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Big Little Lies (Recensione seconda stagione)

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July 25, 2019

Verità. Forza.

Queste sono le parole che userei per descrivere la seconda stagione di Big Little Lies che si è conclusa in questi giorni.

Mary Louise

Mary Louise Wright (interpretata da Meryl Streep)

Meryl Streep: talmente brava che la si odia.
Come al solito Meryl Streep non ha deluso le aspettative e ha creato un personaggio diverso da quelli che interpreta di solito.
Infatti Mary Louise, madre di Perry Wright, è insopportabile e odiosa. Una donna che è difficile (se non impossibile) amare.
Fin dal primo momento Mary Louise si presenta come una nonna amorevole nei confronti di Josh e Max, ma una suocera fastidiosa. Incarna lo stereotipo di suocera come la mamma attaccata al figlio che vede solamente il suo bambino perfetto, senza individuarne i difetti. Nemmeno di fronte alla nuora vedova che le confessa gli abusi che ha subito per anni.
Tanto che Mary Louise attuerà una vendetta, una bramosa ricerca di incolpare Celeste in ogni modo, negando l’evidenza e strappandole i figli.

Se penso, in un angolo recondito del mio cuore, che il comportamento di Mary Louise sia stato dettato dall’amore peri suoi nipoti? No.

Jane Chapman e Mary Louise (Shaileene Woodley e Meryl Streep)

Persino quando Jane le confessa di essere stata stuprata da Perry, Mary Louise rimane cieca di fronte al dolore di Jane. Cosa ancora più raccapricciante una delle domande che rivolge a Jane è “Quanto avevi bevuto?”, come se ciò giustificasse uno stupro, oppure ipotizza che Jane si sia sbagliata.
Mary Louise è convinta che Celeste abbia ucciso suo figlio perché è instabile. Suo figlio è la vittima (Mary Louise lo afferma anche in tribunale).
Quindi la nonna punta sulla pazzia, punta sul dolore di una donna non solo per gli abusi, le botte, le violenze, ma anche per la morte del marito che, nonostante tutto, amava. Condanna quel dolore e i modi di Celeste di gestirlo e affrontarlo.
Mary Louise si attacca a qualsiasi cosa pur di tenere i bambini con sé: alle medicine assunte da Celeste, ai rapporti sessuali che la donna ha con diversi partner e per i quali viene umiliata in tribunale, per un incidente in macchina, per l’alcol assunto, addirittura perché perde la pazienza con i suoi figli.
Senza tenere in conto il trauma di vedere il proprio marito morire, rimanere sola, dover essere forte per i figli, aver subito le violenze. Mary Louise vede solo la follia di Celeste.

Jane

Jane e Ziggy (Shaileene Woodley e Iain Armitage)

In questa stagione Jane non ha più paura. Si è riscattata, ha riconquistato la sua vita, lottando, superando il terrore. Non ci sono più quelle scene di ordinaria follia dove lei corre come una forsennata sulla spiaggia scappando dal ricordo di quella violenza. Perry è morto e il ricordo con lui. Ma non per molto.
Quando Ziggy le dice di essere a conoscenza di essere il risultato della violenza di Perry, Jane è costretta ad ammettere la verità. Questo può essere considerato un gesto avventato: dopotutto Ziggy è solo un bambino, salta direttamente all’esistenza dello stupro, senza passare per i vari “i bambini li porta la cicogna” o “nascono sotto i cavoli”.
Tuttavia Jane sceglie di non mentire, stanca forse anche di quello, e decide di essere sincera con il suo bambino, assicurandogli che lui non sarà un violento.

Jane si dà un’altra possibilità, non solo come madre, ma anche come donna. Incontra, sul posto di lavoro, Corey. Un ragazzo dolce, gentile e che la tratta, finalmente, come dovrebbe essere trattata.
Jane può quindi ricominciare a sperare e a credere nell’amore e negli uomini, cosa che dopo uno stupro non è una così scontata.
Corey comincia a far parte della vita di Jane e Ziggy, ma per la ragazza non è facile lasciarsi andare. Ogni carezza, ogni bacio, le ricorda ciò che ha passato. All’improvviso riappare Perry e scompare Corey.
Jane racconterà a Corey dello stupro e delle sue paure e difficoltà, lui si dimostrerà comprensivo nei suoi confronti e le assicura che aspetterà.
Jane ha finalmente trovato un uomo comprensivo e paziente che di fronte a una notizia di quel peso non fugge a gambe levate, ma si mette allo stesso livello della ragazza e la sostiene.

