il suo modo di insegnare, di approcciarsi allo studio in maniera differente dagli altri insegnanti, ha cambiato i giovani, il loro modo di pensare e di comportarsi.
Tema che ricorre all’interno del film è sicuramente il contesto borghese in cui i ragazzi sono immersi che li porta quasi ad essere degli automi tutti identici e obbedienti, come li vorrebbero i loro genitori (come si nota nel caso di Neil), dove l’arte e la cultura non sono comprese.
Il gesto di Neil è la testimonianza di quanto sia importante per gli adolescenti essere lasciati liberi di sbagliare e di pensare con la propria testa e di quanto, anche, abbiano bisogno del sostegno di un adulto ma non in modo invasivo e obbligatorio. L’adolescente deve essere lasciato libero di esprimere e costruire la propria creatività.
La competizione all’interno dell’ambiente in cui vivono questi ragazzi li rende sicuramente capaci di affrontare delle sfide, di eccellere, di essere i migliori, ma li rende anche vulnerabili allo stress, alla tensione, alla paura senza contare che lo sviluppo è danneggiato dall’essere solo ed esclusivamente delle persone concentrate sulla carriera e sullo studio, senza dedicarsi ad altre esperienze altrettanto importanti, specialmente in adolescenza come i rapporti sociali, la sessualità, la spensieratezza e la curiosità caratteristiche dell’adolescenza.

Il film sottolinea ed evidenzia un contesto in cui l’adolescente non può e non riesce a costruirsi un’identità né delle idee, questo a causa dell’organizzazione scolastica, ma anche delle famiglie con pretese troppo alte per questi ragazzi. Peter Weir ci mostra quanto un approccio differente, un adulto flessibile e non rigido come tutti gli altri, possa permettere ai ragazzi di essere se stessi. Quindi “Carpe Diem!”, “Cogli l’attimo” è la frase più azzeccata per questo film, per questi ragazzi con l’augurio di non fermarsi all’apparenza, di non restare semplicemente a guardare mentre tutto rimane stabile, ma di guardare oltre le apparenze e di incuriosirsi a tutto ciò che li circonda.

Sitografia:
https://www.minori.it/it/minori/lattimo-fuggente

Quando la lettura in classe diventa un gioco


http://www.celluloidportraits.com/film/7033_1_L%27attimo_fuggente.html
https://essediemblog.com/2011/01/

L’attimo fuggente: trama, frasi e commento del film


https://www.mondofox.it/2018/12/04/l-attimo-fuggente-carpe-diem-migliori-frasi-film-robin-williams/
https://quinlan.it/2018/08/07/lattimo-fuggente/

di Alessandra Sansò

Laureata Triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l’Università degli Studi di Genova con una tesi dal titolo “Perizia psichiatrica e pericolosità sociale”. Attualmente è iscritta al Corso di Laurea Magistrale in Psicologia Clinica e di Comunità presso lo stesso Ateneo.

 

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