Macchina del tempo

12 Giugno 1929: i 90 anni di Anna Frank

on
June 16, 2019

Il 12 Giugno 2019 Anna Frank avrebbe compiuto 90 anni.
Forse sarebbe ancora viva, probabilmente scriverebbe ancora su delle pagine bianche cosa voglia dire il Nazismo e la guerra razziale.
Il diario di Anna è una cronaca preziosissima di quei tragici anni: una descrizione minuziosa delle vicissitudini di due famiglie costrette a convivere in pochi metri quadrati di spazio, i caratteri degli abitanti, le piccole manie di ognuno, gli scontri, le liti, gli scherzi, i malumori, le risate e, sopra di tutto, il costante terrore di essere scoperti.
Quando la gestapo fece irruzione nel nascondiglio di Anna e della sua famiglia, il diario non venne preso e gettato via per puro caso. Il destino della proprietaria non fu altrettanto fortunato però.
L’8 agosto i Frank ed i Van Daan (la famiglia che condivideva il nascondiglio con loro) furono trasferiti nel campo di Westerbork, nella regione della Drente (Olanda). Questo era un campo di smistamento da cui, il 3 settembre 1944, partì l’ultimo convoglio di deportati per il campo di sterminio di Auschwitz (Oswiecim, Polonia).
Anna e sua sorella furono colpite dalla scabbia e ricoverate in un reparto apposito. Vi rimasero fino al 28 ottobre, quando le due sorelle furono trasferite a Bergen Belsen (Hannover, Germania).

Bergen Belsen, non era un campo di sterminio, ma di scambio, non esistevano camere a gas, per cui rimaneva ancora una speranza di salvezza sia per le due sorelle, sia per la signora Van Daan, trasferita insieme a loro. Nel mese di febbraio le Frank furono colpite dal tifo: una delle donne sopravvissute si ricorda di aver visto, in pieno inverno, che Anna, nelle allucinazioni provocate dalla febbre, aveva gettato via tutti i vestiti e si teneva stretta addosso solo una coperta delirando di alcune bestioline che le camminavano addosso, poi mormorava in maniera desolata: “…non ho più la mamma né il papà, non ho più niente…”
Malate, denutrite, le due ragazze si spegnevano ogni giorno di più. Margot morì per prima, quando fu trovata era ormai rigida, Anna resistette altri due giorni.

Tre settimane più tardi le truppe Alleate inglesi liberarono il campo di prigionia.

raffaele.jpeg

Raffaele Giachini

Laureato all’Università di Roma La Sapienza in Comunicazione, tecnologie e culture digitali e attualmente iscritto al corso di magistrale Editoria e Scrittura. Collabora con diverse riviste online ed inoltre sta svolgendo un accurato lavoro di ricerca sulla Prima Guerra Mondiale che dovrà portarlo alla stesura di un libro sull’argomento.

TAGS
RELATED POSTS

LEAVE A COMMENT