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The Sinner: un giallo atipico

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August 23, 2019

Durante una gita al lago con la propria famiglia, Cora Lacey, donna apparentemente serena e tranquilla, è colta da un immotivato raptus di collera che la spinge a pugnalare a morte uno sconosciuto, un tale Frankie Belmont, giovane medico che si trova sulla riva del lago in compagnia di alcuni amici. La scena si svolge in pochi attimi, sotto gli occhi esterrefatti di decine di persone. Certo Cora sembrava infastidita dagli schiamazzi e soprattutto dalla musica dei tre giovani, ma può questa essere la ragione di un simile gesto? Davvero Cora non conosceva Frankie Belmont?

‘The Sinner’ è una miniserie del 2017 prodotta da Jessica Biel, la quale, dimostrando sorprendenti doti attoriali, compare anche nei panni di protagonista. Accolta come serie rivelazione negli Stati Uniti, e seguita da una seconda stagione annunciata nel 2018, ‘The Sinner’ si dimostra sin dalle prime scene un giallo del tutto anticonvenzionale. Non c’è infatti alcun assassino da smascherare: di fronte all’evidenza dei fatti, Cora si dichiara colpevole, pur non riuscendo a spiegare il motivo della propria violenta reazione. Ciò che incolla gli occhi allo schermo non è scoprire chi abbia ucciso Frankie, né il come, bensì il perché; il movente di un omicidio tanto brutale quanto insensato.

Se per le autorità e l’opinione pubblica Cora viene bollata come schizofrenica assassina, per il detective Harry Ambrose (Bill Pullman), uomo apatico e frustrato, segnato dal fallimento coniugale, i conti sembrano non tornare. Decide infatti di indagare più a fondo, conquistando la fiducia di Cora e regalandole la speranza di riottenere la libertà. Inizia così un viaggio nella psiche della giovane protagonista, perché è lì che stanno tutte le risposte, in un passato che Cora ricorda a tratti e che ritorna a galla attraverso una serie di reminiscenze confuse che, lentamente, tirano in ballo ogni pezzo del puzzle; un disegno che troverà completamento solo nell’episodio finale, dove ogni domanda avrà una risposta.

È questo il caso in cui, in maniera sorprendentemente atipica, assassino e detective collaborano insieme al caso, escludendo del tutto quella separazione manichea tra personaggi buoni e cattivi che domina le scene di un qualsiasi thriller. Cora ed Harry non incarnano ruoli stereotipati, entrambi sono scalfiti da debolezze e dal senso di colpa, pur non perdendo la speranza nella propria lotta. Cora aiuta Harry a superare il proprio senso di fallimento contribuendo al successo dell’indagine, ed Harry aiuta Cora a svincolarsi da quella gabbia sociale e giuridica che preventivamente l’aveva additata come colpevole senza andare oltre l’apparenza.

L’apparenza inganna, è proprio il caso di dirlo. Se i fatti mostrano Cora come efferata assassina, il viaggio nella sua psiche dimostra come i traumi di un passato infelice e la repressione di se stessi possano portare ad azioni a metà fra l’istintivo e l’inconsapevole. Cora è vittima di un passato segnato da abusi, primi fra i quali l’essere cresciuta dalla madre nella convinzione di essere una peccatrice, e la gabbia nella quale la sciagurata sorella Phoebe, cagionevole di salute, l’aveva costretta a vivere per anni. ‘The Sinner’ ci insegna a guardare oltre l’apparenza, a cercare le cause profonde delle azioni umane più inspiegabili; a combattere quella gabbia sociale che è l’opinione pubblica, attraverso la fiducia, la forza ed il gioco di squadra.

Linda Vassallo

Studia Culture e letterature del mondo moderno presso l’Università Statale di Torino. I  suoi studi universitari mirano particolarmente all’incremento delle conoscenze letterarie, linguistiche, musicali, cinematografiche ed artistiche.

 

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