Filosofia

Socrate, principe del Talk Skow

on
August 20, 2019

Lo skyline delle nostre democrazie oggi appare molto frastagliato: alte torri d’avorio, difese da muraglioni di fortificato disinteresse e circondate da fossati di reciproca incomprensione, si stagliano lungo l’orizzonte politico.

La nostra incastellata contemporaneità sembra prospettare scenari desolanti. Il conflitto sociale tra le parti è sordo, ma radicale nei contenuti. Le prassi, i linguaggi, gli obiettivi e le strategie adottate dai vari schieramenti appaiono incommensurabilmente distanti.

Il populismo imperante, dalle sfumature complottiste e antiscientifiche, da una parte e l’elitarismo tecnocratico, verticista e antidemocratico, dall’altra condividono però la medesima attitudine filosofica, intrisa di un indiscusso e indiscutibile dogmatismo. Un approccio irriducibile e serrato che amputa ogni propensione al dialogo, al confronto costruttivo, alla messa in discussione delle proprie certezze.

L’incapacità di confrontarsi in maniera rispettosa e costruttiva caratterizza i dibattiti pubblici odierni e contraddistingue gli agoni dialettici dei Talk Show.

Quotidianamente le arene del dibattito televisivo, racchiuse all’interno di uno steccato fittiziamente democratico, sono invase da schiere di opinionisti inferociti, interessati ad imporsi sul proprio avversario, sfruttando ogni mezzo retorico (cfr Vittorio Sgarbi, Vittorio Feltri…).

Ma un antidoto a questa deleteria ed estrema polarizzazione esiste ed è rintracciabile negli scritti di un filosofo ateniese, vissuto nel IV secolo a.C.

Gli scritti in questione sono i dialoghi platonici e sebbene non siano di certo una fonte neutra e completamente attendibile per ricostruire il pensiero di Socrate, ci consentono comunque di delineare, attraverso il filtro platonico, alcuni tratti distintivi della sua metodologia.

Il termine chiave di questo metodo è “omologhia”, ovvero l’accordo razionale tra i dialoganti, raggiungibile al termine di una discussione e considerato il fine e la vera ragion d’essere del confronto dialogico.

Socrate non ricerca la sopraffazione fine a sé stessa, non mira esclusivamente alla confutazione del proprio interlocutore, ma cerca sempre, invece, di instaurare un dialogo costruttivo e interessato con ogni suo interrogato. Platone, nei suoi Dialoghi, dipinge un Socrate intento a confrontarsi ora con illustri retori e poeti, ora con bambini o schiavi; impegnato a confutare magniloquenti sofisti, ma anche ingenui sacerdoti.

Il filosofo del “conosci te stesso” arrivò a paragonarsi, proprio per questa sua instancabile attività interrogatoria, ad un tafano che punzecchia regolarmente i suoi concittadini, svegliandoli così dal torpore catatonico in cui si trovavano.

L’altro cardine del metodo socratico è il cosiddetto “elenchos”. Attraverso questo dispositivo linguistico, Socrate mira non tanto a vincere l’avversario, difendendo strenuamente il proprio punto di vista sull’argomento in questione, quanto a convincerlo, sfruttando spesso una sagace ironia, riguardo l’essere in contraddizione con sé stesso, muovendo proprio da quanto egli sosteneva all’inizio della discussione.

L’obiettivo preminente per un vero socratico non è quello di imporre e di far prevalere proprie considerazioni, convinzioni o proposte, quanto invece quello di sottoporre ad analisi considerazioni, convinzioni e proposte altrui.

Ciò che muove questa interrogazione è un sincero interesse rivolto alla comprensione piena dei presupposti e delle conclusioni, da cui e verso cui si dispiegano le diverse argomentazione proposte.

Ma un elemento imprescindibile e necessario affinché questa interrogazione possa costituirsi e prender corpo è la disposizione al confronto, in greco “parresia”. In mancanza di questa volontà il dialogo non può innestarsi e non può, di conseguenza, esser partorito “maieuticamente” alcun tipo di accordo.

Per la sua incessante ricerca di un accordo, per il suo interesse rivolto alla comprensione piena delle varie posizioni e istanze, per il suo carattere decisamente antidogmatico e per la messa in discussione di presupposti consolidati il socratismo può costituire allora un dispositivo essenziale per la nostra contemporaneità politica e sociale, un vero paradigma da seguire all’interno di società attivamente e autenticamente democratiche.

Per abbattere quei muraglioni, per superare quei fossati, per far crollare quelle torri d’avorio, per neutralizzare l’arroganza di qualsiasi opinionista è necessario che ognuno di noi sia disposto a discutere e a mettersi socraticamente in discussione.

Collaboratore Gianmarco Girolami

TAGS
RELATED POSTS

LEAVE A COMMENT