Corey (Douglas Smith) e Jane

Max, Josh e Ziggy sono fratellastri, questo avvicina Jane e Celeste e rafforza il loro rapporto. Ora hanno ben più di un passato doloroso in comune. Passano del tempo insieme, guardano i bambini giocare, cercano di costruire qualcosa di buono per cancellare ciò che c’è stato di cattivo e che si è abbattuto come una tempesta anche sui loro bambini.
Tra alti e bassi Jane e Corey si mettono insieme, Jane ha a cuore il suo bambino ed è preoccupata di scombussolarlo con una nuova relazione, ma è Ziggy stesso a mostrarsi maturo e a consigliare alla mamma di stare con chi ama.
In questa stagione Jane ottiene tutto ciò che finora non ha avuto: rispetto, affetto e forza, è diventata coraggiosa, così tanto da riuscire a parlare della violenza a tutti coloro che meritano di sapere che cosa significhi essere stuprata, anche quando alcuni non vogliono recepire il messaggio.

Renata

Gordon (Jeffrey Nordling) e Renata (Laura Dern) Klein.

Renata, per tutta la stagione, è sull’orlo di una crisi di nervi e si accorge, finalmente, di essere sposata con un cretino, il quale ha perso tutti i loro risparmi senza curarsi di aver rovinato la vita non solo a loro due, ma anche alla loro bambina Amabella.

Ciò che amo di questo personaggio è il suo cambiamento: nella prima stagione era odiosa e aveva una vera e propria fissazione per Jane e Ziggy, colpevoli fondamentalmente di non essere come le altre famiglie di Monterey. Renata rappresentava la classica riccastra antipatica che ostentava ogni comportamento, sempre in competizione con tutti e che doveva obbligatoriamente vincere e avere il controllo della situazione, dalla morte di Perry diventa più empatica. La freddezza di Renata viene sostituita da una profonda umanità, diventa veramente amica delle altre, perché si rende conto che ciò che le accomuna è molto più che la scuola dei figli.

Amabella Klein (Ivy George) insieme alla mamma Renata.

Nonostante tutto, Renata resta con il marito, è una donna forte e indipendente, saprà cavarsela anche di fronte a questo. La tensione in casa è tangibile e Amabella ne risente, tanto che le viene un attacco di panico a scuola e viene portata in ospedale.
Già qui, di fronte alla propria bambina sofferente, Renata comincia ad aprire gli occhi e a guardare il marito con sguardo diverso. Arriva ad accusare il preside della scuola di dare troppe informazioni sui cambiamenti climatici e secondo lei è stata questa la causa scatenante del malessere di Amabella, ma dentro di sé sa perfettamente quale sia il problema reale.

Da sinistra: Ed (Adam Scott), Madeline (Reese Witherspoon), Renata (Laura Dern), Gordon (Jeffrey Nordling), Jane (Shaileene Woodley), Nathan (James Tupper), Bonnie (Zoe Kravitz) e al centro Celeste (Nicole Kidman)

Dato che la sua bambina è ciò che di più bello ha nella sua vita, Renata organizza una festa anni ’70 a cui partecipano tutti gli amichetti di Amabella e le loro mamme.

Renata e il marito indossano quindi la maschera della famiglia apparentemente senza problemi, nonostante siano in banca rotta e abbiano sequestrato loro ogni bene. La festa è solo un’enorme farsa per nascondere tutto il marcio causato da Gordon.

Nell’ultima puntata, la bomba Renata scoppia. Il marito non ha venduto tutte le sue cianfrusaglie: trenini giocattolo, slot machine mentre nel loro enorme salotto è rimasto solo il divano.
Renata perde il controllo.
Non solo viene a scoprire che il marito se la faceva con la babysitter come in un perfetto cliché, ma mentre lei ha perso addirittura la macchina, lui si tiene tutte quelle sciocchezze come un bambino di sei anni? No. Renata non ci sta, prende una mazza da baseball e spacca tutto. È finito tutto l’idillio: la storia con il marito, le feste, la bella casa, basta. Renata ha messo un punto a tutta quella situazione che la mandava fuori di testa e ora può concedersi di ricominciare.

Madeline

Madeline è sempre la stessa: vulcanica, energica, brillante e non perde la speranza nei confronti della sua figlia maggiore, Abigail, cercando di convincerla ad andare al college che le aprirebbe molte strade. Madeline non accetta che la figlia non vi voglia andare, lei non ha avuto quella possibilità, altrimenti l’avrebbe colta.

