Cinema

Il delicato rapporto tra maestro e padawan

on
May 31, 2019

 

Nell’universo ideato dalla mente di George Lucas giocano un rapporto fondamentale i rapporti personali, che in alcuni casi decidono il destino e il futuro dell’intera galassia. Nella trilogia originale assistiamo all’ascesa del giovane Luke Skywalker, che viene dapprima addestrato dall’ormai anziano Obi Wan Kenobi e successivamente dal saggio Yoda.

Come spiegato più volte nel corso degli eventi, ogni maestro può avere un solo allievo, il cosiddetto Padawan appunto, e ogni Padawan può avere un solo maestro. Lo stesso si applica nel mondo Sith, la controparte malvagia dei Jedi, come ricordato dalla celebre frase di Yoda ne ‘La Minaccia Fantasma‘:  ”Sempre due ci sono… Né più né meno… Un maestro, e un apprendista.” parlando con Mace Windu e riferendosi al lato oscuro. Su questo dogma millenario si fonda e si sviluppa l’universo di ‘Guerre Stellari’ , in cui le dinamiche interpersonali giocano un ruolo davvero determinante ai fini della trama.

Ecco che nella nuova trilogia, quella degli anni 2000, assistiamo all’addestramento del giovane e potentissimo Anakin Skywalker, scoperto dal saggio Qui-Gon Jinn sul sabbioso pianeta Tatooine. Dopo la prematura morte del maestro Jedi, interpretato da Liam Neeson che credeva molto nel giovane Anakin e vedeva in lui il “prescelto che avrebbe portato l’equilibrio nella forza”, il testimone dell’addestramento passa all’allora giovane Obi Wan Kenobi, ex Padawan del defunto Qui-Gonn appena divenuto maestro. Nel secondo film, quindi, Anakin è a tutti gli effetti il Padawan di Obi Wan, che però non sembra fidarsi mai ciecamente del suo allievo. Infatti ogni volta che Anakin gli chiede di poter conseguire l’esame per diventare Jedi, la risposta di Obi Wan è sempre la stessa: ”Non sei ancora pronto”.

Queste parole risuonano nella mente di Anakin per tutta la durata de ‘L’attacco Dei Cloni’, il secondo episodio della fortunata saga cinematografica, fino al momento in cui egli fa la conoscenza del consigliere Palpatine, divenuto cancelliere dell’Impero Galattico. L’Imperatore, in realtà maestro Sith, tesse le lodi del giovane Anakin allontanandolo sempre di più da Obi Wan e per renderlo un suo apprendista. Infatti, Anakin Skywalker cederà alle tentazioni di Darth Sidious, il soprannome da Sith dell’Imperatore, convertendosi nel celebre e temutissimo Darth Vader. Qui assistiamo all’importanza dei delicati rapporti tra maestro e allievo: ciò che ha condotto Anakin sul sentiero del lato oscuro è stata proprio la scarsa fiducia che Obi Wan riponeva in lui. Se Qui-Gon Jinn non fosse morto, sicuramente Anakin sarebbe divenuto un maestro Jedi e avrebbe ricevuto il supporto necessario dal suo mentore, cosa che non è accaduta con Obi Wan.

 

Le piccole scelte che i singoli personaggi compiono nella saga si rivelano determinanti per il futuro della galassia. La scarsa fiducia di Obi Wan, una scelta da lui compiuta, si è tramutata nella nascita di uno dei cattivi più temibili della storia cinematografica mondiale, solo per non aver concesso lui la fiducia necessaria. Così il ragazzo dal cuore gentile e buono si tramuta in uno spietato killer che uccide tutti i giovani Padawan ed elimina la stirpe dei Jedi.

 

Nella trilogia classica invece assistiamo ad un netto cambiamento da parte di Obi Wan Kenobi che, invecchiato visibilmente, si fa ora chiamare Ben e addestrerà il giovane Luke Skywalker, figlio di Darth Vader e di Padmè Amidala, morta di parto. Ben non compie lo stesso errore commesso con il padre e dà piena fiducia al giovane, che si mostra molto abile ad imparare le vie della forza. Dopo essere svanito combattendo contro il vecchio amico Darth Vader, lo spirito di Ben consiglierà a Luke di farsi addestrare dal maestro Yoda, ormai eremita su Dagobah, pianeta sul quale è fuggito dopo l’esecuzione del nefasto Ordine 66. Qui Luke deve necessariamente completare il suo addestramento prima che l’anziano Yoda muoia di vecchiaia, ma non riceve la stessa fiducia di Ben Kenobi. Infatti, Yoda è dubbioso sul completamento della formazione da parte del giovane Luke. Fortunatamente Luke non è facilmente corruttibile come il padre e il suo attaccamento alla stirpe Jedi è talmente forte da non cedere alle tentazioni del lato oscuro.

 

C’è da pensare che, se fosse stato caratterialmente debole come Anakin, molto probabilmente l’epilogo de ‘Il ritorno dello Jedi’ sarebbe totalmente diverso. Chissà, con un Luke Sith magari.

Ecco spiegato come le scelte dei singoli personaggi ed il rapporto tra maestro e Padawan nell’universo di ‘Star Wars’ sono fattori fondamentali a tessere la trama dei sei episodi che compongono le due celebri trilogie, quella classica e quella prequel.

Roberta Rustico

Studia Culture e letterature del mondo moderno presso l’Università degli studi di Torino. Ballerina nell’infanzia, si è appassionata successivamente alla musica e alla scrittura, nutrendo un interesse specifico per le materie umanistiche ed artistiche. Grande amante del metal, partecipa spesso ai concerti dei suoi artisti preferiti. I suoi studi universitari le permettono di accrescere le sue conoscenze in ambito letterario e musicale.

 

TAGS
RELATED POSTS

LEAVE A COMMENT