Canzone della settimana

Al Stewart – Year of the Cat

on
September 15, 2019

La storia di “Year of the Cat” iniziò nel 1966 in Inghilterra, quando il ventunenne Al Stewart, assistendo allo spettacolo del comico Tony Hancock, lo sentì esternare la propria disperazione e insoddisfazione personale. Simili parole, al contrario degli altri presenti che le presero sul ridere, furono ben recepite dal cantautore scozzese, il quale ne trasse ispirazione per comporre un brano musicale: “The Foot on the Stage”. Due anni dopo Tony Hancock si suicidò, e perciò Stewart decise di accantonare la canzone, evitando di speculare su una tragedia.

Tempo dopo, durante un tour in America, sentì un arpeggio di pianoforte suonato dal tastierista Peter Wood. Gli piacque a tal punto da chiedergli di poterci lavorare su, e quando il permesso gli fu accordato, non perse occasione per rispolverare quella canzone che giaceva abbandonata in un cassetto.

Il brano fu così completato, ma la casa discografica non apprezzò il testo sullo sconosciuto Tony Hancock, costringendo il cantautore a rivederlo. Infastidito, Stewart decise di canzonare l’etichetta della casa, componendo un testo sulla principessa Anna e intitolando la canzone “Horse of the Year”, che certo neanche questa volta ottenne il consenso dei discografici.

Il brano che avrebbe segnato la sua carriera, sembrava destinato a non vedere la luce. Ma ecco che, a casa della fidanzata dell’epoca, Stewart vide un libro di astrologia vietnamita, aperto proprio sulla pagina riguardante l’anno del gatto, e subito ebbe l’illuminazione: quello sarebbe stato il titolo perfetto per la canzone alla quale lavorava ormai da anni. Mancava solo un testo adatto, ma di certo – pensò –  sarebbe stato ridicolo scriverlo sui gatti!

Quando in TV passò il film “Casablanca”, Stewart fu nuovamente colpito da un lampo di genio. Decise di scrivere un testo che facesse riferimento agli attori Humphrey Bogart e Peter Lorre. La canzone fu finalmente approvata e composta in studio insieme al produttore Alan Parsons, già famosissimo per aver contribuito al successo di “The Dark Side of the Moon” dei Pink Floyd.

Il risultato finale fu un brano di oltre sei minuti, ricco di assoli che comprendono violoncello, violino, pianoforte, chitarra acustica, chitarra elettrica, sintetizzatore e sassofono. L’introduzione pianistica rimase quella di Peter Wood, che per questo motivo è considerato co-produttore del brano musicale. “Year of the Cat” uscì nel 1976 come title-track del settimo album di Al Stewart.

Testo

On a morning from a Bogart movie,

In a country where they turn back time

You go strolling through the crowd

Like Peter Lorre contemplating a crime.

She comes out of the sun in a silk dress running

Like a watercolor in the rain

Don’t bother asking for explanations

She’ll just tell you that she came

In the year of the cat.

She doesn’t give you time for questions

As she’s lockin’ up your arm in hers

And you follow ‘till your sense of which direction

Completely disappears.

By the blue tiled walls near the market stalls

There’s a hidden door she leads you to…

These days, she says, I feel my life

Just like a river running through

The year of the cat

And she looks at you so cooly

And her eyes shine like the moon in the sea

She comes in incense and patchouli

So you take her, to find what’s waiting inside

The year of the cat.

Well, morning comes and you’re still with her

And the bus and the tourists are gone

And you’ve thrown away the choice

And lost your ticket

So you have to stay on

But the drumbeat strains of the night remain

In the rhythm of the newborn day

You know sometime you’re bound to leave her

But for now you’re going to stay

In the year of the cat.

In the year of the cat.

Linda Vassallo

Studia Culture e letterature del mondo moderno presso l’Università Statale di Torino. I  suoi studi universitari mirano particolarmente all’incremento delle conoscenze letterarie, linguistiche, musicali, cinematografiche ed artistiche.

 

 

 

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