Macchina del tempo

Ungaretti il poeta soldato

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June 1, 2019

Oggi, 1 giugno 2018, cade il 48esimo anniversario della morte di Giuseppe Ungaretti, uno dei poeti italiani più conosciuti del ‘900 e padre dell’Ermetismo. Ungaretti nacque ad Alessandria d’Egitto l’8 febbraio 1888 da genitori italiani, il padre lavorava al cantiere del canale di Suez, e passò la sua vita all’insegna della Letteratura, arrivandone a sfiorare il Premio Nobel nel 1954. Nonostante si trovasse spesso all’estero per studi o insegnamento (Egitto, Francia, Brasile…) è sempre rimasto molto vicino alla politica nazionale e questo lo ha portato a partecipare attivamente alla campagna interventista fin dallo scoppio della Grande Guerra nel 1914.

Si arruolò volontario nel 19° Reggimento di fanteria della Brigata “Brescia” e durante la guerra, passata fra le trincee del Monte San Michele, scrisse le poesie che attualmente compongono la raccolta “Allegria”. Fra queste troviamo Mattina, San Martino del Carso, Veglia, Sono una Creatura…

In questi versi il poeta esprime tutto ciò che comporta il vivere la guerra in prima persona, egli sopravvive sul Carso ma porta con sé tutte le ferite, i segni, le colpe e i complessi dello stato di sopravvivenza. In “Sono una Creatura” Ungaretti si personifica in una pietra, ormai si sente completamente inaridito (prosciugata), insensibile (refrattaria) e privato totalmente della vita e dell’anima (disanimata). Quest’ultima, come le case di San Martino del Carso, è ormai sconfitta e distrutta: è il “Paese più straziato” e, a differenza delle abitazioni, non potrà essere ricostruita.

Sempre presente all’interno di queste poesie è l’ossimoro costante fra la vita e la morte che sfocia inevitabilmente nella sofferenza interiore dell’uomo, del soldato e del poeta che, se dapprima, dopo aver passato una nottata vicino ad un compagno ucciso, dice di non essersi mai sentito così attaccato alla vita (Veglia, 23 dicembre 1915), dopo massacranti mesi di guerra capisce che “la morte si sconta vivendo”(Sono una Creatura, 5 agosto 1916), ovvero che la morte non è altro che vivere costantemente fra sofferenza e disagio.

Sitografia
https://library.weschool.com/lezione/ungaretti-san-martino-del-carso-da-porto-sepolto-a-vita-di-un-uomo-2821.html
https://library.weschool.com/lezione/ungaretti-sono-una-creatura-testo-e-parafrasi-2811.html
https://library.weschool.com/lezione/veglia-di-ungaretti-parafrasi-del-testo-2799.html
https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Ungaretti
http://www.letteratura.rai.it/articoli-programma-puntate/ungaretti-raccontato-da-andrea-cortellessa/25835/default.aspx
http://www.atelierpoesia.it/portal/it/poesia-it-mul/comics-by-j-peters-mul/item/95-ungaretti-giuseppe

di Evandro Balbi

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