Motori

Tazio Nuvolari, il mantovano volante

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July 29, 2019

<<Il più grande pilota del passato, del presente e del futuro.>>

Ferdinand Porsche

 

<<Non ci sarà mai un altro Nuvolari. Lo vedrò sempre come incomparabile e il più grande in assoluto.>>

John Cooper

 

Tazio Nuvolari è stato, ed è ancora oggi, un’ insostituibile icona del panorama motoristico mondiale. Fu quello che si può considerare un autentico pilota a tutto tondo: campionissimo dal 1922 al 1950, trionfò in numerose corse sia di automobili che di motociclette.

Nasce il 16 Novembre del 1892 a Castel d’ Ario (Mantova). La sua famiglia non è particolarmente agiata, caratteristica quasi tipica dei piloti motoristici nella storia, ma di certo nemmeno povera. Tazio Nuvolari è il quarto figlio nato in famiglia. La madre si chiama Elisa Zorzi. Il padre, Arturo, fa l’ agricoltore ed è anche un ciclista di discreto successo. Non è però paragonabile al fratello Giuseppe, campione italiano dell’epoca. Proprio quest’ultimo trasmette al giovane Tazio la passione per i motori e per le corse.

Tutto ha inizio nel 1904, quando Nuvolari osserva una gara su circuito a Brescia. Poco tempo dopo lo zio Giuseppe gli insegna ad andare in moto e, da lì a breve, il ragazzo impara anche a guidare la macchina del padre: ha tredici anni. Nuvolari tuttavia non ha occasione di lanciarsi seriamente nell’ambito delle corse fino ai ventotto anni: nel 1914 scoppia il primo conflitto mondiale. Serve nell’esercito sul fronte orientale come guidatore di ambulanze e auto di servizio in generale. In una particolare occasione perde il controllo della propria vettura ed esce fuori strada, causando un incidente. Pare che l’ ufficiale che si trovava con lui gli abbia detto: “Lascia perdere le auto. Non fanno per te.” Da lì a breve Nuvolari viene effettivamente allontanato dal proprio servizio perché ritenuto troppo pericoloso e aggressivo alla guida.

Enzo Ferrari (sinistra) e Tazio Nuvolari (destra)

Nel frattempo, nel 1917 si sposa civilmente con Carolina Perina. L’anno successivo hanno il loro primo figlio, Giorgio. Nel 1920 Nuvolari ottiene la licenza per correre con le motociclette. La sua prima vittoria giunge in coincidenza al debutto nelle corse con un’ automobile, una Ansaldo Tipo 4. Due anni più tardi arriva la prima vittoria in moto su una Harley Davidson, che lo rende campione mantovano. Siamo quindi nel 1924 ed è in questo significativo anno che avviene un incontro importante per Nuvolari.

Si corre a Ravenna e Nuvolari non trionfa in quella gara automobilistica: la sua Chiribiri  non può nulla contro lo strapotere della Alfa 3 del vincitore, a cui riesce comunque ad arrivare molto vicino all’arrivo. Quest’ultimo è Enzo Ferrari, che resta ovviamente colpito dall’abilità del modenese. Da questo evento inizia la collaborazione con Ferrari, che da lì a breve farà partire la propria attività imprenditoriale.

Nel 1925 il grandissimo pilota Antonio Ascari muore durante una corsa e la Alfa Romeo ha bisogno di un rapido rimpiazzo. Nuvolari nel frattempo si è fatto un nome nel giro e viene contattato per dei test. Arriva spaventosamente vicino al record sul giro di Ascari, per poi subire un grave incidente a causa dell’eccessiva usura delle gomme. Dopo due settimane, contro il parere dei medici, si fa bendare e fasciare per correre il GP delle Nazioni a Monza. Trionfa alla guida di una motocicletta Bianchi: è l’inizio della leggenda.

Nel 1930 trionfa alla Mille Miglia con la Alfa Romeo, ed è anche il primo pilota a superare la velocità media di 100 km/h. Nel 1932 vince il GP di Monaco e D’Annunzio gli dedica una tartaruga d’oro targata: “All’uomo più veloce, l’animale più lento”.

Nel 1933 arriva a trionfare nella 24 ore di Le Mans, ma poco dopo abbandona la scuderia Alfa Romeo.

 Dopo la vittoria a Le Mans, Nuvolari taglia anche i ponti con Ferrari. Ha fame di vittorie, e di guadagni ovviamente. Ferrari è molto offeso dalla scelta di Nuvolari, che a sua volta riceve una brutta delusione. Nel 1934 iniziano i test con la 16C Tipo A a motore posteriore, sotto la Auto Union. Non si arriverà mai ad un accordo con la scuderia tedesca: macchinazioni interne mai chiarite impediscono il matrimonio Nuvolari – Auto Union. Per questa ragione il Mantovano Volante torna con la Alfa Romeo già nel 1935, anche se i rapporti con Ferrari non torneranno mai come prima.

Proprio nel 1935 ottiene la sua più grande vittoria: trionfa al GP di Germania contro le Mercedes e Auto Union, che hanno quasi il doppio dei cavalli della sua Alfa Romeo.

Una Cisitalia-Abarth 204, l’ultima auto su cui corse Nuvolari

Il 1936 è invece un anno amaro: il primogenito Giorgio muore di malattia. Dal 1938 ricomincia la serie di vittorie (grazie al passaggio con la tedesca Auto Union), che si interromperà al GP di Belgrado a causa della Seconda Guerra Mondiale: Nuvolari ha 53 anni.

Nel 1946 muore anche il secondo figlio Alberto e Tazio stesso non è in salute: spesso tossisce sangue a causa dei fumi di scarico inalati nel passato. Questo non gli impedisce di ottenere il suo ultimo successo internazionale in Francia, al GP di Albi.

Il 10 Aprile 1950 Nuvolari corre la sua ultima corsa sulla salita del Monte Pellegrino, alla guida di una Cisitalia-Abarth 204: ha 65 anni. Nel 1952 ha un infarto e resta parzialmente paralizzato.

L’11 Agosto del 1953 Tazio Nuvolari, il Modenese Volante, muore nel proprio letto a Mantova.

Stefano de Gioia

Laureato Triennale in Storia presso l’Università degli Studi di Genova. I suoi interessi vertono principalmente su arte pittorica, storia romana e storia medievale.

 

 

 

SITOGRAFIA/FONTI

  • Tazio Nuvolari’s Story, Motor Web Museum
  • Tazio Nuvolari meets Enzo Ferrari, Motor Web Museum
  • Tazio Nuvolari, la storia di un mito, Amarsport, Icon Wheels, 2015
  • Tazio Nuvolari biography, Grand Prix History
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