Canzone della settimana

Caparezza – Mica Van Gogh

on
September 5, 2019

Suona la campana, comincia il duello. Un povero adolescente preso e catapultato in campo senza averlo chiesto si trova a fare a botte con un colosso della storia umana; niente poco di meno che Vincent Van Gogh.

In questa visione ci accompagna il brano scritto dall’autore pugliese Michele Salvemini , in arte Caparezza, “Mica Van Gogh”.

Il ring è un continuo e progressivo confronto tra chi, nell’Europa del 1880 , era considerato il pazzo che vedeva il mondo a fiori gialli e cieli blu materici e un esempio dell’italiano (o, mi verrebbe da ampliare, individuo generico) protagonista di un’era contemporanea.

Il testo, fomentato dalla lancia ritmica del rapper e il sound rock-elettronico, è un tifo dichiarato e serrato per il pittore olandese, mosso e articolato in parallelismi tanto sottili quanto geniali, che in qualche modo inducono anche noi ascoltatori a prendere le parti del rosso squattrinato e denigrato dai suoi compaesani.

“Ok Van Gogh, mangiava tubi di colore ed altre cose assurde, probabilmente meno tossiche del tuo cheeseburger”

Forse l’idea di fondo che il musicista ha voluto trasmettere è quella di una rivalutazione nonché completo ribaltamento di ciò che nella nostra concezione è detto “folle”: il folle è colui che sprofonda nelle viscere della vita risollevandola ad arte oppure chi si lascia fagocitare dagli schermi del proprio smartphone annullandosi nella banalità, superficialità e alienazione?

La vera domanda che ci si potrebbe porre, in altri termini è: chi è il vero “essere-umano” tra i due tipi che si stanno confrontando?

A voi l’ascolto e la scelta della parte; anche se il consiglio che vi do, in maniera forse meno provocatoria di Caparezza, è quello di spendere il tempo rovinandovi di tempera, timpani, inchiostro, di vera bellezza, piuttosto che spenderlo imbottigliati in uno spazio virtuale o fittizio.

Testo 

Prima di dare del pazzo a Van Gogh sappi che lui è terrazzo tu ground floor

Prima di dire che era fuori di senno, fammi un disegno con fogli di carta e crayon

Van Gogh, mica quel tizio là, ma uno che alla tua età libri di Emile Zola

Shakespeare nelle corde

Dickens nelle corde

Tu, leggi manuali di DVD Recorder

Lui, trecento lettere, letteratura fine

Tu, centosessanta caratteri, due faccine, fine

Lui, London, Paris, Anvers

Tu, megastore, iper, multiplex

Lui, distante ma sa tutto del fratello Teo

Tu, convivi e non sai nulla del fratello Tuo

Lui a piedi per i campi, lo stimola

Tu, rinchiuso con i crampi sul Tapis Roulant

Beh, da una prima stima mio caro ragazzo

Dovresti convenire che

Tu sei pazzo

Mica Van Gogh

Mica Van Gogh

Mica Van Gogh

Tu-tu sei pazzo

Mica Van Gogh

Mica Van Gogh

Mica Van Gogh

Tu-tu sei pazzo

Mica Van Gogh

Mica Van Gogh

Mica Van Gogh

Tu sei pazzo, Mica Van Gogh

Tu sei pazzo, Mica Van Gogh

Van Gogh

A sedici anni girò tra collezioni d’arte

Tu a sedici anni Yu-gi-oh, collezioni carte

A vent’anni nel salon del Louvre

E tu nell’autosalon del SUV, rimani in mutande

Lui olio su tela, e creò dipinti

Tu olio su muscoli, e gare di body building

Lui paesane, modelle, prostitute

Tu passi le notti nel letto con il computer

Lui ha talento lo sai

Tu è un po’ che non l’hai

Lui scommette su di sè

Tu poker online

Lui esaltato per aver incontrato Gauguin

Tu esaltato per aver pippato cocaine

Lui assenzio e poesia

Tu senza poesia

Lui ha fede

Tu ti senti il messia

Van Gogh, una lama e si taglia l’orecchio

Io ti sento parlare, sto per fare lo stesso

Ho il rasoio tra le dita ma non ti ammazzo

Avrò pietà di te perché

Tu sei pazzo

Mica Van Gogh

Mica Van Gogh

Mica Van Gogh

Tu-tu sei pazzo

Mica Van Gogh

Mica Van Gogh

Mica Van Gogh

Tu-tu sei pazzo

Mica Van Gogh

Mica Van Gogh

Mica Van Gogh

Tu sei pazzo, mica Van Gogh

Spacchi tutto quando fan gol

Fai la coda per lo smartphone

Tu sei pazzo, mica Van Gogh

Tu sei pazzo, mica Van Gogh

OK, Van Gogh mangiava tubi di colore ed altre cose assurde

Probabilmente meno tossiche del tuo cheeseburger

Allucinazioni che alterano la vista

Tu ti fai di funghi ad Amsterdam

Ma ciò non fa di te un artista

Tu in fissa con i cellulari

Lui coi girasoli

Girare con te è un po’ come quando si gira soli

Colpo di mano cambia il vento come a rubamazzo

C’è una novità, ragazzo

Tu non sei più sano

Tu sei pazzo

Mica Van Gogh

Mica Van Gogh

Mica Van Gogh

Tu-tu sei pazzo

Mica Van Gogh

Mica Van Gogh

Mica Van Gogh

Tu-tu sei pazzo

Mica Van Gogh

Mica Van Gogh

Mica Van Gogh

Tu sei pazzo, mica Van Gogh

Tu sei pazzo, mica Van Gogh

Annalisa Mazzolari

Laureata alla triennale di Filosofia presso l’Università degli studi di Trento e in attesa di proseguire con il biennio magistrale a Milano.

Oltre alla filosofia coltiva la passione per la musica: diplomata all’ottavo anno di pianoforte presso il Conservatorio di Brescia e in canto lirico presso il Conservatorio di Bergamo.

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