Ed (Adam Scott) e Madeline (Reese Witherspoon) Mackenzie

Il problema del college passa in secondo piano quando, durante una conversazione madre – figlia, Madeline afferma di aver tradito Ed, senza accorgersi che Ed fosse proprio lì, alle sue spalle.
Da qui, per tutta la stagione, il mondo di Madeline precipita nel buio. Nonostante questo non smette mai di essere presente per le sue amiche, persino per Bonnie che, nella prima stagione odiava.
Madeline cerca, in ogni modo, di rimettere in sesto il matrimonio con Ed, il quale però la lascia nell’oblio tra “stiamo insieme” e il “non stiamo insieme” per tutta la stagione.
Ed ama Madeline ma, ovviamente, è restio a perdonarla, inoltre non è in grado di prendere una decisione: se restare o andarsene, quindi Madeline tenta di ricomporre i pezzi della sua vita ricorrendo anche alla terapia di coppia e, in seguito, anche a un incontro per coppie.
Madeline si è resa conto di aver compiuto un errore, ora è conscia di essere innamorata di Ed, ma sa anche che è lui quello che ha l’ultima parola. Le acque tra i due lentamente si calmano e tornano a esserci dei rapporti civili.

Inoltre, bisogna dare atto a Ed di una cosa: la moglie dell’amante di Madeline gli confessa di essere attratta da lui in modo esplicito. Lui potrebbe vendicarsi, avrebbe la possibilità di far soffrire Madeline esattamente quanto ha sofferto lui. Eppure non lo fa, rifiuta l’idea di tradire Madeline, è talmente rispettoso nei suoi confronti che non applica nemmeno una vendetta.
Dieci punti a Ed che consideravo utile come il costume da bagno in Antartide.
Quindi, all’ennesima richiesta di una risposta da parte di Ed, lui chiede a Madeline di rinnovare le promesse, di sposarsi nuovamente. Così, sulla spiaggia al tramonto i due riprendono in mano la loro vita, si danno una seconda possibilità, superano l’errore madornale di Madeline e ricominciano da capo.

Bonnie

Bonnie (Zoe Kravitz)

Bonnie è il personaggio rivelazione di questa stagione.
Nella prima stagione avevamo conosciuto una ragazza che era quasi fastidiosa da quanto era buona e innocente. Lei, come Renata, era un po’ staccata dal gruppo di amiche rappresentato da Madeline – Celeste – Jane.
Bonnie rappresentava solo la seconda moglie di Nathan (ex marito di Madeline) e dato che era anche entrata a far parte della vita di Abigail, Madeline la detestava a morte.
Tuttavia il personaggio di Bonnie non era stato approfondito, non sapevamo granchè della sua vita.

Intanto vediamo un profondo mutamento in ogni lato di Bonnie: la danza, lo yoga, il lato un po’ hippie della ragazza viene sostituito dalla sofferenza. Bonnie è a pezzi.
Vaga per la città, si ritrova di fronte al commissariato in bilico tra confessare di essere un’assassina (è stata lei a spingere Perry giù dalle scale) e mantenere un segreto che la logora sempre di più.
Si allontana da Nathan che si dimostra essere un marito presente e amorevole: Bonnie non ha bisogno di questo, adesso. Ha bisogno di trovare una soluzione a tutto il male che sente.
Bonnie sembra essere quella più sconvolta dalla morte di Perry, mentre le altre continuano la loro vita più o meno serenamente o quantomeno la morte di Perry non è al centro dei loro pensieri, Bonnie non riesce ad andare avanti.

A peggiorare la situazione è l’arrivo di sua madre, una specie di veggente. Bonnie non riesce a trovare un sostegno nemmeno in lei: possiamo vedere i ricordi di Bonnie, la sua infanzia, anche lei ha degli abusi alle spalle. La mamma la strattonava, la sgridava e la picchiava e Bonnie la incolpa di com’è diventata a causa sua, persino dei suoi rapporti sessuali precoci.
Tuttavia, quando la madre viene colpita da un ictus, Bonnie rimane con lei in ospedale. Anzi, quello sembra essere il suo luogo sicuro e sembra instaurare un rapporto diverso con la madre addormentata, arrivando fino a perdonare la donna. A lei, Bonnie, confessa indirettamente le sue colpe: quei giorni in ospedale diventano, per la ragazza, una specie di confessionale in cui parla con sé stessa e con la madre, arrivando a un’unione più solida madre – figlia. Quando la mamma le chiede di ucciderla, svegliandosi dal coma per pochissimo tempo, Bonnie è di nuovo combattuta e per diverse puntate ci lascia col fiato sospeso. Il rancore che prova nei confronti di sua madre la porterà a uccidere? La morte di Perry è stato un incidente, ma questo sarebbe un vero e proprio omicidio.

