Macchina del tempo

13 agosto 1899: Alfred Hitchcock

on
August 11, 2019

Alfred Hitchcock: il re della suspense, colui che mirava dritto ai pensieri e alle fantasie più recondite e inconsce dell’essere umano, padre di film che non fanno paura, ma che non fanno dormire la notte.
Insomma, un genio.

Nasce a Leytonstone (Londra) in una modesta famiglia inglese che gli permette di conoscere il teatro. Hitchcock viene educato in modo molto rigido dai genitori e, alla morte del padre, deve abbandonare la Scuola di Ingegneria e Navigazione dell’Università di Londra a causa di problemi economici.
Comincia a lavorare alla Henley Telegraph & Cable Company, dove si occupa del voltaggio di fili elettrici.
Nel 1920 avviene la svolta: entra nel mondo del cinema.
Viene infatti assunto in quella che sarà la Paramount Pictures come disegnatore di titoli. Sembrerebbe ancora lontano dall’entrata nel mondo della cinematografia, ma nel 1923, a 24 anni, diventa aiuto regista di Graham Cutts. Da qui, in poi si occupa di diversi ambiti, dalla sceneggiatura a al montaggio, ai titoli e, nel 1925, si dedica al suo primo film “Il labirinto della passione.”

Il primo periodo, denominato “Periodo britannico” in cui gira diversi film muti: “Il pensionante” (1927), “La moglie del fattore” (1928), “Tabarin di lusso” (1928). Nel 1929 esce, invece, il primo film sonoro “Ricatto” e dal 1934 si dedica alle spy story come “L’uomo che sapeva troppo” (1934) e “Giovane e innocente” (1937).

Tippi Hedren

Il cosiddetto “Periodo americano”, invece comincia negli anni Quaranta con “Rebecca la prima moglie” con Joan Fontaine e Laurence Olivier. Prosegue, negli anni Cinquanta, con alcuni dei suoi film più famosi: “La finestra sul cortile” (1954) con James Stewart e Grace Kelly, “La donna che visse due volte” (1958) con Kim Novak e James Stewart. Anche gli anni Sessanta sono un periodo florido per il regista che sforna, nuovamente, dei capolavori quali “Psycho” (1960), “Gli uccelli” (1963) e “Marnie” (1964).

 

Grace Kelly in “La finestra sul cortile”

Hitchcock è stato capace di toccare nel profondo lo spettatore, attraverso la suspence. Psycho, ad esempio, non è un film che fa paura. Non è come quei film che fanno saltare sulla sedia, né, tantomeno è uno splatter.
Tuttavia, dal momento in cui Marion (interpretata da Janet Leigh) varca la soglia del motel dei Bates, si percepiscono perfettamente l’ansia e l’angoscia, anche se apparentemente non sta succedendo nulla. Perciò lo spettatore rimane in attesa di qualcosa, solo che quando ciò accade, l’ansia persiste.
Stessa cosa succede con “Gli uccelli”, il comportamento anomalo degli animali fa porre allo spettatore un’unica domanda “Perché?”: perché quei pennuti si comportano così? Perché attaccano le persone?
Quindi, Hitchcock ha sfruttato ben più della semplice paura, i suoi film non fanno fare salti sulla sedia, ma toccano altri tasti dolenti della psiche umana.

Un altro elemento che risalta nei suoi film sono le donne. Diversi articoli, ad esempio, citano le dichiarazioni di Tippi Hedren (protagonista de “Gli uccelli” e “Marnie”) in cui Hitchcock viene accusato di molestie sessuali. La Hedren era diventata un’ossessione per l’uomo. Il film “The Girl – La diva di Hitchcock” con Sienna Miller racconta proprio questa storia.

In ogni caso, le donne dei film di Hitchcock sono sempre bellissime, ma la loro bellezza è glaciale, accentuata dai capelli biondi e gli occhi chiari. Sono donne eleganti e classiche con abiti attillati ma mai volgari, con pettinature curate e lineamenti seducenti.
Oltre a queste caratteristiche prettamente fisiche, le protagoniste sono donne forti, intraprendenti: Marion (Psycho) è pungente, non si fa mettere i piedi in testa (ciò si vede soprattutto all’inizio del film, nell’ufficio in cui lavora), risponde e a volte basta uno sguardo a far capire perfettamente che cosa intenda; stessa cosa vale per Grace Kelly, la sua eleganza è stata una delle caratteristiche che ha ammaliato Hitchcock e il suo personaggio in “La finestra sul cortile” non è statico, anzi, è curioso e vivace.

Insomma, Alfred Hitchcock ha portato sullo schermo le zone più profonde e oscure dell’uomo, ha messo in luce la malattia mentale, ha saputo giocare con le ombre e con l’introspezione. I film di Hitchcock vanno visti per poterli capire a fondo, non basta sentirne parlare, li troverete molto più moderni di quanto sembra. Hitchcock, infatti, ha saputo oltrepassare le linee temporali: non importa che i film siano ambientati e girati negli anni Cinquanta e Sessanta, sono sempre attuali e sempre spettacolari.

Buon compleanno Alfred!

Sitografia:
https://www.foxlife.it/2017/12/14/tippi-hedren-alfred-hitchcock-molestie/
https://www.corriere.it/spettacoli/16_novembre_01/tippi-hedren-set-hitchcock-mi-aggrediva-sessualmente-a2b64638-a00e-11e6-90f7-78e506adbf1c.shtml
arenediroma.com/le-donne-di-alfred-hitchcock/

di Alessandra Sansò

laureata Triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l’Università degli Studi di Genova con una tesi dal titolo “Perizia psichiatrica e pericolosità sociale”. Attualmente è iscritta al Corso di Laurea Magistrale in Psicologia Clinica e di Comunità presso lo stesso Ateneo.

TAGS
RELATED POSTS

LEAVE A COMMENT