Macchina del tempo

18 luglio 1817 – Jane Austen: 202 anni dalla sua scomparsa

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July 18, 2019

Il 18 luglio 1817 nella cittadina di Winchester morì, a soli 42 anni, Jane Austen.
Le cause della morte sono ancora oggi avvolte nel mistero e tutto ciò che sappiamo lo dobbiamo alle corrispondenze -parziali- della scrittrice e alle memorie postume.
Jane Austen è considerata una delle più importanti scrittrici inglesi, al punto che lo studioso Congreve propose di far cominciare la storia della novel inglese proprio da lei. Nonostante fosse una delle prime autrici donna dell’epoca, Jane Austen non prese mai posizioni politiche o sociali, nè tantomeno trattò nei suoi romanzi temi scottanti come l’emancipazione o l’autonomia femminile: cosa caratterizza i suoi scritti è la preservazione dello status quo, in particolare quello relativo alla pacifica campagna inglese del tardo settecento, che possiamo percepire come immutabile al progresso e allo scorrere del tempo.
Nell’Hampshire, la gentry inglese conduce la sua vita in modo cadenzato, ripetitivo, trastullandosi tra feste, balli e banchetti, e il cui unico pensiero pare essere quello di accasare la propria progenie. È ciò che succede in “Orgoglio e pregiudizio” in cui vediamo Mrs. Bennett, madre di famiglia che ha come unica ragione di vita il matrimonio delle sue quattro figlie. Inizialmente intitolato “Prime impressioni”, “Orgoglio e pregiudizio” raccoglie in qualche modo tutti i temi che l’autrice affronta nei suoi sei romanzi: il ruolo della donna, il matrimonio, la vita mondana, il chiacchiericcio della gente, il misunderstanding…
E anche lo schema dei romanzi rimane pressochè invariato: una giovane ma determinata donna, due giovanotti, con valori opposti tra loro, a contendersela, e l’inevitabile happy ending. Il tutto descritto con lo stile pulito e sardonico che contraddistingue l’autrice, che riesce perfettamente a bilanciare la dicotomia tra le descrizioni esteriori e le analisi interiori dei personaggi.
La fama dei romanzi di Jane Austen ha condotto ad una serie di trasposizioni cinematografiche, di cui possiamo identificare come le più rispettose: Ragione e sentimento” di Lee, “Mansfield Park” di Rozema, “Emma di McGrath” e “Orgoglio e pregiudizio” di Wright.

Michela Bianco

Vive a Torino dove studia Scienze della Mediazione Linguistica. Da sempre appassionata di narrativa e scrittura creativa, incuriosita e stimolata alla cultura dall’ambiente in cui è cresciuta, ha partecipato a numerosi concorsi letterari italiani e a corsi di scrittura, e attualmente sta seguendo la pubblicazione del suo primo romanzo.

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