Alla fine, la risposta a questa domanda è: no.
Bonnie non è capace di uccidere, il fulcro della sua sofferenza è a monte, risale ad ancora prima della morte di Perry: è Nathan. Lei non lo ama e, una volta ammesso quello che la logorava da ben più tempo, tutto è in discesa. Bonnie sembra già più leggera.

Celeste

Ho lasciato per ultimo uno dei personaggi che mi stanno più a cuore.
Celeste Wright: la donna che non ha mai pace.
Non basta aver subito abusi e violenze da parte di chi si amava, non basta venire a sapere che una sua amica è stata violentata dal marito, non basta neppure aver visto il proprio amore cadere dalle scale e morire.
Celeste non ha il diritto di affrontare i suoi demoni, il demone lei lo ha in casa e si chiama Mary Louise.
Celeste è una donna con una forza inimmaginabile: quanta potenza ci vuole a rimanere con un uomo che ti mena dal mattino alla sera? Sì, d’accordo, i rapporti sessuali con Perry, così aggressivi le piacevano o così afferma lei stessa, ma tutto il prima non sembrava piacerle affatto: i calci, i pugni, i lividi che andavano coperti con il trucco, i pianti incessanti di una donna intrappolata in casa sua, che trova la forza di andare via e di lasciare il marito dopo innumerevoli sofferenze, insomma Celeste non è un agnellino indifeso.
Per tutto il tempo ce lo lascia credere, forse, con il volto angelico della bella Nicole Kidman a testimoniare la dolcezza e la pacatezza di questa donna perfino nei confronti della suocera – arpia.
Celeste confessa a Mary Louise degli abusi che era costretta a subire da parte di suo figlio, ma Mary Louise non le crede e, anzi, le chiede per quale motivo non l’abbia denunciato o se ne sia andata.
Come se fosse semplice, una cosa da fare in quattro e quattr’otto.

Celeste è sull’orlo del baratro, la suocera sembra voler difendere a tutti i costi quello che era uno stupratore, lo stress e l’ansia sono a livelli intollerabili e, infatti, Celeste schiaffeggia la suocera.
(Inutile che ve lo dica: per me è stata una conquista).
Tuttavia, Mary Louise coglie la palla al balzo e porta tutta la questione in tribunale.

Tutto il dolore, tutti suoi metodi per combatterlo, si ritorcono contro a una donna devastata: Celeste.
Una delle scene in tribunale è terrificante. Analizziamola.
Celeste ha assunto una medicina contro l’insonnia che non la rende lucida e in stato confusionale si mette alla guida, schiantandosi. Questo fatto non è positivo in tribunale: la tesi di Mary Louise secondo cui non sarebbe sicuro lasciare Max e Josh con lei, in questo momento, è avvalorata dal fatto che Celeste assume questo farmaco che la rende inconsapevole.
Una seconda accusa, quella a mio parere più spregevole, è quella di avere rapporti occasionali. Celeste non ha alcun diritto di avere nuove relazioni, né durature né, tantomeno, prettamente sessuali.
Quando l’avvocato di Mary Louise le propone un accordo, Celeste rifiuta nonostante il suo avvocato le avesse consigliato di patteggiare. Celeste, però, come una fenice, riemerge dalle sue ceneri. Diventa una leonessa pronta a fare qualunque cosa pur di difendere i suoi cuccioli. Lei sa di essere una brava madre, ama i suoi figli e li ha protetti per tutto quel tempo.
Così dopo essere stata addirittura accusata di essere lei stessa l’assassina del marito, dopo che l’avvocato di Mary Louise sostiene che lei sia violenta tanto quanto il marito perché i rapporti sessuali occasionali con diversi partner (le cui foto compaiono anche in aula) sono caratterizzati da aggressività, Celeste decide che è il momento di prendere in mano la situazione e chiede al giudice di interrogare lei stessa Mary Louise.

Celeste è un avvocato e, come già detto, il viso delicato, i vestiti accollati, quell’aria angelica, sono tutte caratteristiche di cui si spoglia quando entra in aula.
Celeste si difende e lo fa con maestria: chiede a Mary Louise se abbia mai perso la pazienza con i bambini, se lei non si sia mai schiantata con la macchina con i bambini seduti sul sedile posteriore.
Mary Louise è costretta a crollare: a causa della rabbia non solo ha fatto un incidente, ma nello schianto è rimasto ucciso uno dei suoi figlioletti. L’altro, Perry, che rappresentava il motivo per cui Mary Louise avesse perso il controllo, è sempre stato accusato dalla madre come responsabile per la morte del fratellino. Fattore che avrebbe potuto influenzare il futuro comportamento violento di Perry.
Mary Louise continua a negare la violenza del figlio, così Celeste le chiede se secondo lei Jane si sia inventata tutto, se una donna potesse essere capace di mentire riguardo all’aver subito uno stupro.
Non basta questo a far volare Celeste verso la vittoria e si giunge, in questo modo, a una delle scene più toccanti dell’intera stagione. Celeste mostra in aula un filmato, registrato dai suoi figli, che ritrae Perry mentre la picchia. Mary Louise e la sua farsa crollano, ma anche Madeline, Jane e Renata sono sconvolte da quelle immagini, soprattutto la prima poiché lei e Celeste sono amiche da sempre e si colpevolizza per non essersi accorta di tutto il dolore che Perry stava causando alla sua amica.
I bambini avevano visto molto più di quanto si potesse immaginare, erano a conoscenza di tutta la sofferenza che la loro mamma stava provando, ma Celeste li aveva protetti fino a quel momento e li avrebbe protetti anche in futuro, rendendoli degli uomini migliori del loro papà.

In questo modo Celeste vince, Max e Josh restano con lei e Mary Louise guida verso San Francisco, da perdente e marchiata a vita come colei che voleva strappare i figli a una madre.

Jane, Renata, Madeline, Bonnie e Celeste

La scena finale le riporta dove tutto è cominciato: in commissariato. Le “Cinque di Monteray”, come erano state soprannominate, entrano insieme dirette forse a confessare, chissà.
All’inizio di questa recensione ho affermato che le parole con cui descriverei questa stagione sono verità e forza.
La verità, in questa stagione, è venuta a galla in ognuna delle situazioni delle donne in questione: dallo stupro di Jane che ormai è di dominio pubblico, al tradimento di Gordon nei confronti di Renata e a quello di Madeline nei confronti di Ed, dall’ammissione di Bonnie di non essere innamorata del marito al fatto che Celeste sia una buona madre e non la donna pazza che era stata dipinta.

Anche la forza è emersa, in ognuna di loro. Jane ha avuto la forza di raccontare la sua storia a Corey, Renata ha avuto la forza di mandare al diavolo il marito scapestrato che si ritrovava, Madeline è riuscita a rimettere a posto le cose con Ed, senza arrendersi, Bonnie ha saputo perdonare le violenze della madre e Celeste, nonostante tutto ciò che stava passando, è riuscita a tenersi stretti i suoi figli.

Ma cos’è che permette a queste donne di tirare fuori la forza per far emergere la verità? Il sostegno.
Può sembrare scontato ma è proprio così. Certo hanno condiviso un dolore enorme: erano tutte coinvolte in quella terribile notte. Nella prima stagione sì, c’era sicuramente un’amicizia, ma non era un legame profondo come adesso. Madeline, ad esempio, ha superato l’astio nei confronti di Bonnie e tutte sono passate oltre l’antipatia verso Renata, quest’ultima non detesta più Jane e Ziggy. Insomma, tutte hanno imparato a sostenersi in modo adeguato.
Durante le udienze di Celeste, erano sempre, tutte lì e, cosa ancora più importante, tutte manifestano la loro contrarietà e il loro disaccordo a Mary Louise. Invece che starne fuori, si schierano e dicono la loro, essendo consapevoli della capacità materna di Celeste e dell’assurdo tentativo della suocera di ottenere la custodia dei bambini.

Così si conclude questa straordinaria stagione che premia il coraggio, l’accettare e il fronteggiare un trauma, la sincerità e il sostegno. Premia le donne e la loro forza, ma premia anche il saper perdonare gli altri e sé stessi.
Big Little Lies è una serie tv profonda, bellissima e dura che denuncia la violenza e pone al centro la maternità, la libertà e l’amicizia.
Poche serie tv mi hanno lasciata soddisfatta, commossa e contenta nello stesso tempo, Big Little Lies è riuscita in questo intento. Onestamente ritengo che questa sia la conclusione perfetta a una storia drammatica, ma anche straordinaria. Per ora non aleggia nell’aria l’idea di una terza stagione, quindi per un po’ non torneremo a Monterey, ma l’immagine delle cinque donne che, insieme, entrano nel commissariato è la fine migliore che si potesse desiderare.

di Alessandra Sansò

laureata Triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l’Università degli Studi di Genova con una tesi dal titolo “Perizia psichiatrica e pericolosità sociale”. Attualmente è iscritta al Corso di Laurea Magistrale in Psicologia Clinica e di Comunità presso lo stesso Ateneo.

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